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AMBIENTE - RINNOVABILI - IL MEDITERRANEO UN MARE DI OPPORTUNITA' PER SVILUPPO SOLARE E FINORA NON SFRUTTATO

(2018-12-24)

  "Il Mediterraneo rappresenta una delle aree al mondo più attraenti per lo sviluppo di energia solare ed eolica. Giusto per fare un esempio, secondo le stime dell’Agenzia Spaziale Tedesca sarebbe sufficiente ricoprire di pannelli fotovoltaici il 2% del deserto del Sahara (un’area pari al Portogallo) per soddisfare la domanda mondiale di elettricità. L’irraggiamento solare del Nord Africa è infatti tra i più alti al mondo, ovvero di circa 3 volte superiore alla media europea. Allo stesso modo, il Nord Africa presenta altresì un ottimo potenziale eolico, avendo zone fortemente ventose come la costa atlantica del Marocco o il canale di Suez." Lo afferma Simone Tagliapietra is Research Fellow at Bruegel and Senior Researcher at Fondazione Eni Enrico Mattei.

Afferma Tagliapietra  "Nel corso degli ultimi anni, i paesi del Nord Africa hanno iniziato a sfruttare questo enorme potenziale, accrescendo tra il 2010 e il 2015 la loro capacità installata di energia eolica da 857 megawatt (MW) a 1,940 MW, e la loro capacità installata di energia solare da 74 MW a 382 MW.

Ma paradossalmente, nonostante questi progressi, sole e vento continuano a fornire un contributo del tutto marginale ai sistemi energetici dei paesi del Nord Africa – non solo per i grandi produttori ma anche per i paesi poveri di risorse proprie . Energia solare ed eolica contribuiscono, infatti, solo allo 0.01% del mix energetico dell’Algeria, allo 0.17% dell’Egitto, all’1.1%  del Marocco e allo 0.8% della Tunisia.

Nel quadro dell’Accordo di Parigi del 2015 sulla lotta al cambiamento climatico, anche i paesi del Nord Africa hanno adottato dei piani post-2020 per ridurre le emissioni di gas serra. Algeria, Marocco e Tunisia hanno incluso in questi piani anche degli obiettivi specifici sull’utilizzo delle energie rinnovabili al 2030, mentre l’Egitto ha adottato simili obiettivi nel quadro della sua strategia energetica nazionale.

Tuttavia, questi piani – spesso molto ambiziosi in termini di futuro utilizzo di energie rinnovabili – celano un importante caveat: la condizionalità ad aiuti esterni. In linea con gli altri paesi in via di sviluppo, anche i paesi del Nord Africa hanno, infatti, vincolato il raggiungimento di ambiziosi obiettivi di riduzione delle emissioni di gas serra ad un sostegno finanziario da parte dei paesi sviluppati. Una dinamica, questa, che nel gergo prende il nome di finanza per il clima. La finanza per il clima può dunque essere ben considerata come un elemento chiave nel determinare il futuro sviluppo delle energie rinnovabili in Nord Africa. Vediamo come.

Nell’ambito dell’Accordo di Parigi, i paesi industrializzati hanno confermato e rinnovato i propri impegni a favore dei paesi in via di sviluppo, per garantire sino al 2025 una cifra di 100 miliardi di dollari all’anno da investire in finanza per il clima. Con un contributo di 20 miliardi di euro all’anno, l’Unione Europea (UE) rappresenta il maggior contributore al mondo di finanza per il clima.

Negli ultimi anni, i paesi del Nord Africa hanno ricevuto crescenti flussi internazionali di finanza per il clima, ma questi volumi restano ad oggi limitati. Nel 2016, il totale ammonta a meno di 1 miliardo di dollari per sostenere progetti di energia rinnovabile, una cifra pari allo 0.8 percento dell’impegno finanziario annuale per il clima promesso dai paesi industrializzati nell’ambito dell’Accordo di Parigi.

Questo importo potrebbe essere aumentato in futuro, in particolare sulla base di un maggiore coinvolgimento europeo nella regione attraverso la Banca Europea degli Investimenti, il Piano dell’UE per gli Investimenti Esterni e la Banca Europea di Ricostruzione e Sviluppo. Tuttavia, un’azione europea più robusta in Nord Africa va collegata all’attuazione di alcune riforme del settore energetico necessarie ad abbattere quelle barriere agli investimenti privati in energie rinnovabili che ancora persistono in questi paesi. In particolare, due sono gli ambiti in cui il Nord Africa deve fare dei progressi per garantire maggiori investimenti nel settore: l’ambito regolatorio e l’ambito finanziario.

Per quanto concerne l’ambito regolatorio, soluzioni concrete da promuovere  includono: misure per aumentare la chiarezza e la trasparenza delle regole; provvedimenti atti a fornire supporto legale e amministrativo alle compagnie energetiche internazionali disposte ad investire nel paese; misure volte a migliorare la trasparenza ed i tempi delle procedure per la risoluzione delle controversie; riforma dei sussidi ai combustibili fossili; istituzione di sportelli unici per facilitare i processi autorizzativi di progetti di energie rinnovabili. Per quanto concerne l’ambito finanziario, soluzioni concrete da promuovere nella regione includono misure volte a rafforzare la capacità delle banche locali a finanziare progetti di energie rinnovabile e ad incoraggiare le transazioni con una valuta più stabile, oltre a norme per stabilire regimi fiscali favorevoli per le energie rinnovabili.

I paesi del Nord Africa che si riveleranno più determinati nell’implementare tali misure, veramente necessarie per uno sviluppo sostenibile del mercato delle rinnovabili, dovrebbero essere oggetto di maggior sforzo di finanza per il clima da parte europea.

Ciò permetterebbe loro di far fronte alla loro crescente domanda di energia in modo sostenibile, sia sotto il profilo ambientale che sotto il profilo economico.

Ma un maggior ruolo dell’Europa in questo settore garantirebbe sicuri vantaggi anche all’Europa stessa. Sostenere lo sviluppo sostenibile dell’energia in Nord Africa implicherebbe infatti: i) l’apertura di nuove opportunità commerciali per le compagnie energetiche europee in mercati in forte crescita; ii) la promozione di export europeo di tecnologie rinnovabili nella regione; iii) la garanzia di stabilità delle future esportazioni di gas naturale dal Nord Africa verso l’Europa, consentendo a questi paesi di soddisfare la crescente domanda di elettricità con le rinnovabili anziché con il gas; iv) un contributo significativo alla lotta contro il cambiamento climatico, in linea con gli impegni dell’Accordo di Parigi.

Una più forte cooperazione tra le due sponde del Mediterraneo nel settore delle energie rinnovabili può dunque offrire grandi opportunità a tutti gli attori coinvolti. Considerando l’importanza strategica del Mediterraneo per il futuro dell’Europa, pare davvero necessario non sprecare questa preziosa opportunità." conclude il ricercatore italiano su Aspenia International. (24/12/2018-ITL/ITNET)

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