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PENSIONATI ITALIANI ALL'ESTERO - PENSIONI - NARDI( SVIZZERA): "PENSIONI SVIZZERE E ITALIANE NEL 2018: FERME AVS/AI E QUASI FERME QUELLE DELL'INPS..."

(2018-01-08)

"Il Consiglio federale (elvetico: ndr) verifica almeno ogni due anni se sia necessario adeguare le rendite AVS/AI. La decisione poggia sulla raccomandazione della Commissione federale AVS/AI e si fonda sulla media aritmetica tra l’indice dei prezzi e quello dei salari (indice misto). L’ultimo aumento delle rendite AVS/AI risale al 1° gennaio 2015", spiega in una nota Dino Nardi. 

"Poiché un anno fa il Consiglio federale non aveva aumentato le rendite per il 2017, questi doveva pronunciarsi di nuovo per il 2018 ma, vista la debole progressione di entrambi gli indici, un aumento delle rendite – ad avviso del Consiglio Federale - non sarebbe sufficientemente giustificato neppure nel 2018. Pertanto la rendita minima AVS mensile verrà mantenuta a 1.175 franchi (in caso di durata di contribuzione completa), mentre quella massima sarà ancora di 2.350 franchi". Così in una nota di Dino Nardi, gia' esponente del Patronato ITAL, UIM ed esperto Area Unia .

"Dato che la rendita minima AVS serve da base per il calcolo di altre prestazioni e contributi, anche i relativi parametri per il 2018 rimarranno invariati - prosegue Nardi -  per esempio, ammonterà ancora a 480 franchi l’anno il contributo minimo AVS/AI/IPG per gli indipendenti e le persone senza attività lucrativa e niente cambierà per gli importi limite nel sistema del Secondo Pilastro come pure per gli importi massimi deducibili fiscalmente del premio versato per la previdenza vincolata (fr. 6.768 per chi dispone di un Secondo Pilastro e fr. 33.840 per quanti non lo hanno).

Quanto all'Italia,  Nardi sottolinea  "quasi ferme, quelle dell'INPS"         
"In Italia, al fine di salvaguardare il reale potere d’acquisto delle pensioni, è stata introdotta da tempo la loro perequazione automatica al fine di consentire periodicamente l’adeguamento delle pensioni al costo della vita. Ciò premesso le pensioni INPS dal 1 gennaio di quest’anno goderanno di un piccolo aumento.

Infatti, dopo due anni di blocco, le pensioni saranno rivalutate sulla base di un tasso di inflazione che l’ISTAT ha calcolato (provvisoriamente) dell’ 1,1% per il 2017. Di conseguenza la pensione minima dal 1.1.2018 salirà da 501,89 a 507,41 euro al mese ma – secondo la vigente normativa previdenziale – godranno di questo aumento solo coloro che beneficiano di una pensione il cui importo mensile non supera il limite massimo di tre volte l’importo della pensione minima (€ 1.522,23). Mentre per le pensioni di importo superiore verrà applicata una percentuale di aumento decrescente in dipendenza del reddito:

ATTENZIONE: fa presente NARDI: dal 2018 per la previdenza italiana è scattata la piena equiparazione dell'età pensionistica tra uomini e donne che si attesta ora a  66 anni e 7 mesi." (08/01/2018-ITL/ITNET)

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