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PATRONATI ITALIANI NEL MONDO - BREXIT - MALPASSI (PRES. INCA UK / ITACA): "SITUAZIONE DIRITTI INSOSTENIBILE PER COMUNITARI: "PREMIER CONTE CHIARISCA IMPEGNO GOVERNO SU NO DEAL A TUTELA CITTADINI ITALIANI"

(2019-01-18)

  ITALIANNETWORK/Italialavorotv  prosegue ((http://www.italiannetwork.it/video.aspx?id=2703) )  l'analisi della situazione degli italiani nel Regno Unito on Andrea Malpassi, Presidente Patronato INCA UK e Presidente dell'Associazione transnazionale per le comunità italiane all'estero -  ITACA  -per quanto attiene ai loro diritti allorchè la  Brexit divenga fatto compiuto.

In realtà, rispetto all'ultimo incontro  (http://www.italiannetwork.it/video.aspx?ln=it&id=2650) chiuso con l'auspicio che il Regno Unito chiarisse defiitivamente la posizione dei cittadini comunitari sul territorio britannico per il prossimo futuro, non a è migliorata. Anzi, se possibile, sembra essere ancor più complessa per gli oltre 700.000 comunitari.

"Le ultime vicende sulla vicenda Brexit - afferma Malpassi - ci consegnano un quadro decisamente caotico a seguito del respingimento della proposta di Deal, presentata dalla Premier MAY, e non solo dall'opposizione ma anche  della maggioranza del Partito Conservatore, oltre che da DUP.
E ciò nonostante all'interno del partito conservatore ci siano due istanze: quella di coloro che propugnano una hard Brexit - cioè coloro che vogliono un'uscita dura, senza accordo, e dall'altra la volontà di non uscire dall'Unione Europa.
Di qui il caos, una vera e propria confusione all'interno dello stesso Governo, che naturalmente colpisce moltissimo! dichiara Malpassi,puntualizzando :  "Dobbiamo essere onesti, la situazione rischia di svilupparsi su una sorta di piano inclinato.

Theresa May ha ottenuto si' la fiducia per andare avanti come Premier britannico e sta cercando di incontrare tutti per riproporre di fatto lo stesso piano, ma non è però chiaro se dall'Europa le arriveranno i soccorsi con la possibilità di cambiare la proposta. Questo è il suo tentativo. e lo fa cercando di riproporla come gruppo parlamentare per ottenere una maggioranza da qui fino alla fine del mese. Le trattative ed i dialoghi, però, come leggiamo, ci consegnano sempre più una situazione di caos !"

Poi, il Presidente dell'INCA UK spiega "Parlavamo di Piano inclinato perchè: allo stato attuale all'interno del Parlamento britannico è ampiamente maggioritaria l'obiezione che non si debba arrivare all'uscita senza accordo. Dopodicchè all'interno degli stessi partiti politici - ed anche all'interno dello stesso Labour Party, ovvero del principale partito d'opposizione - le posizioni sono diverse. Ogni gruppo ha un'idea diversa: c'è chi vuole tornare al voto attraverso un secondo referendum; chi vuol far consumare diversamente questa esperienza di Governo e votare con le elezioni politiche di un nuovo Governo; chi vorrebbe un accordo ma diverso rispetto a questo; chi vorrebbe un accordo come questo ma con alcune modifiche. Di fatto molti sono contrari  ad un'uscita senza accordo ma questa maggioranza trasversale è così divisa all'interno che si rischia di vedere l' uscita del 29 marzo senza nessun accordo, ovvero nel modo peggiore possibile sia per il Regno Unito che per il resto d'Europa e soprattutto per i cittadini europei nel Regno Unito e britannici in Europa.
In buona sostanza, si è arrivati a questo punto perchè la palla sul piano inclinato ha rotolato troppo velocemente e nessuno, pur volendo tutti fermarla, è stato in grado di farlo" è il commento del Presidente del Patronato INCA nel Regno Unito.

Il che comporta che  per quanto riguarda i diritti dei nostri cittadini il tutto rimane "fumoso".

"Che questo sia un tema estremamente serio per i nostri connazionali in quanto comunitari e, dunque, per tutti i tre milioni residenti nel Regno Unito, glielo dice il fatto che il  capo dei falchi, ovvero di quelli che vogliono andarsene sbattendo la porta senza nessun accordo e  che si sta pure candidando alla guida dei Tories,  Boris Johnson , ha dichiarato che 'sarebbe serio da parte del Regno Unito promulgare comunque una legge che chiarisca  ai cittadini comunitari cosa succedera' .

Sottolineo che lo ha detto  colui che vuol uscire nel peggior modo possibile "  Da ciò ci si rende conto che nel Regno Unito ci sono tre milioni di persone che lavorano studiano, hanno creato una famiglia, pagano un mutuo... pagano tutto  ed hanno investito tutta la propria vita nel Regno Unito, e rendono forte il Paese culturalmente, socialmente ed economicamente ma rimangono  in una situazione "sospesa". Attendono le decisioni che prenderà  il Parlamento, leggono di minuto in minuto le agenzie di stampa, le dichiarazioni, cercano di interpretare all'interno di un discorso fatto dalla Camera dei Comuni cosa significherà per loro concretamente rimanere in quel Paese. Una situazione insostenibile. Occorre una forte serietà da parte del Regno Unito nel dire una parola chiara e precisa  non solo per nostri connazional ma per quei tre milioni di persone che in quel Paese vivono ed operano".

Da parte del governo italiano ?

"Abbiamo sentito il Premier Conte affermare che la situazione è tutta sotto controllo ed il Governo sta seguendo ,ovviamente preparatissimo , questa situazione ." afferma Andrea Malpassi, che tuttavia puntualizza "resta il fatto che il nostro paese resti l'unico che non ha indicato una persona di riferimento all'interno della Brexit nel Governo .

Per questo , abbiamo visto che ci sono state interrogazioni parlamentari, richieste forti da parte dei parlamentari dell'opposizione che chiedono che sia indicato e chiarito quale sia l'impegno di questo Governo non solo rispetto alla Brexit ma rispetto a questa sciagurata ipotesi dell'uscita brutale il 19 marzo, che purtroppo in questo momento dobbiamo prendere in considerazione.

Il governo attuale, comunque, non ha predisposto nulla rispetto a questa ipotesi. Leggiamo che altri Governi, come quello francese, tedesco...hanno cominciato a mettere in campo iniziative concrete. Anche cominciando ad investire soldi in questa evenienza  per cercare di tutelare i cittadini all'estero e ragionare sui cittadini britannici che sono nel proprio territorio.  Penso che questa condizione sia inevitabile  ed il Governo debba affrontarla e dovrebbe esercitare all'interno dell'Unione Europea un ruolo importante perchè si giunga ad una situazione chiaramente la migliore possibile. Fino ad oggi non è stato fatto, evidentemente.    Però siamo alle ultime ore possibili !" E' l'invito del rappresentante del Patronato al Governo da un osservatorio, come il patronato, molto prossimo alle esigenze della numerosissima comunita' italiana nel Regno Unito. (18/01/2019-M.F.-ITL/ITNET)

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