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ECONOMIA ITALIANA - CENTRO STUDI CONFINDUSTRIA: "CRESCITA ITALIANA DEBOLE IN UN'ECONOMIA INTERNAZIONALE MENO SOLIDA"

(2018-07-25)

  Espansione internazionale più incerta... Il PIL globale cresce a buoni ritmi, ma con segni di rallentamento in alcuni paesi e rischi al ribasso in aumento. Legati soprattutto ai dazi commerciali e all’eventuale escalation, oltre che ai rincari energetici e a tensioni finanziarie in alcuni emergenti. Questo il quadro che emerge dall'analisi congiunturale del Centro Studi di Confindustria  e che segnala una crescita lenta per l'Italia nel 2° trimestre.
  La produzione industriale è cresciuta a maggio (+0,7%), recuperando in parte il calo di aprile (-1,3%); con l’ulteriore risalita stimata per giugno, nel trimestre l’attività risulterebbe stagnante. Ciò è coerente con la flessione della fiducia delle imprese manifatturiere e punta a un rallentamento del PIL nel 2° trimestre, in linea con lo scenario CSC di giugno.

Per i mesi estivi, gli indicatori congiunturali convergono su giudizi non brillanti, preannunciando crescita ancora contenuta.
Per di piu' l’export italiano è diminuito anche in aprile-maggio (-0,8%), dopo il calo nel 1° trimestre (-2,4%). La flessione ha riguardato soprattutto le vendite extra-UE, che però sono risalite a giugno.

Giù anche l’export tedesco (-1,1% a maggio) e francese (-3,0%). Agiscono da freno: stop degli scambi mondiali, crescita europea meno forte dello scorso anno, effetti dell’apprezzamento dell’euro nel 2017. La discesa del cambio nel 2° trimestre, viceversa, favorirà l’export; indicazioni positive vengono dagli ordini esteri manifatturieri (PMI risalito a 52,3 a giugno).

Inoltre la domanda interna risulta fiacca Per gli investimenti, deboli a inizio anno, è atteso un recupero, come indica
l’aumento della produzione di beni strumentali in primavera. Per i consumi c'è il rischio di un indebolimento, legato
a una possibile risalita del tasso di risparmio (7,6% del reddito nel 1° trimestre, ai minimi), ragionevole dati i timori
su bilanci familiari e mercato del lavoro. La crescita dell’occupazione, d’altronde, ha un passo altalenante: dopo
aver perso slancio tra fine 2017 e inizio 2018, ha accelerato in aprile-maggio (+0,9% sul 1° trimestre), ma scalerà
di nuovo marcia in estate stando alle attese delle imprese meno favorevoli su occupazione e domanda.

  Sul fronte internazionale l' Eurozona comunque appare in crescita... Dopo la frenata nel 1° trimestre (+0,4%), complice anche il maltempo e l’ondata di scioperi in Germania e Francia, l’Eurozona sembra aver ripreso un po’ di slancio. Gli indicatori qualitativi sono coerenti con il proseguire della crescita a ritmi poco più alti in primavera.

... spinta ancora un po’ dalla BCE Il tasso di interesse a breve resterà a zero fino al termine del 2019, ma mancano solo 5 mesi alla fine degli acquisti di titoli (QE), che tengono a freno i tassi a lunga, abbassando il costo del credito e liberando risorse bancarie per i prestiti. L’offerta di credito potrebbe restringersi ancora. Già oggi i prestiti alle imprese italiane (+1,2% annuo) forniscono un sostegno debole all’attività.

Sul fronte degli Stati Uniti  appare stabile l’espansione USA... Il mercato del lavoro USA rimane solido: a giugno gli ccupati aumentano più delle attese (+213mila unità) e i salari salgono del +2,7% annuo. Ciò sostiene la domanda interna: le vendite al dettaglio registrano una crescita significativa. Ancora meglio gli ordini di beni di capitale (+6,8% annuo in aprile-maggio), che indicano stabile espansione degli investimenti.

Inoltre .. avanzano alcuni Paesi emergenti, proseguendo ai ritmi anticipati nello scenario di giugno, ma con un rimescolamento dovuto a spinte in direzioni opposte nei diversi paesi. Tra i BRIC, in Brasile si ha la frenata più brusca, in India l’accelerazione più marcata; maggiore stabilità per l’outlook di Cina e Russia. (25/07/2018-ITL/ITNET)

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