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PATRONATI ITALIANI NEL MONDO - E' USCITO IL SECONDO NUMERO DEL MENSILE "ITAL UIL INFORMA" EDITO DAL PATRONATO DELLA UIL

(2017-04-04)

  " Presente e futuro dell'ITAL: obiettivi e nuove strategie per migliorare la qualità dei servizi al cittadino" il titolo del Fondo del mensile "ITAL UIL INFORMA" , la rivista mensile del patronato ITAL UIL, che apre con una intervista alla Dr.ssa Maria Candida Imburgia Direttore Generale del Patronato della UIL.


" Non è ancora trascorso un anno dalle trasformazioni che hanno interessato l’Ital, ma le iniziative e le attività sono state così intense e impegnative che è già tempo di un primo bilancio. Ne parliamo con una delle principali protagoniste di questo cambiamento, la dottoressa Maria Candida Imburgia, che ha assunto l’incarico di Direttore generale e che, in questa veste, ha impresso una svolta nella gestione non solo della struttura nazionale, ma anche dei rapporti con il territorio.
La sede unica dei servizi della Uil, al cui interno è confluita la stessa Ital, ha rappresentato l’elemento di novità logistico
che ha fatto da sfondo al nuovo corso: un fattore, questo, che può incidere positivamente sulla “produttività” del sistema.

Direttore, qual è la tua opinione al proposito? Sono d’accordo: il confluire di tutti i servizi nello stesso edificio non ha
avuto solo una valenza logistica, ma ha anche rappresentato un’occasione per accrescere la sinergia tra tutti i soggetti
interessati.

Si genera, costantemente, uno scambio di idee, di informazioni e di risorse che fa progredire le singole realtà
coinvolte in questo progetto. Personalmente, mi confronto spesso con i responsabili del Caf, dell’Adoc e anche degli altri
servizi. Non solo condividiamo gli spazi, ma c’è anche un approccio collaborativo ai problemi e alle questioni della quotidianità che influisce positivamente sulla stessa qualità del lavoro dell’Ital. Insomma, la scelta di una sola sede per i servizi della Uil, fortemente desiderata e voluta dal Segretario generale, Carmelo Barbagallo, ha creato le condizioni per una crescita e un arricchimento professionale di ciascuno di noi.

Che cosa ha rappresentato per te, dal punto di vista personale e umano, la nomina a Direttore generale? È stato
un momento che ha generato in me grande coinvolgimento emotivo. Avevo già avuto occasione di impegnarmi in Ital come responsabile amministrativo e, poi, come direttore del personale e questo mi ha permesso di affrontare il nuovo incarico con maturità e serenità. Mi sono posta degli obiettivi, alcuni dei quali sono stati già raggiunti e altri sono in fase di realizzazione.
Bisogna fare di tutto per ottenere i risultati che ci si prefigge e, laddove non è possibile, bisogna trovare soluzioni
per abbattere le distanze.

Per un Patronato la formazione è strategica e, per te, l'attuazione di un progetto formativo è diventato un obiettivo
prioritario. Puoi parlarci del percorso in atto?

Certamente. Dobbiamo fare un passo indietro, però, al 2015, allorquando il Ministero del Lavoro inviò un vademecum contenente alcuni indicatori di qualità, atti a misurare lo stato di salute di un Patronato. Ebbene, la formazione degli operatori è uno di questi indicatori, il più importante, perché, secondo il Ministero, è lo strumento migliore per innalzare la qualità del servizio offerto al cittadino. L'Ital ha sempre investito in formazione, ma oggi vogliamo fondare questo percorso sull'innovazione e sulla programmazione, coinvolgendo anche gli addetti della stessa sede nazionale. Anche questo è un sistema per agevolare il confronto e l'interazione tra i tanti soggetti coinvolti.
Ognuno ha le proprie competenze, ma è bene che ciascuno conosca l'attività svolta dal collega, in modo che lavorare in
team rappresenti un valore aggiunto.

Un altro punto di forza è costituito dal rapporto con il territorio. Anche su questo versante ci sono delle novità?
I contatti con il territorio, sia in Italia sia all'estero, sono sempre più frequenti e costanti e i rapporti si sono intensificati
proprio grazie all'attuazione del progetto di formazione di cui parlavamo prima. Il confronto con gli operatori, nelle loro
sedi, nei luoghi in cui essi lavorano, sta generando sinergie sempre più efficaci. Io credo che il mio impegno debba essere
svolto anche acquisendo cognizione dei problemi direttamente sul territorio. Solo in questo modo ci si può rendere conto
delle concrete difficoltà e delle effettive esigenze o aspettative di chi opera al servizio di ciascuna delle persone interessate e svolge un servizio di pubblica utilità.

E i risultati si vedono...

Direi di sì. Ci giungono attestati di stima e lettere di ringraziamenti da parte di lavoratori, pensionati, immigrati o italiani residenti all'estero ai quali siamo riusciti a risolvere anche problematiche di una certa importanza.
Questo per noi è motivo di grande soddisfazione ed è la testimonianza della capacità, della professionalità, ma anche
dell'umanità con cui i nostri operatori affrontano le questioni che vengono loro sottoposte. Certo, ci giungono anche le
critiche che, quando sono costruttive, sono sempre bene accette perché ci mettono nella condizione di porre rimedio a
qualche errore o a qualche lacuna ancora da colmare. Noi abbiamo la volontà e la determinazione di migliorare sempre. Ci anima la passione per il lavoro, ma anche la consapevolezza della nostra missione: aiutare le persone a risolvere i problemi della loro quotidianità. Per questo siamo nati e per questo vogliamo continuare a impegnarci "

Numerose le informazione riguardanti la previdenza, l'assistenza, salute, lavoro...(04/04/2017-ITL/ITNET)

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