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CULTURA ITALIANA NEL MONDO - STATI UNITI - L'OMAGGIO DELLA NATIONAL GALLERY OF ART DI WASHINGTON AD ANDREA DEL VERROCCHIO. INTERVISTA IN ANTEPRIMA ITALIANNETWORK AL CURATORE A.BUTTERFIELD

(2019-08-13)

"Fra tutti i grandi artisti del Rinascimento italiano, Andrea del Verrocchio è forse colui che più di tutti necessita una rivalutazione, quanto meno come pittore e disegnatore. Da sempre, a cominciare dal Vasari fino ai critici di oggi, si e’ stati usualmente piu’ propensi a concentrarsi sul suo allievo, Leonardo da Vinci, sminuendo cosi' il contributo enorme del Verrocchio alla storia dell’arte. In realta’ Verrocchio era una figura instancabile e smisuratamente creativa che cercava sempre di superare quello che era stato elaborato da altri o da lui stesso. In qualunque campo si cimentasse, apriva strade nuove cambiando i parametri concettuali di ciò che era venuto prima. Oltre alla sua grande inventiva, era un perfezionista ossessivo: il dettaglio naturalistico dei suoi bronzi è vastamente superiore alla scultura italiana che lo precede e rimase insuperato fino all’età barocca. Allo stesso modo cambiò totalmente la rotta di sviluppo del disegno fiorentino, e in quest’arte divenne la figura di svolta nella seconda metà del Quattrocento”.
Cosi afferma in un'intervista in anteprima ad Italian Network / Italialavorotv , Andrew Butterfield, curatore del progetto espositivo dedicato a Andrea del Verrocchio, in programma alla National Gallery of Art di Washington dal 15 settembre al 12 gennaio 2020. Un progetto realizzato dall’istituzione museale statunitense in collaborazione con la Fondazione Palazzo Strozzi e il Museo Nazionale del Bargello, entrambi a Firenze.

La monografica, la prima allestita su Andrea del Verrocchio (circa 1435–1488) negli Stati Uniti intitolata 'Verrocchio: Sculptor and Painter of Renaissance Florence’, vuole dunque togliere da un ingiusto cono d’ombra il lavoro innovativo di questo artista visionario e versatile, un vero uomo del Rinascimento, che seppe esprimersi nella scultura, nella grafica e nella pittura.

Come scultore Verrocchio fu infatti la figura rinascimentale piu’ rilevante tra Donatello e Michelangelo, artefice di lavori tecnicamente raffinati in grado di unire naturalismo e bellezza.
Come pittore puo’ invece essere considerato il trait d’union tra il suo maestro, Filippo Lippi, e il suo allievo, Leonardo, mentre come disegnatore si impone come una figura centrale, inventore di nuove tecniche che influenzarono Perugino, Leonardo, Raffaello e molti altri artisti.
"Verrocchio fu infatti uno dei primi artisti ad adottare il carboncino nero come principale strumento di disegno, sfumando i toni piu’ scuri con il polpastrello per creare una gamma piu’ ampia di tonalita’ o ricoprendo di gesso nero i pentimenti.
Senza dimenticare la sua bottega, una sorta di laboratorio sperimentale ed innovativo che preparo’ il terreno al Secondo Rinascimento" spiega il curatore.

E sulla profonda influenza che Verrocchio ebbe sul suo celeberrimo allievo Leonardo il curatore individua interessanti dettagli.
"Leonardo visse con Verrocchio per almeno dieci anni e studiò con lui tutti i giorni. Decenni dopo che aveva lasciato la bottega, Leonardo conservava ancora i disegni di Verrocchio che continuava ad ammirare ed imitare. Ed una lezione fondamentale che Verrocchio impartì a Leonardo fu quella di vedere il mondo in chiaroscuro, una modalità di rappresentazione che Verrocchio aveva sviluppato soprattutto nei suoi disegni e che Leonardo applicò più estesamente nei suoi dipinti,” puntualizza Andrew Butterfield, autore  anche del saggio 'The Sculptures of Andrea del Verrocchio'' (Yale University Press, 1997) insignito del prestigioso Premio Mitchell.

“C’e' poi un'altro elemento che Leonardo deve al Verrocchio: un approccio intensamente autocritico nel fare arte, il desiderio di innovare, migliorarsi. Verrocchio lascio’ infine al suo allievo la sua visione di come combinare l’ideale e il naturalistico. Questo è ben visibile nelle immagini femminili di Leonardo che derivano inequivocabilmente dai modelli verrocchieschi: dal ritratto di ‘Ginevra de’ Benci' degli anni 70 del Quattrocento fino alla 'Leda e il Cigno' che dipinse trent’anni dopo,” continua Andrew Butterfield.

Organizzata in quattro sezioni, la mostra allinea complessivamente una cinquantina di opere del Verrocchio in un allestimento che permette di apprezzare come ogni lavoro, dallo schizzo veloce alla scultura piu’ articolata, sia legato agli altri in una circolarita’ di tecniche e di stile.
"L’allestimento alla National Gallery of Art è diviso in quattro sezioni: la prima dedicata alle sue sculture, un’altra ai suoi disegni e un’altra ancora ai suoi dipinti. La quarta esplora invece il dialogo fra le arti diverse che Verrocchio praticò,” sottolinea il curatore.

