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CULTURA ITALIANA NEL MONDO - MUSEI NASCOSTI - A BAGNACAVALLO L'INCISIONE E' D'OBBLIGO: IL MUSEO DELLE CAPPUCCINE NE OSPITA UNA RICCA PREZIOSA RACCOLTA DI OPERE DA DURER AGLI AUTORI CONTEMPORANEI

(2019-01-02)

  Ancora pochi giorni per la chiusura della mostra sulle incisioni di "Max Klinger:inconscio, mito e passioni alle origini del destino umano" (il 13 gennaio) al  Museo delle Cappuccine di Bagnacavallo, una cittadina poco conosciuta il cui Museo vanta, invece, una preziosa raccolta di Stampe Antiche e Moderne che risale al 1990. Ricchissimoil  patrimonio di opere grafiche da Dürer  fino agli autori contemporanei.
Notevole la collezione di circa 11mila fogli acquisiti per donazione dei singoli autori moderni a cui Bagnacavallo ha dedicato eventi espositivi o in seguito alla pubblicazione del Repertorio degli Incisori Italiani. Circa 1500 incisori italiani, cui il museo  intende assicurare ed assicurarsi  un ruolo di rilievo nel tramandare l’intera storia recente dello sviluppo dell’incisione.

L’opera di Max Klinger (1857-1920) , in mostra fino al 13 gennaio, rappresenta un capitolo fondamentale dell’arte europea tra Otto e Novecento e della storia dell’incisione.
La mostra a Bagnacavallo ripercorre l’intero iter espressivo dell’artista tedesco con oltre 150 opere appartenenti ai suoi celebri cicli di incisioni, capolavori indiscussi della grafica moderna.

Artista versatile, pittore, scultore, incisore, musicista, teorico, abilissimo disegnatore, Klinger sperimentò tutte le possibilità del “bianco e nero” con maestria assoluta. Le sue “visioni” dal fascino sottile e ambiguo, oscillanti tra la realtà quotidiana, gli splendori del mito e il buio più profondo del nostro inconscio, oltre a rappresentare una delle vette dell’incisione simbolista, seppero anticipare molti temi centrali di alcuni tra i più importanti movimenti artistici del Novecento, dal surrealismo alla metafisica, in singolare dialogo con le ricerche della psicanalisi di Freud.
Secondo Käthe Kollwitz, Klinger «ha toccato tutti i registri della vita, ne ha colto la potenza, la magnificenza, la tristezza e le ha interpretate per noi».(02/01/2019-ITL/ITNET)

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