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IMPRENDITORIA FEMMINILE E GIOVANILE IN ITALIA - + 17% SOCIETA' DI CAPITALI CONDOTTE DA DONNE - OSSERVATORIO GAMMA DONNA

(2018-10-29)

    A fine 2017, erano quasi 10mila in più le imprese femminili iscritte al Registro Camere di commercio rispetto all’anno precedente, quasi 30mila in più rispetto al 2014. Con questo aumento costante, l’esercito di oltre 1 milione e 331mila attività produttive a conduzione femminile rappresenta oggi il 21,86% del totale delle imprese (era il 21,76% l’anno precedente). Degno di nota il fatto che le donne scelgano forme più strutturate d’impresa.

Le società di capitali condotte da donne, infatti, sono aumentate di quasi il 17% nel 2017 rispetto a 3 anni prima, arrivando a rappresentare oltre il 21% delle imprese femminili, mentre le società di persone e le imprese individuali –che restano, comunque, la forma giuridica più diffusa nell’universo femminile– si stanno progressivamente riducendo. Parlando di giovani, il 29% delle attività di under35 è guidata da una donna. Complessivamente, sono 154mila le giovani donne a capo di una impresa in Italia, 1 ogni 12 aziende femminili.

Per quanto concerne l’Osservatorio GammaDonna, tra le 61 candidature pervenute per il Premio da tutta Italia (41 dal Nord e 16 dal Centro e Sud) e quest'anno anche 4 dall'estero (UK, Francia, Giordania), si osserva un’età media sui 39 anni, con un livello di istruzione medio-alto

. Le imprese – in rappresentanza di un ampio spettro di settori produttivi – si confermano, come l'anno scorso, per un'alta percentuale giovani (il 70% ha meno di 10 anni), ma a differenza dell’edizione passata sono presenti anche aziende nate prima del 2000. Il fatturato del 24% delle imprese è superiore a 1.500.000 di euro, mentre il fatturato medio del restante 76% è sotto i 200.000 euro. Per l'80% dei casi si tratta di società di capitali che si finanziano principalmente con mezzi propri, ma anche - in minima parte - facendo ricorso a business angel, venture capital e crowdfunding.

La digitalizzazione è tra queste imprese ampiamente diffusa e viene percepita come fattore cruciale di competitività e di miglioramento dell'efficienza organizzativa. Quasi tutti candidati hanno legami con Università e centri di ricerca. La quasi totalità ritiene innovativa la sua azienda, con prospettive di business in crescita.

Quasi tutte hanno sviluppato nuovi prodotti, ma solo il 30% ha depositato brevetti e marchi. Le sfide da affrontare sono, nell’ordine: affermarsi sul mercato nazionale, l’internazionalizzazione e il rafforzamento del brand. Significativo che la squadra sia emersa come di gran lunga il principale fattore di successo aziendale (90%), seguito dalla capacità dell’imprenditrice/tore (77%) e da prodotti e servizi competitivi (64%), accompagnati da una buona attività di marketing e comunicazione.” (29/10/2018-ITL/ITNET)



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