Tra le opere piu’ rilevanti presenti in mostra, tre immagini della bellezza ideale realizzate con materiali diversi: la ‘Dama con fiori' (circa 1475) in marmo; il disegno a carboncino 'Testa di una donna con treccia' (circa 1475/1478) e il dipinto 'Ginevra de' Benci’ (1474/1478) quest’ultimo di Leonardo.

Notevoli le sculture del Verrocchio in bronzo, in marmo, in terracotta sia dipinta che al naturale, in terra cruda, in gesso, in argento dorato e in agata: una varieta’ di creazioni che permette di apprezzare la capacita’ dell’artista di misurarsi con i materiali piu’ diversi. Tra queste da segnalare la celebre statua di ‘Davide con la testa di Golia’ (circa 1465, Museo Nazionale del Bargello, Firenze) che conquista per grazia dei movimenti e per l’espressivita’ dei volti, uno dei suoi primi lavori in bronzo eseguito probabilmente per Piero de' Medici, padre di Lorenzo.

Quanto ai dipinti, alcuni dei quali mai esposti precedentemente negli Stati Uniti, da non perdere 'Madonna e Bambino con due Angeli’ (circa 1470/1474); 'San Gerolamo' (1465) e ‘Tobias e l'Angelo' (circa 1470), questi ultimi due prestati dalla National Gallery di Londra, due lavori realizzati in collaborazione con Leonardo e altri assistenti della sua bottega.

Per quanto concerne i disegni da segnalare che ne sono giunti a noi soltanto 25, di questi molti sono presenti in mostra tra cui degli schizzi preparatori delle sue sculture; degli studi di nudi maschili, di animali e di monumenti funerari. E ancora uno dei suoi primissimi disegni 'Madonna che adora il Bambino’ (circa 1470) e il cartone della 'Testa di un Angelo’ (1470) con il volto androgino di un giovane.

"In occasione della mostra, sono state svolte sofisticate ricerche sulle tecniche e sui materiali utilizzati dall’artista che hanno gettato nuova luce sui metodi innovativi elaborati dal maestro. Studi che hanno portato anche nuove attribuzioni presenti lungo il percorso.
Le indagini hanno preso in considerazione anche opere che non sono esposte nella rassegna di Washington come la Tomba di Cosimo de' Medici (1467) e la Tomba di Giovanni e Piero de' Medici (1470–1473) nella Chiesa di San Lorenzo a Firenze.
Da segnalare anche una nuova interpretazione della tecnica di calco del Verrocchio utilizzata per il 'Cristo e San Tommaso’ all’Orsanmichele" conclude il curatore.

E sempre in occasione della mostra, e’ stato realizzato, anche grazie al contributo dell’Ambasciata Italiana e della HRH Foundation, un film di 30 minuti sul Verrocchio e la sua bottega.

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Biografia
Andrea di Michele Cioni nasce a Firenze nel 1435 e qui rimane per l'intera durata della sua vita, eccetto l'ultimo periodo vissuto a Venezia. Compie la sua prima formazione nella bottega dell'orafo Giuliano Verrocchi, dal quale prende il nome d'arte, ma il suo vero talento è nella scultura e nella pittura, arti apprese, pare, con Donatello e con il Baldovinetti. Ma Verrocchio e' specialmente un maestro di sé stesso e partecipa assai presto a concorsi e ad opere collettive.
La sua prima commissione è l'importante gruppo dell' 'Incredulità di S. Tommaso' in Orsanmichele del 1466. L'anno dopo esegue la lastra tombale di Cosimo il Vecchio nella sagrestia di S. Lorenzo. Nel 1468 gli viene commissionata la palla di bronzo per la cupola di S. Maria del Fiore.
Con la morte di Donatello (1466), diventa il protetto di Piero de' Medici e del figlio Lorenzo.
Fra il 1470 e il 1472 lavora alla tomba di Piero e Giovanni de' Medici nella sagrestia di S. Lorenzo. Nello stesso anno entra nella compagnia di S. Luca come "dipintore e intagliatore".
Intorno 1474 dipinge una Madonna e Santi per Donato de' Medici a Pistoia, opera finita da Lorenzo di Credi. Nello stesso tempo attende al David di bronzo che nel 1476 Lorenzo e Giuliano de' Medici vendettero alla Signoria. Nel 1476 presenta a Pistoia il suo modello (oggi al Victoria and Albert Museum di Londra) per il cenotafio del vescovo Forteguerri, che gli viene commissionato definitivamente nel 1477, ma che rimase incompiuto. Nel 1480 completa il rilievo di uno dei pannelli dell'altare del battistero di Firenze e già nel 1478 fonde 'Il putto col delfino', ora al Bargello, per la villa Medici a Careggi.
Nel 1479 riceve l'incarico dalla Repubblica di Venezia di un monumento equestre a B. Colleoni: il modello viene eseguito nel 1481, ma soltanto nel 1492 viene fuso da A. Leopardi.
Nel 1483 consegna a Orsanmichele 'L'incredulità di S. Tommaso', ordinatagli tanti anni prima.
Muore a Venezia nel 1488. (13/08/2019-Letizia Guadagno-copyright ITL/ITNET)

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