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DONNE - VIOLENZA - MEDICO DONNA A CATANIA: SICUREZZA MEDICI A RISCHIO, OMCEO ROMA CONDIVIDE PROPOSTA FNOMCEO

(2017-09-20)

  "Prima di tutto voglio esprimere vicinanza alla collega di Catania: questa vicenda non puo' che suscitare un sentimento di indignazione e di amarezza per cio' che sta accadendo. Sono gia' troppi gli episodi di tale gravita' e segno di una certa disattenzione o sottovalutazione istituzionale: ad oggi non e' stato fatto niente in concreto rispetto alla necessita' di prevenire questo tipo di situazioni. E anche determinati referenti di settore non hanno usato tutte le energie di cui dispongono per tenere alta la guardia. Oltre tutto va considerato che i 'camici rosa' nel servizio di guardia medica sono in maggioranza, visto che sempre piu' donne abbracciano questa professione: cio' rende ancor piu' urgente intervenire". Cosi' il presidente dell'Ordine provinciale di Roma dei Medici Chirurghi e Odontoiatri, Giuseppe Lavra sui recenti fatti di violenza che hanno interessato i medici.

L'Ordine della Capitale, il piu' numeroso d'Italia con i suoi ben oltre 40 mila iscritti, gia' in passato sia era mosso ripetutamente per affrontare il problema della sicurezza, firmando anche un protocollo con la Questura di Roma per garantire all'interno dei Pronto soccorso la possibilita' di allertare piu' tempestivamente le forze dell'ordine. Oggi bisogna fare un altro passo avanti. "Una delle cause scatenanti e' da rintracciare nel crescente disordine sociale- ha spiegato Lavra- ed e' necessario che chi ha i mezzi e i poteri per affrontare e risolvere alla radice le situazioni piu' critiche, formulando decisioni concrete, prenda atto che abbiamo gia' sorpassato il limite: la pentola bolle un po' ovunque. E' una situazione paragonabile alle zone a rischio sismico: tutti sappiamo il pericolo esistente ma non mettiamo in campo nessuna soluzione preventiva, tranne poi versare lacrime di coccodrillo. Ma nel caso di specie la soluzione e' piu' a portata di mano. C'e' un problema di distrazione da parte di chi ha le competenze piu' dirette e delle organizzazioni di settore. Non si puo' continuare a lasciare allo sbando questi colleghi, che poi in prevalenza sono appunto donne. Voglio ricordare che i medici sono servitori dei cittadini per conto dello Stato. Quindi come Omceo Roma, che e' un organo ausiliario dello Stato, rivolgo un appello istituzionale direttamente al Ministro dell'Interno, Marco Minniti, il quale sta dimostrando di essere molto concreto sul tema della sicurezza, affinche' intervenga davvero tempestivamente per garantire l'incolumita' dei nostri colleghi che operano in strutture e servizi a rischio".

In campo c'e' una proposta della Fnomceo condivisa: utilizzare come postazioni di guardia medica locali delle stesse stazioni dei Carabinieri e della Polizia di Stato. Inoltre le postazioni di guardia medica, laddove e' possibile, debbono essere inserite nei presidi sanitari rigorosamente garantiti e tutelati dalle forze dell'ordine. "Queste sono le soluzioni che come Ordine di Roma indichiamo. In ogni caso bisogna garantire e mettere in sicurezza l'incolumita' delle colleghe e dei colleghi che operano in questi presidi. Bisogna garantire anche la sicurezza quando i colleghi devono operare in mobilita' nel territorio perche' non siano esposti ad atti di violenza".

Intanto arriveranno nei presidi gli ispettori inviati dal ministero della Salute per capire quali sono le singole situazioni. "Credo non sia piu' il tempo delle parole e anche in questo condivido la Presidente Chersevani, adesso ci vogliono soluzioni concrete- ha concluso Lavra- A che servono gli ispettori? Lo dico con molto rispetto. Il problema ormai e' troppo ricorrente e siamo in grave, pericoloso, ritardo: non si puo' piu' rimandare una soluzione concreta e strutturale, urge che ci si attivi subito e fattivamente, mi auguro sinceramente che questo orribile fatto sia l'ultimo vergognoso episodio di cronaca". (20/09/2017-ITL/ITNET)

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