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ITALIANI E ITALIANI ALL'ESTERO - EUROPA - DISCORSO DEL PRES. COMMISSIONE JUNCKER SULLO "STATO DELL'UNIONE" - LA "SOVRANITA' EUROPEA" - "L'EURO" : LE PROPOSTE

(2018-09-12)

  Il presidente della Commissione Europea Jean-Claude Juncker ha pronunciato oggi il suo ultimo discorso sullo "stato dell'Unione". Juncker ha, infatti, annunciato che non intende candidarsi per il prossimo futuro.
I  termini del suo intervento hanno rivelato la particolare attenzione che la Commissione riserva alle prossime elezioni europee del 2019 nell'attuale clima politico, con uno sguardo preoccupato al futuro dell'Unione Europea a 27 di qui al 2025.

Fra i temi della sua allocuzione le tappe concrete delle iniziative sul percorso democratico dell'Unione, il commercio, gli investimenti, la cybersecurity, l'industria e la protezione dei dati, misure di vigilanza degli istituti bancari che consentano di lottare più efficacemente contro il riciclaggio di denaro a livello transfrontaliero e il finanziamento del terrorismo.
Nel corso dei mesi che verranno il Presidente intende presentare delle proposte che produrranno risultati positivi per i cittadini di qui fino al vertice di Sibiu nel maggio del 2019.

La sovranita' europea:

"Dobbiamo procedere con la stessa risolutezza per proteggere lo svolgimento di elezioni libere e regolari in Europa.
Perciò la Commissione propone anche nuove regole per salvaguardare i nostri processi democratici dalla
manipolazione di paesi terzi o - esiste anche questo - interessi privati).

La geopolitica ci insegna che è definitivamente scoccata l'ora della sovranità europea.
È il momento che l'Europa prenda in mano il suo destino, che sviluppi quella che ho chiamato "Weltpolitikfähigkeit", la
capacità di svolgere un ruolo, come Unione, per influenzare le questioni mondiali. L'Europa deve svolgere sempre di
più un ruolo di protagonista nelle relazioni internazionali.
La sovranità europea proviene dalla sovranità nazionale degli Stati membri. Non sostituisce quella propria delle
nazioni. Condividere le nostre sovranità - dov'è necessario - rafforza ognuna delle nostre nazioni.
La convinzione che "l'unione fa la forza" è il significato essenziale dell'appartenenza all'Unione europea.

La sovranità europea non può mai essere diretta contro gli altri. L'Europa è e deve restare un continente di apertura
e di tolleranza.
L'Europa non sarà mai una fortezza che volta le spalle al mondo, soprattutto al mondo che soffre. L'Europa non sarà
mai un'isola. L'Europa deve restare e resterà multilaterale. Il pianeta appartiene a tutti e non solamente ad alcuni.
È questa la posta in gioco nelle elezioni del Parlamento europeo che si terranno nel maggio 2019. Sfrutteremo i 250
giorni che ci separano dalle elezioni europee per dimostrare ai nostri cittadini che, se collaboriamo, l'Unione europea
può ottenere risultati, e che rispetta gli impegni presi all'inizio di questo mandato.
Prima delle elezioni europee dobbiamo dimostrare che l'Europa può superare le differenze tra Nord e Sud, tra Est e Ovest, tra sinistra e destra. L'Europa è troppo piccola per dividersi, una volta in due, una volta in quattro.
Dobbiamo dimostrare che insieme possiamo gettare le fondamenta di un'Europa più sovrana....

“Dobbiamo migliorare la nostra capacità di esprimerci con una sola voce quando si tratta della politica estera dell’Ue. Per questo motivo la Commissione propone oggi di passare al voto a maggioranza qualificata in determinati ambiti delle nostre relazioni esterne. Non in tutti ma in settori specifici, comprese le questioni attinenti ai diritti umani e alle missioni civili. Ciò è possibile sulla base dei vigenti trattati e credo che sia giunto il momento di sfruttare questa ‘clausola passerella’ che ci permette di passare al voto a maggioranza qualificata, la clausola ‘tesoro nascosto’ del trattato di Lisbona”, ha dichiarato Juncker.

Le proposte:
La Commissione Europea hapresentato delle proposte per migliorare la capacità di svolgere un ruolo più importante e più incisivo sulla scena mondiale. In particolare, il presidente Juncker ha proposto che gli Stati membri si avvalgano delle vigenti regole dell’Ue per passare dal voto all’unanimità al voto a maggioranza qualificata in determinati settori della politica estera e di sicurezza comune dell’Ue (PESC). Ciò consentirà all’Ue di assumere un ruolo più incisivo a livello mondiale e di essere meglio in grado di plasmare gli eventi mondiali e di assumersi responsabilità internazionali. La Commissione ha pertanto individuato dei settori specifici come quello dei diritti umani e delle missioni civili di sicurezza e difesa.

