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PATRONATI ITALIANI NEL MONDO - APE SOCIAL - PICCININI(PRES.INCA CGIL):"NON SARA' UNA VERA E PROPRIA CORSA AD OSTACOLI MA POCO CI MANCA: COMPLESSE OPERAZIONI E TEMPI CONTINGENTATI"

(2017-04-14)

  "Non sarà una vera e propria corsa ad ostacoli, ma poco ci manca. L’Anticipo pensionistico agevolato (cosiddetto Ape sociale) rivolto ad alcune specifiche categorie di lavoratori, particolarmente svantaggiate, debutta il 1° maggio, salvo sorprese dell’ultima ora, “ma non sarà una passeggiata né per i lavoratori né per il patronato ”, avverte Morena Piccinini, presidente Inca in un articolo pubblicato da "Esperienze" il settimanale on line del Patronato della CGIL, che sottolinea “Bisognerà fare i conti con le complesse operazioni di verifica individuale dei requisiti richiesti – spiega -, ma soprattutto con i tempi contingentati per la presentazione delle domande, imposti dalla norma”.

"Infatti, spiega la Presidente del Patronato INCA CGIL, l’intenzione del governo, che a breve dovrebbe emanare il decreto attuativo, è di consentire l’inoltro delle richieste entro e non oltre il 30 giugno. Dunque, ci sono solo due mesi di tempo (dal 1° maggio al 30 giugno, appunto) per  fare tutte le verifiche sulle posizioni assicurative individuali,  per completare l’iter procedurale e  per ottenere, infine, la certificazione del diritto da parte di Inps, al quale è delegato il compito anche di controllare che la spesa complessiva non superi lo stanziamento di 300 milioni di euro, previsto nella legge di Bilancio per il 2017. Solo quando saranno resi noti i risultati del monitoraggio e se rimarranno risorse non utilizzate, l’Inps potrebbe esaminare le domande presentate successivamente al 30 giugno e fino al mese di novembre. Una eventualità e non una certezza, dunque, che fa diventare l’Ape sociale una occasione da prendere quasi al volo, come recita il claim della campagna di comunicazione predisposta  da Inca, “Prendi l’Ape…prima che voli”.

L’Anticipo pensionistico agevolato, infatti, a differenza dell’Ape volontaria, non comporta alcun onere per i lavoratori e le lavoratrici interessati ed è sostanzialmente una forma di flessibilità di uscita dal lavoro, ma non è generalizzata. Le platee coinvolte sono sostanzialmente divise in due tronconi, fermo restando, per entrambi, il requisito anagrafico di 63 anni entro il 2017. Il primo investe coloro che risultano disoccupati e senza ammortizzatori sociali da almeno 3 mesi, i lavoratori o lavoratrici che assistono da almeno 6 mesi coniuge, genitore o figlio/a conviventi in condizione di handicap grave e gli invalidi civili, con un grado di invalidità pari o superiore al 74%. Per tutti, oltre al requisito anagrafico di 63 anni, è necessario aver maturato 30 anni di versamenti contributivi.

Il secondo filone - prosegue la Presidente del Patronato INCA - comprende, invece, lavoratori e lavoratrici che svolgono attività gravose e pesanti, quali sono: edili, conduttori di gru, di mezzi pesanti,  di convogli ferroviari, personale viaggiante, conciatori di pelli e pellicce, infermieri e ostetriche ospedalieri adibiti a turni, addetti alla cura e assistenza di persone non autosufficienti, insegnanti dei nidi e delle scuole di infanzia, facchini, addetti ai servizi di pulizia e operatori ecologici. In questi casi, però, oltre ai 63 anni di età, bisogna aver maturato 36 anni di anzianità contributiva, di cui 6, in via continuativa, in una di queste attività.  “Le specificità sono tali da rendere molto complicata l’operazione  – spiega la Presidente Inca -. Per questo, abbiamo predisposto una campagna di informazione affinché i lavoratori e le lavoratrici possano rivolgersi fin da subito alle strutture territoriali del nostro patronato, dove operatori e operatrici competenti hanno già tutti gli strumenti per intervenire”.

Il messaggio del Patronato della Cgil è rivolto anche ai lavoratori precoci, che possono andare in pensione anticipata,  per i quali potrebbe valere la prima scadenza del 30 giugno per l’inoltro delle domande; quelle che saranno inoltrate successivamente saranno esaminate solo nel caso in cui dovessero rimanere risorse disponibili, non utilizzate, rispettando lo stanziamento finanziario previsto nella legge di bilancio 2017. In questi casi, però, cambiano i requisiti. Per poter anticipare il momento del pensionamento, bisogna aver maturato 41 anni di contribuzione e avere 12 mesi di versamenti prima del compimento del 19esimo anno di età. La platea dei potenziali beneficiari investe sia quelli dell’Ape sociale sia gli addetti ai lavori usuranti. " conclude la presidente del Patronato INCA, avvertendo quindi coloro che ritengono di poterne beneficiare di prepararsi per tempo. (14/04/2017-ITL/ITNET)

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