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SINDACATI ITALIANI NEL MONDO - EUROPA /CRISI GRECIA - CES E CSI: DAL FONDO MONETARIO INTERNAZIONALE ATTACCO AI DIRITTI DEI LAVORATORI GRECI: INACCETTABILE "

(2017-03-30)

  La Confederazione Europea dei Sindacati e la Confederazione sindacale internazionale ha invitato il Fondo monetario internazionale  a fermarsi insistendo sul fatto che la Grecia si impegni di più sui tagli alle pensioni e la deregolamentazione del mercato del lavoro prima che il Fondo  accetti un nuovo programma sulle erogazioni da parte delle istituzioni europee.

Un portavoce del FMI ha affermato che il FMI sta cercando di ottenere "in particolare, la riforma delle pensioni e del lavoro", come condizione per la concessione di aiuti finanziari alla Grecia. Ma - affermano CES e ITUC - i lavoratori greci hanno già sperimentato una significativa riduzione del loro tenore di vita. Le misure di austerità e la deregolamentazione richiesta da parte delle istituzioni creditrici dal 2010 hanno incluso la riduzione dei salari minimi, delle pensioni e la sfera della contrattazione collettiva.

Il Segretario Generale della ITUC Sharan Burrow, ha detto: "i lavoratori greci sono stati assoggettati a quasi tutti i costi della crisi iniziata nel 2008: i salari sono caduti, le pensioni sono state ridotte e un quarto della forza lavoro è  disoccupata.  L'ILO ha pubblicato un importante studio lo scorso anno mostrando che la copertura della contrattazione collettiva in Grecia è aumentata dal 70 per cento mentre prima della crisi era al 10 per cento nel 2015. Continuando a ridurre i diritti collettivi dei lavoratori, non si fa nulla per mettere la Grecia sulla strada della ripresa economica, ma si rafforzerà invece la preoccupante tendenza della crescente disuguaglianza nel paese".

Luca Visentini, Segretario Generale della CES, ha affermato  che l'ultimo tentativo da parte del Fondo monetario internazionale per ridurre ulteriormente i diritti dei lavoratori in Grecia è un attacco al modello sociale europeo: "I lavoratori e i datori di lavoro, il 95% sono micro - imprese , richiedono la contrattazione collettiva a livello settoriale e non necessitano di licenziamenti collettivi.  Inoltre, il Presidente della Commissione europea, Jean-Claude Juncker ha già inviato una lettera al Primo Ministro Tsipras, indicando chiaramente che la contrattazione collettiva e il diritto di sciopero sono questioni nazionali da regolamentare fra le parti sociali con il sostegno del governo, e la Commissione affronterà tali problemi in Grecia. Vogliamo che lo stesso FMI abbia rispetto per i lavoratori greci e le imprese, piuttosto che imporre le cosiddette "riforme" che danneggerebbero ulteriormente l'economia della Grecia e della coesione sociale".

L'OCSE ha pubblicato dati che dimostrano che dopo la deregolamentazione che si è verificato sotto il precedente Governo, le norme di tutela dell'occupazione in Grecia sono già più fievoli che nei quattro paesi nordici, Germania, Paesi Bassi Olanda e molti altri paesi dell'UE.

I segretari generali di CSI e CES hanno espresso la loro solidarietà alla Confederazione sindacale greca GSEE ed  esortato il governo greco e i suoi omologhi europei a difendere i diritti dei lavoratori greci contro le ultime richieste del FMI.(30/03/2017-ITL/ITNET)

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