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LAVORO - SERVIZI IMPIEGO - MIN.POLETTI(LAVORO):"ASSETTO STABILE SERVIZI PER L'IMPIEGO IN ITALIA ENTRO IL 2018"

(2017-05-09)

  “Io sono il primo ad essere convinto che per il 2018 dobbiamo essere in grado di concludere il lavoro preliminare che ci consegni un assetto stabile per i servizi per l'impiego nel nostro Paese”. Così il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, che ha partecipato ad un'iniziativa a Firenze, un convegno organizzato dalla regione Toscana dedicato alle politiche attive e ai servizi per il lavoro.

  “Lo posso dire perché – aggiunge Poletti - in questi anni come ministero del Lavoro e con le Regioni abbiamo condiviso un percorso. La nostra idea di rafforzamento dei centri dell'impiego guarda anche a come noi lo realizziamo. In prospettiva penso che dobbiamo avere un piano pluriennale di rafforzamento dei centri per l'impiego”.
“Mi pare importante l'impegno preso dal ministro Poletti – afferma il presidente della regione Toscana, Enrico Rossi - di stabilizzare nel 2018 il quadro nazionale del collocamento al lavoro, ma soprattutto credo sia importante che metta a disposizione risorse per rafforzare ancora i Centri per l'impiego”.

  “Nel 2016 i nostri circa 800 addetti hanno ricevuto qualcosa come 292.000 lavoratori per sbrigare quasi 1 milione di pratiche, ma occorrerebbe potenziarli ancora di più”, afferma Rossi, sottolineando che "per noi è fondamentale poter gestire il rapporto tra domanda e offerta di lavoro. Il ricorso esclusivo al Cpi servirebbe a togliere la convinzione che per trovare lavoro bisogna avere le amicizie giuste. Nei Paesi europei civili quando si cerca un lavoro si va al Centro per l'impiego. La Toscana ci prova, ma vorremmo avere molte più risorse”.

Si lavora alla nuova convenzione attuativa dell'Accordo per l'anno in corso. “Stato e Regioni – afferma Cristina Grieco, assessore al Lavoro della regione Toscana e coordinatore della commissione Istruzione e Lavoro della Conferenza delle Regioni - sono dunque chiamati a lavorare al nodo delle risorse umane e finanziarie necessarie per l'effettivo rilancio a regime dei servizi. In questa prospettiva appare prioritaria la questione del personale a tempo indeterminato dei CPI, che dovrebbe legittimamente poter seguire l'allocazione al livello regionale delle relative funzioni, come ribadito dalla stessa giurisprudenza costituzionale. Tuttavia per completare il trasferimento del personale in capo alle Regioni occorre che lo Stato si assuma la dovuta responsabilità finanziaria di tale processo, garantendo la piena copertura dei costi del personale. Allo stesso modo occorre ragionare per una stabilizzazione del personale precario dei CPI. Si tratta di un bagaglio di competenze professionali qualificate che non deve essere disperso. Il ministro Poletti – evidenzia Grieco - auspica che entro il 2018 si definisca in via definitiva l'assetto in materia di mercato del lavoro”.

Mentre l’assessore ai sistemi informativi della regione Toscana, Vittorio Bugli, spiega che “con leggi successive sono state garantite, mediante apposite convenzioni con le Province, la continuità dei servizi ed il mantenimento del personale. La normativa nazionale non prevedeva infatti in quella fase la possibilità, che la Regione Toscana avrebbe invece voluto, di un passaggio diretto dei dipendenti delle Province alla Regione, ma solo forme di utilizzo del personale”.
E’ stato spiegato anche come nell'ultimo biennio Regioni e Governo hanno cooperato per individuare, nel periodo transitorio, soluzioni sostenibili per affrontare la situazione dei Centri per l’Impiego e del relativo personale, impegnandosi a garantire congiuntamente la continuità di funzionamento dei Centri per l'Impiego, e a reperire le risorse per i costi del personale e per gli oneri di funzionamento, nella misura di 2/3 a carico del Governo e di 1/3 a carico delle Regioni.

“Il lavoro – afferma Rossi - dovrebbe essere una priorità per tutte le forze politiche, e mi auguro che lo sia. Occorre mettere al centro la questione sociale della sofferenza, superando la precarietà legata alla disoccupazione, alle disuguaglianze, alla concentrazione dei poteri nell'alta finanza e nelle multinazionali”. Rossi quindi conclude che “le politiche della formazione sono un unicum con quelle del lavoro e sono in capo alle Regioni. In Toscana i risultati ci sono e sono soddisfacenti anche dal punto di vista dei numeri. Ed i Cpi sono lo snodo necessario tra la domanda e l'offerta di lavoro. L'Italia deve mettere lo stesso impegno degli altri Paesi europei, altrimenti la differenza aumenterà a nostro svantaggio. Credo che la strada da percorrere sia ancora lunga ma che la stiamo affrontando con il passo giusto”. (09/05/2017-ITL/ITNET)

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