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UNIVERSITA' ITALIANA NEL MONDO - UNI UDINE PRESENTA CAMPAGNE ARCHEOLOGICHE IN REGIONE E ALL'ESTERO: DAL KURDISTAN IRACHENO ALLA GRECIA AD AQUILEIA

(2017-05-25)

  Dal Friuli Venezia Giulia al Kurdistan iracheno passando per la Grecia. Le ricerche archeologiche dell’Università di Udine in regione e all’estero saranno presentate oggi, giovedì 25 maggio, alle 17, in Sala Ajace a Udine (piazza Libertà 1) nell’appuntamento intitolato “Scavare nel passato, interpretare il futuro. Un incontro tra l’archeologia e la città”. Nell’occasione sarà anche affrontato il ruolo dell’archeologia come mezzo per valorizzare e promuovere il territorio.

L’incontro di aprirà con i saluti di Roberto Pinton, prorettore vicario dell’Università di Udine; Carlo Giacomello, vicesindaco del Comune di Udine; Bruno Callegher, direttore della Scuola interateneo di specializzazione in Beni archeologici delle università di Trieste, Udine e Venezia, e Andrea Zannini, direttore del Dipartimento di Studi umanistici e del patrimonio culturale dell’Ateneo friulano.

Seguiranno le illustrazioni dei progetti di scavo del Dipartimento di Studi umanistici e del patrimonio culturale che si svolgono ad Aquileia, a Terzo di Aquileia, nei castelli tra le valli del Torre e del Natisone, nel fiume Stella, Grecia e nel Kurdistan iracheno. Le presentazioni saranno moderate dalla giornalista Giacomina Pellizzari.

Elisabetta Borgna e Susi Corazza illustreranno due progetti. Il primo, Archeologia in Acaia. Un paesaggio millenario tra Egeo e Adriatico, condotto in Grecia dal 2010, studia l’occupazione preistorica e preclassica in un’area dell’acropoli naturale della Trapezà, presso Eghion, nel Peloponneso nord occidentale. La missione in Grecia si svolge nell’ambito di un progetto diretto dal Servizio archeologico greco su concessione del Ministero della cultura ellenico.

Le ricerche sono sostenute dall’Institute for Aegean Prehistory di Filadelfia (Usa), dall’Istituto italiano di preistoria e protostoria di Firenze, dal Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale, dalla Scuola interateneo di specializzazione in Beni archeologici delle università di Udine, Trieste e Ca’ Foscari Venezia e da soggetti privati, Monte Mare (Grado) e Società per la ricerca archeologica in Aigialia di Eghion.

Il secondo progetto, Paesaggi sepolti e sommersi: Aquileia e il suo territorio dall’Eneolitico all’età del ferro, partito nel 2013, intende ricostruire i “paesaggi sepolti” del territorio aquileiese, in particolare nel Comune di Terzo di Aquileia, prima dell’avvento dell’Aquileia del periodo romano e del patriarcato. Il progetto si svolge in sinergia con la Soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio del Fvg, e la collaborazione del Comune di Terzo di Aquileia e del Museo nazionale di Aquileia.

Daniele Morandi Bonacossi e Marco Iamoni presenteranno il Progetto archeologico regionale Terra di Ninive. Iniziata nel 2012, l’unica missione italiana nel Kurdistan iracheno mira a studiare e ricostruire il paesaggio archeologico della regione di Dohuk, e a conservare, tutelare e valorizzare il patrimonio archeologico di quest’area, mai studiata finora, posta nell’entroterra dell’antica capitale dell’impero assiro. Il progetto, si svolge in collaborazione con il governo del Kurdistan iracheno e con il sostegno della Regione Friuli Venezia Giulia, della Fondazione Friuli e del Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale.

Marina Rubinich parlerà del Progetto “Thermae Aquileiae”: indagine archeologica e valorizzazione delle Grandi Terme di Aquileia”. Dal 2002 l’Ateneo indaga uno dei più grandi impianti termali pubblici romani del nord Italia, costruito nel IV secolo d.C., per arrivare a una sua valorizzazione con il completamento degli scavi, la ricostruzione virtuale, la tutela dei resti e la possibilità di visitarli. Il progetto si svolge ora in collaborazione con la Direzione generale archeologia, belle arti e paesaggio del Ministero dei Beni e delle Attività culturali e del Turismo, la Soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio del Fvg e la Fondazione Aquileia.

Massimo Capulli spiegherà il Progetto Anaxum. Archeologia e storia di un paesaggio fluviale. Il cuore di questo progetto interdisciplinare, nato nel 2011, è il fiume Stella, con l’obiettivo di studiarne il paesaggio archeologico sulla base di scavi mirati e metodologie d’indagine innovative e non invasive. Il progetto è realizzato in collaborazione con la Soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio del Fvg e il sostegno della Fondazione Friuli e della Provincia di Udine.

Simonetta Minguzzi presenterà lo Studio sull’incastellamento del Friuli. Il progetto, nato nel 2006, indaga i castelli friulani – in particolare quelli tra le valli del Torre e del Natisone – non solo come organismi autonomi, ma come elementi di un sistema di occupazione del territorio, di cui evidenziare forme insediative, modalità di sfruttamento, rete viaria e mezzi di affermazione dell’autorità. Le ricerche si svolgono in collaborazione con i Comuni di Attimis, Faedis, Pulfero e Varmo, la Provincia di Udine, l’Ente regionale per il patrimonio culturale (Erpac) del Fvg e lo Studio Biasatti.

Infine, “non di solo scavo”, l’altra faccia dell’archeologia parleranno Matteo Cadario, Stefano Magnani, Ludovico Rebaudo, Andrea Saccocci, Patrizia Verduchi e Maddalena Zunino. (25/05/2017-ITL/ITNET)

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