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PATRONATI ITALIANI NEL MONDO - L'IMPEGNO DI ITACA NELLA VALORIZZAZIONE COMPETENZE PATRONATI INCA NEL MONDO E SCAMBIO CON LE COMUNITA' MIGRANTI DI ALTRI PAESI - INIZIATIVA IN BELGIO

(2018-06-12)

Giovedì 7 giugno, nei locali dell’Istituto Italiano di Cultura a Bruxelles, si è svolto il primo incontro pubblico tra l’INCA del Belgio e le rappresentanze delle comunità e delle istituzioni marocchine e romene a Bruxelles. Ad approfondire i termini dell'incontro e la ratio che vede l'Associazione ITACA impegnata nella valorizzazione del Patrimonio del Patronato INCA nel mondo e' Andrea Malpassi Presidente di ITACA, oltre che coordinatore dell’Area Migrazioni e Mobilità Internazionali dell'INCA-CGIL. (VEDI:https://itacaonline.org/blog/bruxelles-inca-comunita-migranti/) .

Un incontro al quale ITACA ha dato il proprio contributo esplicito nel modo e secondo gli obiettivi che le sono propri: agevolando canali di contatto e relazione tra realtà storiche diverse, mettendo a disposizione studi ed analisi sui diversi flussi migratori, valorizzando le competenze e l’organizzazione dell’INCA Belgio e aiutando le altre comunità a focalizzarsi sull’emersione dei propri bisogni.

L’incontro di giovedì - approfondisce Malpassi -  è la rappresentazione plastica del motivo per cui la nostra associazione è nata ed opera: come dice il nostro stesso nome, l’obiettivo è prendere l’esperienza decennale che ha l’INCA nell’assistere ed integrare gli italiani all’estero e metterla a disposizione di ogni altra comunità migrante. Nel caso specifico: coinvolgere altre due comunità –quella marocchina e quella romena in Belgio- affinché l’INCA sia anche la loro casa. A Bruxelles, ma anche a Casablanca e Bucarest.

Non è certo un caso isolato, quest’incontro. Da tempo, ad esempio, nel Regno Unito operiamo con l’INCA UK su un ampio tavolo che mette in relazione tutti i cittadini comunitari rispetto ai temi della “Brexit” e a tutti i cittadini comunitari –accomunati dallo stesso incerto destino rispetto a quanto avverrà a “divorzio consumato” tra Unione Europea e Regno Unito- l’INCA UK rivolge i propri servizi di aiuto e consulenza in materia di politiche di accesso, residenza e soggiorno.

Sugli stessi temi e sulle regole di accesso al mercato del lavoro, nel Nord America, le compagne e i compagni dell’INCA hanno stabili relazioni con le comunità latine; in Brasile ci si impegna da tempo nel fornire consulenze e servizi a tutta la migrazione interna dell’area Latinoamericana e in Argentina e Uruguay i nostri servizi riguardano da tempo i migranti e i “frontalieri” tra i due Paesi.

Più in generale, è realtà quotidiana di ogni ufficio europeo dell’INCA ricevere assistiti provenienti da altri paesi comunitari o extra-comunitari.

Non è dunque un caso isolato e però è la prima volta che riusciamo ad organizzare un appuntamento strutturato che metta insieme, intorno allo stesso tavolo coordinato dall’INCA Belgio, rappresentanze dei mondi istituzionali ed associativi di tre realtà migratorie: la nostra italiana, appunto, quella marocchina e quella romena.

Con lo scopo esplicito di presentare agli altri ciò che l’INCA del Belgio già fa e cosa potrebbe fare in più per loro, ascoltandone i problemi specifici e anche aiutandoli a farli emergere. Ancora: raccontando e presentando a queste due specifiche comunità straniere che l’INCA c’è anche nei loro paesi di origine, in Marocco e in Romania, collegate in una rete che mette a loro disposizione dei terminali di azione e sapere ed intervento anche in loco. E in più: presentando e poi coinvolgendoli anche nelle nostre attività di analisi e studio e ricerca -già avviate da ITACA- sui fenomeni migratori che non riguardano più solo gli italiani all’estero ma, come in questo caso, proprio le loro comunità di appartenenza.

Con lo scopo, infine, di avviare tavoli di relazione permanenti che permetteranno, nel caso specifico, alle istituzioni marocchine e romene di appoggiarsi sulla nostra rete e alle comunità associative di relazionarsi con noi per favorire la piena integrazione dei propri connazionali nella realtà belga.

In ogni aspetto di questa iniziativa c’è tutto quello che ci può far parlare legittimamente di un “modello”, da valorizzare e riproporre.

C’è nella sua costruzione, paziente, avvenuta attraverso la tessitura di relazioni sia istituzionali che associative con le altre comunità. Costruzione avvenuta sull’individuazione sistematica delle proprie competenze e sulla realizzazione di studi e analisi specifici rispetto alle altre realtà migratorie.

C’è nella gestione dell’evento: dove ci si pone – e si pone il nostro sapere e la nostra competenza e anche la nostra storia- non come “lezione” da impartire agli altri e nemmeno, più di tanto, come “esempio” da imitare. Ci si pone come realtà organizzata, strutturata e però sempre sensibile e curiosa, aperta, disponibile ad ascoltare e anche ad imparare: disponibile, soprattutto, a mettersi a disposizione per la soluzione di problemi reali e concreti di cittadini migranti.

E c’è, infine, nella sua conclusione: che avvia un lavoro coordinato con “gli altri”, soggetti nuovi e diversi rispetto a quelli tradizionalmente incontrati fino ad ora e portatori di bisogni e problemi spesso tanto simili a quelli che incontriamo quotidianamente tra i nostri connazionali all’estero.

Sulla base di quest’esperienza, di questo “modello” costruito con l’INCA del Belgio, ITACA continuerà a muoversi. Realizzando altri e continui momenti simili, in ogni altro Paese, in relazione alle comunità di “stranieri” più numerose, realtà per realtà. A partire, fin dalle prossime settimane, dalla costruzione di un momento di incontro e scambio e “formazione” reciproca tra i responsabili delle varie associazioni INCA Europee e Africane: proprio per strutturare un intervento specifico –da fornire in Europa- alle comunità marocchine, senegalesi e tunisine.

Lo avevamo detto all’inizio e non possiamo che ribadirlo: sarà un lavoro lungo, tenace, anche faticoso e paziente, però esaltante. Prendere ciò che sappiamo fare e metterlo a disposizione di tutti, facendoci aiutare anche da chi non abbiamo finora incontrato a fare di più e meglio.

Come dimostra l’iniziativa realizzata con l’INCA in Belgio, il patronato della CGIL ha tutte le competenze necessarie ed i giusti valori di riferimento per riuscirci." conclude il Presidente di ITACA, Andrea Malpassi.(12/06/2018-ITL/ITNET)

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