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UNIVERSITA' ITALIANE NEL MONDO : A PARMA E' SMART CITY 4.0 SUSTAINABLE LAB: PROVE DI UN PRODUTTIVO RAPPORTO UNIVERSITA' TERRITORIO

(2018-03-22)

  Lunedì 26 marzo a partire dalle 9.30, nell’Aula dei Filosofi della Sede centrale dell’Università di Parma (via Università 12), si terrà la presentazione istituzionale di SMART CITY 4.0 Sustainable LAB, laboratorio di ricerca sulla città sostenibile e intelligente nato nel dicembre 2017 da un gruppo di docenti dell’Unità di Architettura del Dipartimento di Ingegneria e Architettura.

Sarà un primo momento di confronto che coinvolgerà le amministrazioni delle città di Modena, Reggio Emilia, Parma e Piacenza, che si sono dichiarate interessate a lavorare congiuntamente a indirizzi comuni per una città contemporanea intelligente e sostenibile.

Si sta dunque concretizzando un disegno di sistema per una riflessione strategica collettiva che interessi tutta l’Emilia occidentale e che vedrà Parma come centro scientifico di elaborazione delle proposte.

Direttore e responsabile scientifico di SMART CITY Sustainable LAB è Dario Costi, docente di Composizione architettonica e urbana al Dipartimento di Ingegneria e Architettura dell’Università di Parma.

Nel corso della mattinata interverranno numerosi docenti e amministratori pubblici. Tra i docenti dell’Università di Parma che parleranno: Aldo De Poli, Dario Costi, Roberto Menozzi, Felice Giuliani, Agostino Gambarotta, Paolo Giandebiaggi del Dipartimento di Ingegneria e Architettura, Rita Messori del Dipartimento di Discipline Umanistiche, Sociali e delle Imprese Culturali – DUSIC, Mauro Carcelli del Dipartimento di Scienze Chimiche, della Vita e della Sostenibilità Ambientale,  Antonio D’Aloia del Dipartimento di Giurisprudenza, Studî Politici e Internazionali, oltre ai due Direttori di Dipartimento Gabriele Costantino (Dipartimento di Scienze degli Alimenti e del Farmaco) e Luca Di Nella (Dipartimento di Scienze Economiche e Aziendali)

Nel pomeriggio alle 17.30, al Palazzo del Governatore, è poi previsto l’incontro pubblico con il prof. Enrico Giovannini, portavoce italiano dell’Alleanza per lo Sviluppo sostenibile, in accordo col Comune di Parma, all’interno della Rassegna Aspettando il Terzo giorno, in vista della grande mostra sulla sostenibilità nell’arte di maggio.

l Laboratorio SMART CITY 4.0 Sustainable LAB si offre come occasione di sistema che, a partire dalla centralità storica dell’architettura della città, metta in dialogo quattro livelli di saperi ed azioni, sia al proprio interno sia l’uno con l’altro: discipline, università, città e territorio.

La prima voce di questo dialogo è Discipline.

Il Laboratorio si è posto da subito come occasione di convergenza di tutte le competenze scientifiche che si interessano di città a partire da quelle dell’architettura e delle ingegnerie. Le molte anime del Dipartimento di Ingegneria e Architettura convergono e si mettono a disposizione di un ragionamento ampio intrecciando le direzioni di lavoro su Industria 4.0, energia, Internet delle cose, infrastrutture dialoganti, ruolo dell’acqua, riciclo urbano, microfit urbano, sicurezza strutturale, pianificazione sostenibile, progetto urbano strategico e paesaggi culturali. Ma anche molte altre anime culturali entrano in campo portando le loro ricerche e punti di vista differenti e complementari. Così le materie che si occupano di nutrizione, salute e benessere, con azioni di grande rilievo per gli aspetti formativi e socio-sanitari; le discipline economiche attente ai riflessi sociali delle azioni produttive e ai processi di semplificazione e smaterializzazione dei sistemi di gestione; quelle giuridiche da anni impegnate sulle politiche partecipative,  in proposte di inquadramento delle direttive internazionali e di risposta alle esigenze locali di utilizzo del patrimonio; quelle del complesso mondo delle discipline umanistiche con la portata profonda di moltissime discipline della cultura delle città con un’attivazione immediata, tra le altre, della sociologia, dell’antropologia, della psicologia, della geografia culturale, dell’estetica del paesaggio, del ruolo delle discipline artistiche nelle città come arte, musica, cinema; quelle davvero straordinariamente varie delle scienze con le ricerche di vario tipo sulla sostenibilità, dell’esperienza di controllo delle polveri sottili, dell’ecologia urbana ovvero di come il verde pubblico può essere pensato e predisposto per accogliere anche gli animali.

La seconda parola di sistema è Università.

Il Laboratorio di Ricerca ha avviato un dialogo con le Università vicine, chiamando le competenze presenti a prendere parte al confronto e immaginando una rete dell’Emilia occidentale che coinvolga l’Università di Modena e Reggio, le sedi piacentine del Politecnico di Milano e della Cattolica. Si sta compiendo un primo passo di coordinamento dei saperi attivi in Regione, immaginando una logica condivisa di supporto ai centri urbani emiliani.

I terzi protagonisti di questo confronto sono, così, gli Enti.

L’interesse convinto e fondamentale della Regione Emilia Romagna con gli Assessorati competenti coinvolti, la Provincia e la presenza centrale dei centri capoluogo sono i diversi livelli istituzionali coinvolti. Di grande interesse è, in termini operativi, la volontà di ragionare insieme delle città che stanno in questi anni sviluppando interessanti azioni di Smart City che si concentrano, tra le altre, su agenda digitale, sperimentazioni di aree urbane smart, innovazione digitale sociale, politiche ambientali e della mobilità sostenibile.

Modena, Reggio Emilia, Parma, Piacenza partecipano alla giornata inaugurale dimostrando un’attenzione particolare al tema e una disponibilità significativa ad avviare un lavoro comune.

L’ultima parola chiave è Territorio.

A partire dal contesto provinciale si è iniziato un dialogo con gli stakeholder del territorio, le Fondazioni, le associazioni di categoria come industriali, artigiani, commercianti, il mondo della cooperazione, le Aziende pubbliche sanitarie, gli interlocutori istituzionali che si occupano di paesaggio e territorio, raccogliendo i primi patrocini e molte idee da sviluppare per rispondere alle esigenze emergenti. Nelle prossime settimane si proseguirà in questo percorso di coinvolgimento parlando con gli ordini professionali, le associazioni e le altre realtà locali in una logica open source di massima condivisione.

Si parlerà anche con gli altri interlocutori del territorio dell’Emilia occidentale per ampliare il più possibile una rete di confronto trasparente e aperta dove tutti i nodi della rete sono costantemente sollecitati, informati dagli studi che partono e chiamati in causa per le loro competenze. (22/03/2018-ITL/ITNET)

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