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DIRITTI DEI CITTADINI - SANITA' - AMBASCIATA D'ITALIA PRESSO LA SANTA SEDE PROMUOVE CONFERENZA SU "LA MORTE IN CULLA: COME ABBATTERE IL RISCHIO. TRA FALSE NOTIZIE E VERITA' SCIENTIFICHE"

(2018-04-04)

L’Ambasciata d’Italia Presso la Santa Sede e l’Associazione “Semi per la SIDS” insieme per promuovere una cultura di prevenzione e conoscenza della “Sindrome della morte in culla (Sudden Infant Death Syndrome, SIDS)”.

Il 9 aprile 2018 si terrà all’Ambasciata d’Italia presso la Santa Sede la conferenza “Morte in culla: come abbattere il rischio. Con le famiglie, tra false notizie e verità scientifiche”, organizzato in collaborazione con l’Associazione “Semi per la SIDS”, cui interverranno come relatori Mons. Bruno Marie Duffé, Segretario del Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale della Santa Sede, Stefano Vella, Presidente AIFA e Direttore del Centro Nazionale per la Salute Globale, Raffaelle Piumelli, Responsabile del Centro Disturbi Respiratori nel Sonno – AOU Meyer, Allegra Bonomi e Valeria Covini dell’Associazione Semi per la SIDS.

L’incontro sarà moderato da Frediano Finucci, Responsabile redazione economia-esteri Tg La7.
La SIDS, Sudden Infant Death Syndrome, comunemente conosciuta come “morte in culla”, è il nome dato alla morte improvvisa e inaspettata di un lattante apparentemente sano, che rimane inspiegata anche dopo l’esecuzione di un’indagine post-mortem completa, comprendente: l’autopsia, l’esame delle circostanze del decesso e la revisione della storia clinica del caso. Ciò significa che quella della SIDS è una diagnosi di esclusione e che non sappiamo ancora con esattezza perché questi bambini muoiano. È una morte che si verifica rapidamente, durante il sonno, sia di giorno sia di notte, in culla come sul passeggino, nel seggiolino dell’auto o in braccio, senza segni di sofferenza.

L’incidenza media della SIDS nei paesi occidentali è oggi, dopo efficacissime campagne di prevenzione negli ultimi 25 anni, di circa un caso ogni 2000 bambini nati vivi (in Italia circa 300 bambini l’anno).
La SIDS è tutt’ora la prima causa di morte tra l’età di un mese e un anno: questo perché altre malattie altrettanto pericolose e potenzialmente fatali vengono prevenute o curate con successo.

L'Associazione SEMI PER LA SIDS Onlus" è nata nel 1991 a Lucca su iniziativa di un piccolo gruppo di genitori SIDS. L'impegno prioritario dell'Associazione è quello di assistere in tempi rapidi le famiglie colpite da questo drammatico evento per informarle sulla vera causa di morte dei loro bambini e per evitare che al dolore si aggiunga anche il senso di colpa. Per i figli successivi ad un caso di SIDS, vi sono programmi che prevedono anche monitor cardiorespiratori a domicilio.

Altri fondamentali impegni dell'Associazione sono quelli di fare prevenzione, dialogare con i medici, cercare di stimolare e sostenere la ricerca: a questo scopo sono state bandite borse di studio per l'Italia e per l'estero, finanziate ricerche epidemiologiche e organizzati congressi scientifici.

“Ad oggi la ricerca scientifica è arrivata ad affermare che il sopraggiungere di questa sindrome, di origine multifattoriale e che colpisce per lo più i neonati tra i 2 ed i 4 mesi di età, è favorita da alcuni fattori ambientali.

L'informazione delle famiglie è, dunque, indispensabile per evitare che al dolore di una morte improvvisa e inspiegabile si aggiunga anche una devastante sensazione di responsabilità percepita dai genitori nel periodo successivo alla morte del bambino” ha detto l’Ambasciatore Sebastiani, aggiungendo l’importanza di agire per sviluppare nella società una cultura di prevenzione, infatti “studi recenti, condotti in diversi Paesi, hanno dimostrato una diminuzione importante, intorno al 40-50% delle morti, dopo la diffusione di alcune raccomandazioni che diventano fondamentali, soprattutto per i neo-genitori.
Per esempio, in Italia la diffusione della sindrome è in netto declino, grazie alla maggior attenzione riposta nel semplice gesto di coricare i neonati in posizione supina: è stata calcolata nell’ordine dello 0,5% dei nati vivi, mentre in passato si parlava dell’ 1-1,5%. La prevenzione della SIDS si pone come priorità nella nostra società”.

L’Associazione “Semi per la SIDS”, sulla scorta di questi studi, ha intessuto profondi legami ed efficaci collaborazioni con alcune Amministrazioni Regionali, in particolare quelle della Toscana e della Lombardia, per sviluppare progetti sulla prevenzione che hanno dato vita a delle vere e proprie campagne di informazione a livello regionale e che hanno confermato questa alta percentuale di diminuzione.
In quest’ottica, l'Associazione ha fatto in modo che l'argomento fosse oggetto di trasmissioni televisive e radiofoniche, di articoli apparsi su giornali e riviste di tiratura locale e nazionale, di Pubblicità Progresso che hanno promosso e sponsorizzato un'importante campagna media che ha toccato tutti i più grandi network italiani della stampa e della televisione.(04/04/2018-ITL/ITNET)

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