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CULTURA ITALIANA NEL MONDO - SVIZZERA - AL LAC DI LUGANO "IL MALATO IMMAGINARIO" INTERPRETATO DA GIOELE DIX E ANNA DELLA ROSA - 16/17 GENNAIO 2018

(2018-01-09)

Dopo aver registrato un mese di tutto esaurito in varie piazze italiane, arriva al LAC  di  Lugano ( Ma 16.01 e Me 17.01 ore 20:30, Sala Teatro) "Il malato immaginario", il grande classico dell'ironia, raccontato da Molière nel suo ultimo lavoro. A dar vita al protagonista Argan, l'attore Gioele Dix. La regista Andrée Ruth Shammah si sofferma sulle nevrosi ipocondriache del protagonista Argante, in una continua tensione tragicomica mirabilmente costruita che affascina e stupisce gli spettatori.

Nato nel 2014 per omaggiare la memoria dello storico interprete Franco Parenti a 25 anni dalla sua scomparsa, Il malato immaginario torna per la stagione 2017/2018 dopo il debutto a Milano e un mese di sold-out in Italia.

Gioele Dix, con ironia e intelligenza, il protagonista Argan, un uomo ipocondriaco con una debolezza innata e un’incapacità genetica di prendere decisioni, che spreca la sua vita tra poltrona, lettino, toilette, clisteri e salassi.

Il suo alter ego è Antonietta, detta anche Tonina, interpretata da Anna Della Rosa, una cameriera tuttofare e impicciona, che vede e sente tutto, e ha nelle sue mani anche il destino dei padroni.
La raffinata regia di Andrée Ruth Shammah si sofferma sulle nevrosi ipocondriache del protagonista, in una continua tensione tragicomica mirabilmente costruita che continua ancora oggi, con uno staff di prim’ordine, ad affascinare e a stupire gli spettatori.

La pièce venne rappresentata per la prima volta al Palais-Royal il 10 febbraio 1673, dalla "Troupe de Monsieur, frère unique du Roi", con le musiche di Marc-Antoine Charpentier, e coreografie di Pierre Beauchamp. L'opera è quasi una biografia del drammaturgo. Intesa dal suo autore come una farsa e inframmezzata da intermezzi musicali e balletti giustapposti alla commedia, inseriti all'unico scopo di compiacere i gusti di Luigi XIV, lasciando però intatta la struttura dell'opera.

Scritta nell'ultimo anno di vita di Molière, la commedia è intrisa di realismo. Lo stesso protagonista, che si presenta come un classico personaggio farsesco, pronuncia a tratti affermazioni lucide e ragionevoli, mostrando un cinismo e una disillusione che tradiscono le amare riflessioni dello stesso autore, il quale approfitta delle occasioni comiche offerte dalla trama per introdurre in modo inaspettato un'aspra denuncia della società a lui contemporanea.

Il 17 febbraio del 1673 Molière, che interpretava Argante, portò a termine la rappresentazione di questa commedia nonostante il suo grave stato di salute, morendo infine poche ore dopo.(09/01/2018-ITL/ITNET)

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