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PATRONATI ITALIANI NEL MONDO - INFORTUNI SUL LAVORO - DALL'INCA CGIL: RADDOPPIATO NUMERO LAVORATRICI DECEDUTE

(2017-05-02)

Gli infortuni sul lavoro denunciati all'Inail nei primi tre mesi dell'anno sono stati circa 162mila, di cui 190 con esito mortale (+8%). Oltre 15mila le denunce di malattie professionali, date in leggera diminuzione per la prima volta. E' quanto si legge nella sezione open data del sito Inail dove sono disponibili i dati analitici delle denunce di infortunio e malattia professionale presentate all'Istituto nel mese di marzo. "Lo sottolinea il Patronato INCA CGIL, che pur convenendo con l'INAIL che si tratta ancora di dati provvisori,  l’aumento percentuale degli infortuni nei primi tre mesi dell'anno è stato del 5,9% rispetto all'analogo periodo del 2016 (+9mila casi), per effetto dell'incremento degli infortuni in occasione di lavoro (+4,8%) e di quelli in itinere (+13,1%).

Secondo l’Inail, “l'aumento registrato è imputabile in buona parte al fatto che il primo trimestre 2017 presenta, rispetto ai primi tre mesi dell'anno precedente, due giorni lavorativi in più (da 62 a 64), determinanti per la presenza sul posto di lavoro, e quindi dal punto di vista dell'esposizione al rischio di infortunio, di molte categorie di lavoratori, soprattutto tra i dipendenti”.

Osservando i settori maggiormente coinvolti, l’incremento ha interessato l’industria e i servizi (+5,8%) e il conto Stato (+7,8%), mentre l'agricoltura ha fatto segnare un calo (-0,7%). A livello territoriale, gli aumenti maggiori in valore assoluto si sono registrati in Lombardia (+3mila denunce), Emilia Romagna (+2mila) e Veneto (+1.200), mentre si registrano modeste riduzioni in Umbria, Molise e Puglia.

Nello stesso periodo gli infortuni mortali sono aumentati in valori assoluti di 14 casi rispetto ai 176 decessi del trimestre gennaio-marzo 2016 (+8%). All'incremento concorrono in misura rilevante alcuni incidenti sul lavoro con morti plurime, che invece sono stati assenti nel primo trimestre 2016. Si tratta, in particolare, dei 16 decessi legati alle tragedie avvenute in gennaio in Abruzzo, a Rigopiano e a Campo Felice, ai quali si aggiungono altri otto casi avvenuti tra gennaio e febbraio in quattro distinti incidenti sul lavoro con morti plurime.

Nel mese di febbraio l'aumento tendenziale dei decessi è stato attenuato a poche unità, per poi invertire sensibilmente la tendenza nel mese di marzo, con 13 denunce di infortuni mortali in meno rispetto allo stesso mese del 2016. L'incremento dei casi mortali tra i primi trimestri 2016-2017 è dovuto esclusivamente alla componente femminile: le denunce di infortunio con esito mortale delle lavoratrici risultano infatti raddoppiate, da 15 a 30 casi, a fronte di un calo di un solo decesso tra gli uomini (da 161 a 160). Quasi la metà delle denunce delle donne riguarda decessi avvenuti in itinere, ovvero nel tragitto tra la casa e il posto di lavoro, contro il 18% degli uomini.  Lo sottolinea il Patronato INCA che rileva come all'incremento:

contribuisca solo la gestione industria e servizi (da 136 a 170 decessi), mentre agricoltura e conto Stato presentano una diminuzione (rispettivamente da 23 a 13 casi e da 17 a 7). Tra le regioni maggiormente coinvolte spiccano l'Abruzzo (da 7 a 19 decessi), la Sicilia (da 7 a 18) e il Veneto (da 16 a 22), mentre la riduzione maggiore è stata rilevata nelle Marche (da 12 a 3 decessi), in Piemonte (da 17 a 12) e in Puglia (da 12 a 8).

Per quanto riguarda le denunce di malattia professionale pervenute all'Inail nel periodo gennaio-marzo 2017 e protocollate sono state 15.247, 624 in meno rispetto ai primi tre mesi del 2016 (-3,9%). "Dopo anni di continua crescita -spiega l'Istituto- si registra dunque un calo che dovrà essere monitorato nei prossimi aggiornamenti mensili. Le malattie del sistema osteo-muscolare e del tessuto connettivo continuano a rappresentare le tecnopatie più denunciate, seguite da quelle del sistema nervoso e dell'orecchio".(02/05/2017-ITL/ITNET)

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