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IMMIGRAZIONE - A PARIGI VERTICE EURO AFRICANO TRA FRANCIA GERMANIA ITALIA SPAGNA LIBIA CIAD E NIGER SU FLUSSI MEDITERRANEO

(2017-08-28)

  Si svolgerà oggi a Parigi un nuovo vertice euro-africano sul nodo migratorio tra i leader di Francia, Germania, Italia, Spagna, Libia, Ciad, e Niger. Le discussioni, secondo Fondazione Migrantes,  verteranno sulla necessità di frenare i flussi attraverso il Mediterraneo, assicurando aiuti ai Paesi di partenza e di transito, creando, come sostiene il Presidente francese Macron, alcuni “hotspot avanzati” in Africa, centri di accoglienza in cui esaminare in anticipo le identità dei migranti, tra chi fugge da una guerra o persecuzione politica e chi invece lascia alle spalle povertà, crisi economica e carestie.

Una scelta in sé discutibile e che si scontra fra l’altro con la sua possibile concretizzazione: creare avamposti per i migranti in Paesi in cui mancano stabilità politica e certezza dei diritti non è semplice e questo i leader lo riconoscono. Dovrebbe inoltre essere ribadita la volontà di sostenere economicamente i Paesi africani. Il premier italiano Gentiloni porterà all’attenzione dei colleghi l’accordo siglato con 14 sindaci libici che hanno accettato di frenare gli sbarchi in cambio di aiuti. Gli sherpa dei 7 Paesi lavorano a un documento che potrebbe concludere il vertice all’Eliseo, nella cui bozza si legge: “Il salvataggio in mare resta una priorità.

Germania, Francia, Spagna e l’Alto rappresentante Ue si felicitano per le misure prese dall’Italia nel pieno rispetto del diritto internazionale”. Sul codice di condotta per le Ong si afferma che “è un passo avanti positivo che consente di migliorare coordinamento ed efficacia dei salvataggi”. I capi di Stato e di governo chiedono “a tutte le Ong che operano in zona di firmare il codice e di rispettarlo”. In vista del vertice, la cancelliera tedesca Merkel ha dichiarato: “Tutti in Europa devono accettare che il vecchio sistema-Dublino non è sostenibile. Non può essere che Grecia e Italia debbano sopportare da sole tutto il carico, soltanto a causa del fatto che la loro posizione geografica è tale che i profughi arrivano da loro”. (28/08/2017-ITL/ITNET)

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