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Autore email Ulrich Realist
Data 15/02/2013, 19:17
Oggetto Carceri e Credibilità
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Il presidente Napolitano ha detto che la situazione rovinosa delle carceri
” ferisce la credibilità del Paese”. Egli ha anche detto che : “la disoccupazione giovanile è il problema più serio che abbiamo”.

Evviva il presidente (gli voglio bene), che da un paio d’anni ha deciso di distaccarsi nettamente dal vecchio costume politico italiano, quello di nascondere le cose brutte che la poca professionalità o molta litigiosità dei politici ha generato.

Il nostro presidente va molto apprezzato per aver chiarito negli ultimi due anni tante cose vere, alcuni motivi di insoddisfazione, o sollecitato cose necessarie (che i politici non han saputo realizzare).

Visto il “coraggio della verità” del nostro beneamato presidente, gli propongo qui di seguito una “listina”di quesiti importanti, le risposte ai quali possono, anch’esse, minare la credibilità dell’Italia, secondo le vedute di molti espatriati. Ove le stesse situazioni o problemi non sono lamentati dai cittadini dello Stivale, ormai mitridatizzati.

Quesiti proposti al presidente Napolitano :

- esistono in Italia veri cittadini (come in Francia e tanti Paesi europei), i quali si  preoccupano degli interessi e del futuro del Paese, collaborando con lo stato e proponendo quesiti o proposte ai loro rappresentanti ?  Cittadini i cui diritti non restano menzionanti sulla carta, ma sono realizzati ?  Esistono ?
- esistono fra i politici italiani capacità di gestione professionale d’eccellenza (come in Francia, Germania, U.K., Olanda, etc.), oppure il rosario di emergenze italiane è legato all’assenza di tali capacità gestionali ?
- le discussioni parlamentari di scenari inesistenti e surreali (come si fa in Italia, per via di finzioni politiche, o per la protezione di interessi personali) servono al Paese ?  Passa inosservata in U.E. la frequente Commedia dell’Arte Politica, generatrice di equivoci e finzioni, che talora impedisce di produrre risultati per il Paese nelle discussioni parlamentari  ?
- la percentuale del 86 % per i delitti impuniti, la giustizia ingessata da un decennio (parole di Mastella, ex ministro), possono ritenersi performances europee ? Non siamo vittime della cultura negativa lasciataci dai nostri progenitori (e recentemente peggiorata), dai quali abbiamo ereditato una mentalità rovinosa...? (anche Goethe ne parlo’, oltre che Prezzolini e Barzini). Non sarà ancora il caso di imparare in Europa le gestione corretta delle istituzioni ?
- perché nel Paese più corrotto (assieme alla Grecia) della U.E. occidentale non fu decisa una strategia di lotta efficace alla corruzione, dopo gli scandali di Craxi e Chiesa negli anni ‘90 ? Forse essa è benvenuta ?
- perché, vista la chiara incapacità/irresponsabilità di tante gestioni istituzionali, non si indaga seriamente sulle cause delle cattive gestioni ? Se l’imperativo del proprio dovere, la capacità professionale, son divenuti rari nelle istituzioni, come potrà mai un Paese funzionare bene, per divenire competitivo ?
- perché, vista la frequenza dei fallimenti nelle discussioni parlamentari, specie nelle larghe riunioni (in Europa è diverso), non ci si chiede ;“da dove la difficoltà italiana di raggiungere il consenso nelle assemblee ?” Vogliamo forse asserire che la conflittualità sociale italiana è cosa normale in Europa ? 
- perché nessuno scopre l’evidenza ?:
  a) che in un Paese con mentalità arretrata la società non puo’ funzionare e quindi non puo’ sostenere lo sviluppo economico ;
  b) che in un Paese senza bastoni e senza carote nella vita pubblica, che sta dimenticando nella vita sociale i valori positivi di riferimento, divenendo cosi  lassista, sarebbe fatua illusione far ripartire l’economia......

Per quali motivi un’indagine lucida ed obiettiva, fatta da esperti indipendenti, sulle CAUSE degli insuccessi nazionali italiani, non è stata pubblicata (non è stata fatta credo). Come mai una tale indagine, fatta da espariati, non ha interessato né politici né VIPs dell’economia ? 

In attesa delle risposte a tali quesiti, da espatriato qualificato per il sociale, posso affermare che chi ci conosce, in U.E. non ci dà credibilità da un bel
po’ !

Fra le tante “stranezze” della cosiddetta società italiana (chiamata da Prezzolini “gregge di pecore anarchiche” non vanno trascurate :
- la mancata Educazione da parte della P.I., durante 150 anni, del popolo delle Due Sicilie, che andava fatta con un’esercito di professori formati all’istruzione per Paesi sottosviluppati ; ora è tardi, la mentalità del Mezzogiorno è arrivata in Lombardia e altrove nel Nord (Sciascia predisse questo “Nord invaso dalla cultura del Sud”).
- la mancata osservazione (anzi il diniego) della crisi sociale italiana (al di là dei fattori europei), ben visibile dall’Europa negli ultumi 15 anni. Non è stata vista, non è stata affrontata !

Essere o non essere. Roma fu Caput Mundi. L’Italia vuole divenire Caput della sponda Sud del Mediterraneo ?

Ulrich Realist
(espatriato, disponibile a testimoniare sul problema sociale)
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