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LAVORO - FORMAZIONE ITALIANI NEL MONDO - A VERONA BORSA DELLA RICERCA FOR DOC: DAL DOTTORATO ALL'AZIENDA . ASSO DONAZZAN “SOSTEGNO DELLA REGIONE VENETO”

(2018-10-01)

Borsa della Ricerca forDoc a Verona oggi e domani

La transizione dei dottori di ricerca dall’università al lavoro è parte integrante del tema più generale del raccordo tra il mondo dell’alta formazione e quello delle imprese, in cui ancora  oggi, è evidente l’assenza di un’idea organica di relazioni strutturate, nonché la mancanza di una  filiera  sull’orientamento  che  possa  accompagnare  i  giovani  nella  scelta degli  studi  e nell’inserimento professionale.
D’altra  parte,  basti  considerare  che,  nell’indagine  somministrata  a  300  responsabili  della selezione nell’ambito  della Borsa del Placement 2017,  è emerso come quasi  un terzo degli intervistati non ha alcun rapporto con uffici placement universitari.

Questa distanza è ancor più marcata se ci si riferisce al dottorato di ricerca, che coinvolge un numero  estremamente  ridotto  di  imprese,  ed  i  PhD,  a  cui  raramente  viene  riservato  un percorso  di  selezione  differenziat o  rispetto  ai  neolaureati.  E’  un  fatto  che  nella  stragrande maggioranza  delle  aziende,  anche  considerando  quelle  innovative,  il  dottorato  sia semplicemente ignorato come possibile strumento di crescita.
Partendo da queste premesse, la sessione plenaria della Borsa della Ricerca forDoc si propone di evidenziare come sia attuale l’ideazione e la realizzazione di iniziative, pubbliche e private , in grado di valorizzare il dottorato dal punto di vista delle imprese.

La Borsa è realizzata in collaborazione con la Regione Veneto e in partnership con Comune di Verona, Veneto Lavoro, SIAV Confindustria Veneto, Comitato per la Valorizzazione del Dottorato e ADI - Associazione Dottorandi e Dottori di Ricerca Italiani.

“Università e mondo del lavoro non sono due sistemi solari tra loro distinti e separati, ma parte di un’unica galassia, quella dell’innovazione. E il lavoro delle istituzioni, amministrative, economiche e scolastiche, è quello di riuscire a intersecare le rispettive orbite e mettere in comunicazione i due mondi”. E’ quanto ha ribadito l’assessore all’istr uzione, formazione e Università della Regione Veneto, Elena Donazzan, intervenendo a Verona, alla Gran Guardia, all’evento inaugurale della Borsa della Ricerca for Doc, iniziativa itinerante di raccordo tra mondo dell’alta formazione e mondo delle imprese promossa dalla Fondazione Emblema.

La Borsa della Ricerca ha coinvolto sinora un migliaio di dottori e dottorandi, provenienti da 55 atenei italiani e una settantina di aziende di diverse dimensioni, dalle multinazionali alle piccole e medie imprese, disponibili ad investire in innovazione e alla ricerca di profili altamente specializzati.

“La borsa di ricerca è una grande occasione – ha sottolineato Donazzan - perché i dottori di ricerca sono un investimento del sistema universitario e del sistema Italia, ma alle volte non è compreso il loro vero valore soprattutto quando parliamo alle imprese. Gli imprenditori credono che un dottore di ricerca costi troppo, abbia troppe pretese: la borsa della ricerca serve per organizzare questo incontro virtuoso tra ricercatori e aziende. Investimenti importanti del sistema pubblico possono e devono essere utili al sistema privato. Le aziende possono venire qui a Verona oggi e domani e attingere dalle migliori intelligenze italiane, contribuendo inoltre a sollecitare e a rendere possibile il rientro che anche quei cervelli che sono andati all’estero”.

“Dicono che il Veneto investa poco in ricerca – ha poi aggiunto l’assessore – invece tra gli atenei del Veneto e il tessuto imprenditoriale locale sono attivi da tempo iniziative di dialogo e di collaborazione nei diversi ambiti, anche grazie al sostegno diretto della Regione Veneto.
Ricercatori e dottorandi in azienda sono un potenziale strumento di crescita non solo per la realtà imprenditoriale che li accoglie, ma anche per il mondo accademico. Per questo abbiano scelto di incentivare questa ‘contaminazione’ tra mondi diversi finanziando, con 56 milioni di euro, assegni di ricerca, master e dottorati di ricerca, borse di rientro per favorire la
circolazione di ‘cervelli’ tra paesi e borse per l’innovazione. Si tratta di programmi diversi,  con target tra loro diversi, accomunati da un denominatore comune: promuovere la circolarità della ricerca tra mondo accademico e imprese”.

Nel dettaglio, la Regione Veneto – ha ricordato l’assessore Donazzan – ha finanziato con assegni o borse di ricerca:
- oltre 440 progetti di ricerca nell’ambito di Industria 4.0,per un totale di 14,5 milioni di euro, aiutando così il sistema universitario a realizzare la ‘terza missione’ (ricerca) in quattro aree ‘chiave’ per la competitività del sistema veneto (Agro-alimentare intelligente, Abitare sostenibile, Produzione intelligente e Industrie creative);
-  master o percorsi di dottorato per giovani laureati, assunti in azienda con contratto di apprendistato di alta formazione e ricerca (con un investimento di circa 20 milioni di euro, spalmati tra 1800 aziende partner del progetto);
-  interventi per favorire la mobilità transnazionale di ricercatori e alte professionalità (3 milioni di euro per 55 borse di rientro) e l’innovazione sociale con assegni e borse di ricerca (altri 3,5 milioni di euro) che incentivino il confronto internazionale e lo scambio tra ricercatori/docenti su progetti di creazione del lavoro;
-  l’intervento di ricercatori per progetti di nuova organizzazione del lavoro e di crescita professionale nelle aziende per aiutare il sistema venete a tenere il passo con la quarta rivoluzione industriale (16 milioni di euro). (01/10/2018-ITL/ITNET)

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