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CULTURA ITALIANA NEL MONDO - ESTATE 2018 - E' L'ORA DEGLI SPAZIALISTI A VENEZIA

(2018-08-06)

  La Fondazione Bevilacqua La Masa, a Venezia, e il Forte Marghera, a Mestre, ospitano la mostra Spazialisti a Venezia, a cura di Giovanni Granzotto. Un percorso esaustivo che ripercorre l’avventura spazialista a Venezia, tra la seconda metà degli anni ’40 e l’inizio degli anni ’60.

In esposizione - aperta fino al 4 novembre -  circa 150 opere di Fontana, Guidi, Deluigi, Bacci, Morandis, Tancredi, Gaspari, Licata, Vianello, Finzi, Gasparini, Rampin e De Toffoli. Nella sede di Piazza San Marco, alle Procuratie Nuove, troveranno spazio alcune mportanti opere di Fontana, appartenenti per lo più agli anni Cinquanta, tra queste una Venezia, Tagli, Buchi e opere barocche, insieme ai lavori dei maestri dello Spazialismo veneziano, che ne sottoscrissero i Manifesti, come Guidi, Deluigi, Tancredi, Morandis, Bacci, De Toffoli e Vianello, e le opere degli artisti che, alcuni per motivi anagrafici, non apposero la firma ai Manifesti ma ne condivisero appieno la temperie, come Finzi, Licata, Rampin, Gaspari e Gasparini.

L’esposizione proseguirà nella sede di Palazzetto Tito con opere spaziali di altrettanta rilevanza, con una maggiore attenzione per gli artisti più giovani e una piccola sala interamente dedicata alle marine spaziali di Guidi.
Infine, al Forte Marghera, troverà spazio una sezione interamente dedicata alla grafica spazialista con alcune opere coeve e quelle successivamente edite dalla stamperia Fallani, a cui si deve anche l’apertura di un laboratorio divulgativo durante la mostra. Inoltre dieci mosaici di Riccardo Licata, già esposti nella Cattedrale di Chartres, successivamente nella grande mostra del 2009 dedicata ai mosaici e ai vetri di Licata, a Palazzo Ducale, Venezia, accompagnano la mostra sulla grafica spazialista della stamperia Fallani a Forte Marghera. L’esposizione proporrà un importante catalogo che raccoglierà testi critici su tutti gli artisti esposti.

Afferma il curatore Giovanni Granzotto;

Un percorso esaustivo che ripercorre l’avventura spazialista a Venezia, tra la seconda metà degli anni ’40 e l’inizio degli anni ’60. In esposizione circa 150 opere di Fontana, Guidi, Deluigi, Bacci, Morandis, Tancredi, Gaspari, Licata, Vianello, Finzi, Gasparini, Rampin e De Toffoli.

Nella sede di Piazza San Marco, alle Procuratie Nuove, troveranno spazio alcune importanti opere di Fontana, appartenenti per lo più agli anni Cinquanta, tra queste una Venezia, Tagli, Buchi e opere barocche, insieme ai lavori dei maestri dello Spazialismo veneziano, che ne sottoscrissero i Manifesti, come Guidi, Deluigi, Tancredi, Morandis, Bacci, De Toffoli e Vianello, e le opere degli artisti che, alcuni per motivi anagrafici, non apposero la firma ai Manifesti ma ne condivisero appieno la temperie, come Finzi, Licata, Rampin, Gaspari e Gasparini.

L’esposizione proseguirà nella sede di Palazzetto Tito con opere spaziali di altrettanta rilevanza, con una maggiore attenzione per gli artisti più giovani e una piccola sala interamente dedicata alle marine spaziali di Guidi.

Infine, al Forte Marghera, troverà spazio una sezione interamente dedicata alla grafica spazialista con alcune opere coeve e quelle successivamente edite dalla stamperia Fallani, a cui si deve anche l’apertura di un laboratorio divulgativo durante la mostra. L’esposizione proporrà un importante catalogo che raccoglierà testi critici su tutti gli artisti esposti

La mia personale filosofia di curatore di mostre pubbliche, da decenni è stata sempre quella di privilegiare lo spettatore, l'appassionato, e non gli addetti ai lavori. Certo in un contesto esperito in termini il più possibile scientifici e con un approccio rigoroso e selettivo. Ma, contrariamente a  quello che fanno generalmente i curatori, ho sempre cercato di occuparmi non solo del catalogo, ma anche della mostra, di quella festa per gli occhi e per l'anima che deve essere una esposizione d'arte degna di questo nome.

  Ecco che se gli apparati sono e restano importanti, molto più importanti sono le opere, che devono puntualmente, e qualche volta anche sontuosamente, rappresentare gli artisti ed allo stesso tempo devono concupire, sorprendere, possibilmente far innamorare lo spettatore, magari invogliandolo al passa parola.

Dunque questa mostra dedicata agli Spazialisti veneziani, con una appendice di una decina di opere di Lucio Fontana, nasce proprio come un omaggio al quel periodo magico e irripetibile, a quel gruppo di autentici fuoriclasse della pittura, e allo stesso tempo come una festa gioiosa, tutta da godere per chi ha potuto vivere quegli anni ma anche e soprattutto per chi ne ha conosciuto solo indirettamente o letterariamente gli accadimenti tramandati.

Un piccolo ma gustoso omaggio a Lucio Fontana, all'inventore dello Spazialismo a 50 anni dalla morte, che presenta alcune opere, dalle ceramiche alle tele, coeve all'avventura spaziale, ma anche alcune immediatamente successive, soprattutto i "tagli", eppur figlie legittime di quella stagione.
E poi i capolavori dei firmatari veneziani dei Manifesti di Fontana, come Bacci Deluigi Morandis Guidi Tancredi Vianello, ma anche i capolavori di chi quei Manifesti non firmò, pur, giovane o meno giovane, in profonda sintonia con quella temperie. E davvero di capolavori si tratta, tutti provenienti da prestigiose collezioni private, che si possono godere solo in occasioni come queste; altrimenti destinati al riservato e celato piacere del proprietario.
Privilegiando naturalmente gli anni propriamente "spazialisti", ma presentando anche quelli immediatamente successivi per segnalare la conclusione di un ciclo. (06/08/2018-itl/itnet)

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