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LAVORO - ITALIANI ALL'ESTERO: SUD AFRICA - AL VIA "SALARIO MINIMO GARANTITO. DIBATTITO IN PARLAMENTO SU SALARIO DI SUSSISTENZA.

(2019-01-03)

  Dal I gennaio al via in Sud Africa il "salario minimo" garantito per il sostegno alle categorie di lavoratori più poveri.

  Una presa di posizione da parte del Presidente eletto nel mese di aprile, che ha favorito il varo di una legge che va incontro alle esigenze di una popolazione fortemente indebolita dalla disoccupazione.
L'iniziativa è stata applaudita dalla stesse autorità eccelsiastiche cattoliche.

Esprimiamo il nostro plauso al Presidente e al gabinetto per aver compiuto il primo passo verso l'eliminazione delle disparità salariali e per affrontare la difficile situazione dei lavoratori poveri” afferma Sua Ecc. Mons. Abel Gabuza, Vescovo Coadiutore dell’Arcidiocesi di Durban e Presidente della Commissione Episcopale “Giustizia e Pace” della SACBC (Southern African Catholic Bishops’ Conference) in una nota inviata all’Agenzia Fides sull’entrata in vigore, il 1 ° gennaio 2019, della legge che introduce il salario minimo garantito.

Il salario minimo nazionale prevede che i lavoratori più deboli guadagnino 3500 Rand (circa 212 Euro) al mese. Mentre, allo stato attuale per poter guadagnare 3500 Rand al mese, un lavoratore dovrebbe lavorare 40 ore a settimana.Ed, invece, un'alta percentuale di lavoratori più deboli lavora meno di 40 ore a settimana e quindi non otterrebbe la somma stabilita dalla legge”.

Tuttavia, le stesse autorita' ecclesiastiche segnalano che la Commission for Conciliation, Mediation and Arbitration - CCMA (Commissione incaricata di risolvere le dispute tra datori di lavoro e lavoratori non ha la capacità adeguata per soddisfare la crescente domanda di servizi, compresa l'applicazione del salario minimo nazionale. Inoltre, l'accesso finanziario e geografico agli uffici della CCMA e al Dipartimento del lavoro continua ad essere un problema soprattutto per i lavoratori poveri delle province rurali.
Dunque, il Governo dovrà vigilare attentamente che la legge venga attuata, anche perchè  la legge non introduce misure per  i datori di lavoro che non si adeguano e continuano a sfruttare le persone più vulnerabili.Tant'è che molti datori di lavoro hanno già annunciato una riduzione dell'orario di lavoro settimanale

Di qui la richiesta, piu' volte avanzata dai sindacati di un " salario di sussistenza" che sia adeguato al costo del tenore di vita e non solo alle esigenze del mercato del lavoro, per sopperire alle esigenze fondamentali dei più poveri.(03/01/2018-ITL/ITNET)

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