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PATRONATI ITALIANI NEL MONDO - CONSULTA PATRONATO INAS CISL - PAGNONCELLI (IPSOS): SFIDUCIA GENERALIZZATA. IN CRESCITA VERSO IMPRESE. SI CERCANO SOLUZIONI PERSONALIZZATE. I GIOVANI NON GUARDANO AI SINDACATI"

(2018-11-06)

Promossa a Roma la Consulta del Patronato Inas Cisl, presenti responsabili degli uffici in Italia e delle sedi all'estero, insieme a numerosi ospiti, esponenti del mondo politico e del Governo, ricercatori e sindacalisti. 
Un appuntamento  all'insegna della "‘Prossimita’. In ascolto della persone’"  per fare il punto della situazione su questa importante realta’ del Patronato, unica nel mondo. Una realtà che tutela e offre consulenza ai lavoratori, e piu' in generale ai cittadini, in Italia e nei principali paesi di emigrazione italiana su una ampia, sempre piu' ampia, gamma di tematiche, dagli infortuni alle, malattie professionali, ammortizzatori sociali, previdenza, maternita’, disabilita’ e molto altro ancora.

Tra i relatori Nando Pagnoncelli, Presidente Ipsos, che ha fornito alcuni dati di una Ricerca sulla percezione del paese da parte degli italiani.
"Solo il 18% degli italiani esprime un giudizio positivo sull’economia del nostro paese. Affermano di essere usciti dalla crisi ma di non vederne ancora gli effetti positivi. Anzi permane l’idea che la qualità della vita sia peggiorata. Eppure non abbiamo mai vissuto in un periodo segnato da cosi' tanti progressi e miglioramenti. Certo ci sono ancora problemi ma non si giustifica questo atteggiamento di pessimismo,’’ ha esordito Pagnoncelli.

"La nuova stagione politica e’ accompagnata da un miglioramento del clima. A gennaio il 70% delle persone pensava che ci si stava muovendo in una direzione sbagliata. Oggi invece il 36% delle persone afferma che il Governo si sta muovendo nella direzione giusta. Certo c’e' sempre un 36% che pensa l’opposto,” ha continuato, sottolineando come occupazione, economia, immigrazione, funzionamento delle istituzioni e ambiente siano le preoccupazioni principali degli italiani.

"A fronte di un calo di fiducia nelle istituzioni, noi riscontriamo pero’ una crescita di fiducia verso il mondo delle imprese. Le imprese sono investite di una responsabilità e di aspettative molto importanti da parte dei cittadini. C'é la convinzione che le aziende debbano farsi carico di una serie di problemi,” ha evidenziato Pagnoncelli.

“La precarietà del lavoro costituisce tuttavia la principale preoccupazione per tutti. Il posto fisso sembra un miraggio e ci si sente senza alternative. Talvolta invece ci si sente prigioneri del lavoro che si ha. Ci si sente soli, abbandonati, non parte di una collettivita’ o rappresentati da qualcuno. I sindacati non sono punti di riferimento, si cercano soluzioni di tipo personale mentre prima i sindacati erano dei segmenti a cui si guardava con fiducia. Oggi questo é cambiato,” ha dichiarato Pagnoncelli sottolineando come il linguaggio dei sindacati non permetta ai giovani di avvicinarsi,

"Si ha l'idea che il sindacato serva a garantire chi ha gia' un lavoro e i giovani non si avvicinano. Il primo elemento per cambiare la situazione e’ una maggiore capacita’ di ascolto. Poi e' necessario l’accompagnamento della persona rappresentandone necessita’ e fornendo strumenti. Infine il sindacato non può rinunciare al rapporto con la persona nel suo insieme, bisogna adottare una visione olistica,” ha spiegato Pagnoncelli.(06/11/2018-ITL/ITNET)

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