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IMMIGRAZIONE - LAGAMBA( SINDACATO SEI):" PIANO UE IDEALMENTE COERENTE A ESIGENZE FENOMENO. MA NON ESPORTARE MODELLO HOTSPOT ITALIANO"

(2017-08-29)

"Che si chiamino hotspot o in un'altra maniera, il loro ruolo non cambia: quelli in Africa saranno centri di identificazione. Sará da evitare il trasferimento del modello italiano, che sin dall'origine ha dato segni di cedimento".

Lo dichiara il presidente del Sei - Sindacato Emigranti Immigrati, Luciano Lagamba, in merito ai risultati del vertice di Parigi sulla questione dei flussi migratori.

"L'hotspot - spiega Lagamba - solo idealmente è un luogo di passaggio, in cui le Forze dell'Ordine impiegate devono registrare i migranti sbarcati e dove le associazioni vincitrici di bandi di gara possono offrire assistenza e servizi di prima necessità agli utenti.

Entrando nel merito, il presidente del SEI dichiara: "Le Forze dell'Ordine non possono imporre l'obbligo di identificazione ma denunciarne solo la negazione, i flussi emergenziali mettono poi alle strette le Amministrazioni, le quali si dimostrano incapaci di rispondere nell'immediato attraverso l'organizzazione di bandi di gara. Gli affidamenti diretti che ne conseguono presuppongono trattative poco trasparenti e non all'altezza delle esigenze richieste dall'emergenza.

Le strutture - pone l'esempio - non sono dotate di dispositivi telefonici che permettono ai migranti di mettersi in contatto con le famiglie di appartenenza, gli spazi sono inadeguati alla mole degli sbarchi, il personale volontario non sempre è formato da persone con competenza linguistica e legale".

"Sul punto della cooperazione economica, invece, sará importante valutare la spiegazione delle varie progettualitá che seguiranno lo stanziamento dei fondi. Da questo punto di vista - conclude Lagamba - le parole del presidente del Parlamento europeo, Antonio Tajani, sono rappresentative. Sará infatti fondamentale mettere in campo un grande piano europeo di crescita interna del Corno d'Africa e della fascia subshariana, che notoriamente sono i territori maggiormente colpiti a livello economico e sociale dopo la decolonizzazione conflittuale del secolo scorso". (29/08/2017-ITL/ITNET)

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