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SINDACATI ITALIANI NEL MONDO - EUROPA - CAMUSSO (CGIL): "NECESSARIO PIU' SINDACATO EUROPEO E INTERNAZIONALE: MA NON CI SARA' SENZA UNA VERA RIPRESA DELLA POLITICA EUROPEA"

(2018-02-07)

  "Guardando all'orizzonte che abbiamo davanti c'è bisogno di maggiore sindacato europeo e internazionale: ma questo non ci sarà senza una vera ripresa della politica europea". Lo ha detto ieri il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso, chiudendo il convegno "Europa dal basso o dall'alto? Democrazia vs Tecnocrazia", che si è svolto nella sede nazionale di corso d'Italia. Finora "il sindacato non è mai riuscito ad influire sulla modifica dei Trattati europei, neanche per evitare i fenomeni di dumping. Le organizzazioni dei lavoratori non ce la possono fare senza una ripartenza complessiva della politica. Il tema vero - a suo avviso - è se una nuova generazione riuscirà ad appassionarsi: una generazione meno nazionalista e più europeista della precedente, che trovi discontinuità rispetto ai politici precedenti".

Per ragionare sulla situazione attuale, ieri Susanna Camusso ha ripercorso la parabola dell'Europa fino ad oggi. "Alla caduta del muro di Berlino - ha detto - l'Europa ebbe un'occasione straordinaria che non riuscì a utilizzare: tutti i sindacati chiedevano di non tornare Stati satelliti della Germania, volevano un futuro per il lavoro e per il loro ruolo. Questo non è avvenuto: energia, telecomunicazioni, produzione dell'auto, fabbriche chimiche sono diventate estensioni delle aziende tedesche". Si è arrivati così alla situazione attuale: "Oggi siamo diventati un gigantesco indotto della Germania. La supremazia industriale tedesca è divenuta un grande problema". L'attuale diseguaglianza tra la Germania e gli altri Paesi, "con rispetto per i sindacati tedeschi che svolgono il loro ruolo, è una situazione che contiene germi di corporativismo".

Bisogna tornare a una politica virtuosa e l'Italia deve rivendicare il suo ruolo. "Non siamo un Paese secondario nella costruzione dell'Europa - ha detto ieri Susanna Camusso a conclusione del convegno sull’Europa - bisogna uscire da un complesso di inferiorità e tornare ad esercitare veramente la nostra funzione. Va ritrovato il fascino della politica. Anche l'Italia ha fatto la sua parte per far crescere le iniquità - naturalmente -, ma ora il nodo è il rapporto con l'Europa e quali battaglie si possono fare per ottenere risultati".

Tornando alla politica, per il segretario "si può analizzare la crisi della sinistra, in riferimento ad alcuni fenomeni come il 'blairismo', ma la prima grande sconfitta è stata disarmare la propria ideologia senza offrire più un orizzonte programmatico alle persone. Così, senza prospettiva, anche spiegare il progetto dell'Europa è impossibile, perché dietro non c'è un piano di uguaglianza".

Camusso ha poi parlato del Pilastro europeo dei diritti sociali, confermando il merito di riportare le tutele al centro del dibattito. "Purtroppo però il pilastro non ha strumenti europei - ha detto - , le intenzioni della Commissione Ue non sono sempre coerenti rispetto al testo: per esempio, la direttiva che contiene l'ulteriore privatizzazione dei servizi pubblici è una contraddizione di quei principi. Ed è proprio questo, la politica dell'austerità, che negli anni ha ridotto gli spazi pubblici, aumentando le ingiustizie e le differenze tra le persone". (07/02/2018-ITLITNET)

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