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SINDACATI ITALIANI NEL MONDO - EUROPEE - CAMUSSO (SEGR.CGIL): SE SINDACATO EUROPEO NON FARA' SENTIRE SUA VOCE DISASTRO PER PROSPETTIVA EUROPA" SI CGIL PIATTAFORMA CUT INTERNAZ. ANTIFASCISTA E PANEUROPEA

(2018-11-19)

  I popoli dell'America Latina hanno sempre guardato con interesse all'Europa ed alla sua costruzione, non solo a livello commerciale ma anche al processo di  integrazione politica,  nella speranza che ci fosse un'evoluzione simile nel Mercosur e come guardino oggi, invece, con preoccupazione ad un livello europeo che è andato degradando." A ricordarlo la leader della CGIL Susanna Camusso nel corso di un incontro a Milano per celebrare i cento anni di attività dell’Ilo, l'organizzazione Internazionale del lavoro, che ha visto la partecipazione di numerosi sindacalisti giunti dall'America Latina.

Un degrado la cui responsabilità- secondo Camusso - è sulle spalle di tutti, a cominciare da noi paesi europei e che ci interroga in vista della scadenza europea  su che tipo di Europa caratterizzerà, dalla seconda meta' del 2019,  la prospettiva.
  "Io penso  che se il sindacato europeo non fara' sentire la sua voce - ha sottolineato Camusso - le elezioni europee saranno un disastro per la prospettiva dell'Europa. Il tema non riguarda le organizzazioni sindacali in particolare ma penso che sia un tema che riguarda in ogni caso tutti noi"

Allargando, poi, l'orizzonte internazionale la leader della CGIL ha ripreso la proposta della CUT, la piu'  grande organizzazione brasiliana dei lavoratori, di una piattaforma internazionale antifascista europaeuropa. Un tema che riguarda l'Europa, riguarda il nostro Paese - la CGIL è mobilitata su una piattaforma che si chiama "mai più razzismi, mai più fascismi"; e' "un tema che riguarda le relazioni che il movimento sindacale riesce a costruire anche al di fuori di sè e riguarda anche il tema delle migrazioni e di come reagire di fronte alle migrazioni che stanno attraversando ormai tutti i Paesi del mondo. Quindi noi siamo ovviamente disponibili ed intenzionati a partecipare" ha dichiarato la Segretaria Generale della CGIL, esprimendo la propria solidarieta' e quella della CGIL ad un sindacato che "dopo la lunga stagione di lotta per la liberta' di Lula e per la conquista delle elezioni, si trova, invece, alla Presidenza della Repubblica Bolzonaro"

Quanto al ruolo del sindacato in alcune societa' odierne, Camusso ha sottolineato il valore delle convenzioni ILO, di cui si festeggia la ricorrenza del centenario, "uno strumento centrale della battaglia sindacale" in molti Paesi ma che dovrebbero essere ratificate da tutti, anche dall'Italia che non le ha ratificato tutte, perchè l'attacco alla libertà di organizzazione e al diritto di sciopero non riguarda solo i Paesi lontani ma comincia a riguardare seriamente anche l'Europa"...e  la stessa Italia "quando governi come il nostro ignorano tutte le regole della rappresentanza e mettono insieme qualunque forma associativa perché questo è il modo migliore, per loro, per non avere vincoli di riconoscimento e di risposta”.

Fra i diversi punti affrontati dalla Leader della CGIL  una maggiore e piu' ampia adesione alle convenzioni OIL per "ricostruire la capacità di tenere l'organizzazione diretta dei lavoratori" nella complessità delle situazioni e per fare passi in avanti anche nel dialogo tripartito. "Occorre salvaguardare il dialogo sociale. "anche qui abbiamo la necessità di fare un passo in avanti, perchè ha bisogno di essere strutturato in modo tale che dia risposte concrete alla condizione dei lavoratori e delle lavoratrici. Il tema deve essere  accompagnato dalla contrattazione oppure non è strumento che effettivamente cambi la condizione delle persone.  E non si tratta solo dei modelli contrattuali ma piuttosto è esattamente l'idea dell'organizzazione collettiva del lavoro o dell'individualizzazione dei rapporti di lavoro. Oggi questi temi riguardano non solo l'organizzazione e la contrattazione nazionale ma anche quella sovranazionale (CAI) nel confronto con le grandi multinazionali.

E se parliamo di lavoro a livello globale, ha proseguito Camusso, la continua riduzione dei perimetri pubblici e degli interventi pubblici, degli investimenti pubblici e' una delle ragioni motivazioni della riduzione della giustizia sociale, insieme agli effetti della globalizzazione della lunga crisi, dell'aumento delle diseguaglianze  In questo senso, c'è un tema che riguarda noi su ciò che riusciamo a fare con la contrattazione ed un tema che riguarda gli Stati  nella loro pluralità e nella loro collettività, l'affermazione degli strumenti del dialogo internazionale ma la concretezza della contrattazione e del diritto di organizzarsi e del diritto di sciopero."  Per Camusso l'organizzazione internazionale deve riproporrre il tema del perimetro pubblico come tema sostanziale perchè se continuiamo ad immaginare che, invece, l'unica logica è quella del taglio dela spesa noi abbiamo un divario fra condizione dei lavoratori, domanda di giustizia sociale e possibilità di risposta a quella giustizia sociale che alimenta le diseguaglianze ma alimenterà anche un fenomeno di divisione interna in tutti noi, perchè le grandi aziende ricche potranno offrire delle risposte differenti da quelle che il resto del lavoro offrirà, determinando quegli effetti di corporativismo che sono a tutti noti e che accompagnano normalmente lo spostamento a destra del mondo." (19/11/2018-ITL/ITNET)


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