Altro obiettivo da raggiungere riguarda la necessità di sfruttare il potenziale dei trattati. Attraverso le successive modifiche del trattato, gli Stati membri si sono gradualmente spostati verso un processo decisionale a maggioranza qualificata. Le disposizioni vigenti del trattato, che consentono una maggiore flessibilità nelle questioni relative alla politica estera e di sicurezza comune, rimangono tuttavia in gran parte inutilizzate. Sebbene la politica estera e di sicurezza dell’Ue sia stata notevolmente rafforzata negli ultimi anni, vi sono ancora numerosi casi in cui l’unanimità ha ostacolato un processo decisionale efficace e ha impedito all’Ue di agire in maniera rapida e incisiva. La Commissione Europea ha pertanto individuato alcuni ambiti concreti in cui la capacità di azione dell’Ue potrebbe essere fortemente migliorata. In una comunicazione presentata oggi, la Commissione europea sottolinea che il Consiglio potrebbe sfruttare il potenziale dei trattati esistenti per aumentare il ricorso al voto a maggioranza qualificata, mantenendo comunque una cultura del consenso all’interno dell’Ue. Accrescere l’efficienza del processo decisionale in materia di politica estera è ancora più fondamentale in vista di un possibile futuro allargamento dell’Unione europea.

Più specificamente, la Commissione europea invita i leader a concordare, in occasione del Vertice di Sibiu del 9 maggio 2019 di ampliare l’ambito di applicazione del voto a maggioranza qualificata nella politica estera e di sicurezza comune nonché sulle questioni dei diritti umani nelle sedi internazionali. Insomma, il voto a maggioranza qualificata rafforzerebbe l’Unione e contribuirebbe a creare consenso: infatti in altri settori in cui la maggioranza qualificata è la regola, in particolare la politica commerciale dell’UE, l’esperienza dimostra che non solo ciò rafforza il ruolo dell’UE sulla scena mondiale, ma permette anche l’adozione di decisioni più efficaci. La prospettiva di un voto a maggioranza qualificata è un potente catalizzatore per coinvolgere gli Stati membri nella costruzione di un consenso vero e per raggiungere l’unità. Per consenso s’intende anche una maggiore titolarità delle decisioni adottate

Entro il prossimo anno dovremo anche sviluppare ulteriormente il ruolo internazionale dell'euro. Dopo soli vent'anni di vita, e nonostante le voci disfattiste che ci hanno accompagnato in questo percorso, l'euro ha già fatto molta strada.

L'euro è diventato la seconda valuta più utilizzata al mondo, alla quale 60 paesi agganciano in un modo o nell'altro la propria valuta. Dobbiamo però fare di più per consentire alla nostra moneta unica di svolgere appieno il ruolo che le spetta sulla scena internazionale.

Alcuni recenti avvenimenti hanno evidenziato la necessità di approfondire la nostra Unione economica e monetaria e
di costruire mercati dei capitali dotati di spessore e liquidità. È un ambito in cui ci sono molte proposte della
Commissione che attendono solo di essere adottate da questo Parlamento e dal Consiglio.

Ma possiamo e dobbiamo andare oltre. È assurdo che l'Europa paghi in dollari USA l'80 % della sua fattura per le
importazioni di energia – che è pari a 300 miliardi di euro all'anno – quando solo il 2 % circa delle nostre importazioni di energia proviene dagli Stati Uniti. È assurdo che le compagnie europee acquistino aerei europei in dollari anziché in euro.

Per questo motivo, entro la fine dell'anno, la Commissione presenterà iniziative intese a rafforzare il ruolo internazionale dell'euro. L'euro deve diventare lo strumento attivo della nuova sovranità europea. E, a tal fine, la prima cosa da fare è mettere ordine nella nostra casa per rafforzare la nostra Unione economica e monetaria, così come abbiamo iniziato a fare. Senza un'Unione economica e monetaria più profonda, non avremo argomentazioni credibili per rafforzare il ruolo internazionale dell'euro. Dobbiamo completare l'Unione economica e monetaria per rendere più forti l'Europa e l'euro.
E, sempre in vista di Sibiu, vorrei che riuscissimo a realizzare progressi (12/09/2018-ITL/ITNET)

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