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FORMAZIONE -LAVORO - RAPPORTO OCSE - FURLAN(CISL): "ITALIA DEVE INVESTIRE DI PIU' SU FORMAZIONE. OCCORRE RAPPORTO COORDINATO TRA UNIVERSITA' TERRITORIO ED ESIGENZE AZIENDE"

(2017-10-05)

"Se l'Italia vuole crescere e competere al pari di tutti i paesi europei non solo deve investire di piu' sulla formazione scolastica ma occorre favorire soprattutto un rapporto coordinato tra universita', territorio ed esigenze delle imprese. Altrimenti il deficit nelle competenze e' destinato ulteriormente ad aumentare". Lo sottolinea la Segretaria Generale della Cisl Annamaria Furlan commentando il rapporto dell'Ocse sulla formazione.

"I dati dell'Ocse sono preoccupanti e dovrebbero far riflettere tutte le istituzioni pubbliche a partire dalle universita'. Se solo il 20% degli italiani tra i 25 e i 34 anni è laureato, a fronte della media Ocse del 30%, significa che qualcosa non funziona nel nostro sistema formativo. Se le aziende ma anche il sistema pubblico, non riescono oggi a trovare giovani con le necessarie competenze scolastiche vuol dire che in Italia mancano politiche mirate di istruzione e formazione della forza lavoro che siano coordinate tra di loro ed in grado di favorire un miglior e piu' intensivo uso delle competenze sul posto di lavoro. Anche il meccanismo del numero chiuso delle universita' non ha dato buoni frutti e va rivisto, collegandolo meglio ai reali fabbisogni delle aziende, della pubblica amministrazione e dei servizi ai cittadini.

Bisogna spingere su una maggiore partecipazione di donne e giovani al lavoro, sulla formazione continua, sugli studi avanzati e sull'innovazione. Il sindacato e le aziende devono promuovere insieme il tema delle politiche attive e di una vera alternanza tra scuola e lavoro, per investire in tecnologie e pratiche di lavoro che migliorino la produttività. I dati dell' OCSE confermano che la Cisl e' nel giusto quando chiede ai Governi scelte più decise di investimento in conoscenza. Quello di avere una scuola ed una universita' di eccellenza con personale retribuito in modo adeguato rientra in un’ottica di interesse generale e deve essere davvero messo tra le priorità del paese". (05/10/2017-ITL/ITNET)

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