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CULTURA ITALIANA NEL MONDO - MODERNI MECENATI - FAR RINASCERE A VENEZIA IL TEATRO SAN CASSIANO PRIMO TEATRO D'OPERA PUBBLICO AL MONDO: INIZIATIVA IMPRENDITORE BRITANNICO PAUL ATKIN

(2019-06-04)

  Il conservatorio Benedetto Marcello di Venezia ospitera' dal 13 al 16 giugno prossimo un convegno finalizzato alla ricostruzione del Teatro San Cassiano, costruito nel 1637.  Il progetto nasce dall'intenzione dell'imprenditore britannico  Paul Atkin, amante e profondo conoscitore del teatro d'opera italiano, il quale si propone di riportare a Venezia l’opera barocca “filologica” ricostruendo l’originario Teatro, distrutto da Napoleone nel 1812, e che fu il primo teatro moderno pubblico per l’opera al mondo. 
Questo atto epocale  - spiega Paul Atkin - diede origine a una repentina diffusione internazionale del genere operistico; ciò conferì a Venezia il ruolo di capitale e il Teatro San Cassiano venne acclamato, da quel momento in avanti, come il primo teatro d’opera pubblico al mondo, la culla del melodramma così come lo conosciamo.  Eppure - prosegue Atkin
- non esiste oggi alcun monumento, non una celebrazione, non un teatro del genere sopravvissuto in tutta l'Italia.

In contemporanea con il convegno verrà allestita una mostra che illustrerà nei dettagli il piano per ricostruire il Teatro San Cassiano nel suo originario splendore e gli obiettivi che si vogliono raggiungere.
Quest'ambiziosa sfida, che  parte dall’iniziativa dell’imprenditore londinese  Paul Atkin, si avvale della collaborazione di grandi esperti e studiosi, e mira a ricreare qualcosa di straordinario per Venezia e per il mondo dell’opera, per ridare alla ‘Serenissima’ quel ruolo di capitale mondiale del melodramma, che ebbe per tutto il ‘seicento’ e ‘settecento’.

Un'iniziativa fortemente sostenuta da Andrea Marcon, fondatore e direttore artistico della Venice Baroque Orchestra / Professore di clavicembalo, organo alla Schola Cantorum Basiliensis

Il teatro sarà tanto fedele all’originale - spiegano gli organizzatori - quanto sarà reso possibile dalle ricerche accademiche e dalle competenze artigianali, così da realizzare un teatro d’opera barocca pienamente funzionante e specializzato, completo di macchine di scena, scenografie mobili, dei ex machina, effetti speciali e un ambiente acustico unico.

Il teatro riporterà a Venezia l’opera barocca messa in scena in modo storicamente consapevole (“HIP”) e farà in modo che entrambi, il teatro e Venezia, diventino il centro mondiale preminente per la ricerca, la sperimentazione esplorativa e la produzione “HIP”, così da studiare e celebrare l’opera barocca, letteralmente, attraverso la sua rappresentazione e la sua resa sonora sul piano orchestrale

In contemporanea al convegno sarà allestita anche una piccola mostra gratuita, aperta alla cittadinanza, che culminerà con un giorno di apertura al pubblico, domenica 16, dove gli organizzatori dell'iniziativa saranno disponibili a rispondere alle domande degli intervenuti

Il progetto mira, inoltre, a realizzare la capacità storica unica del Teatro San Cassiano di essere una società indipendente, economicamente sostenibile e autosufficiente con notevoli opportunità di crescita a lungo termine.
Il progetto sarà finanziato per intero privatamente, non chiederà aiuti o finanziamenti pubblici.

Lo spettacolo è sempre stato l’essenza dell’opera. Dal 1637 in avanti, i teatri veneziani non solo offrirono la miglior musica eseguita dai più valenti cantanti, strumentisti e ballerini del tempo, ma utilizzarono anche la più recente tecnologia, cioè macchine di scena, scenografie ed effetti speciali per calare le opere in un mondo magico di dei ex machina, mari ondosi, tempeste, stelle scintillanti e scenografie che mutavano in un batter d’occhio. Si trattava di qualcosa che non si era mai visto o udito prima e purtroppo è così da allora.

A Venezia, infatti, il Gran Teatro La Fenice, il Teatro Goldoni e il Teatro Malibran hanno cambiato nel tempo la loro
fisionomia, così da specializzarsi rispettivamente nell’opera lirica, nel teatro di prosa e nei concerti sinfonici; ma nessuno ha macchine di scena, attrezzature o infrastruttura necessarie per inscenare opere barocche “HIP”, e nessuno offre quel tipo di teatro, piccolo e intimo, che caratterizza il Teatro San Cassiano. La Fenice riconosce saggiamente che la sua sala è troppo ampia per mettere in scena l'opera barocca e da molti anni ha smesso di farlo; e se il Malibran propone ancora alcune produzioni, l’opera barocca vera e propria viene eseguita di rado oggi a Venezia, dove non rimangono monumenti storici attraverso i quali commemorare ciò che la città ha donato al mondo, né una testimonianza viva che abbia rilevanza nel presente. A Venezia non esiste, quindi, un teatro attivo capace di porsi alla guida degli entusiasmanti sviluppi che riguardano l’opera barocca, la quale continua a crescere e a prosperare. E questo - concludono i promotori della rinascita del Teatro San Cassiano -  lascia un vuoto, ma crea anche un’opportunità: ricostruire il teatro. Ciò risponderebbe alla necessità, a Venezia (e naturalmente in Italia), di quel tipo di teatro, piccolo e intimo, che plasmò lo sviluppo dell’opera (e dell’opera veneziana in modo particolare) nel Seicento e nel Settecento.

C'è e ci sarà sempre un solo Teatro San Cassiano. L’insito valore storico, culturale e musicale di questo teatro ricostruito nel cuore di una delle destinazioni più famose del mondo lo renderà un centro ineguagliabilmente emblematico e prestigioso per l’opera barocca, in grado di attrarre i più grandi direttori d’orchestra, cantanti e strumentisti al mondo. Il teatro e la sua produzione musicale creeranno così un’eredità viva della gloriosa storia di Venezia come culla dell’opera pubblica ma guarderà anche al futuro per restituire alla città il ruolo di principale centro nel settore della musica barocca nel ventunesimo secolo.

Il teatro completerà la reputazione di Venezia come uno dei grandi centri culturali del mondo, contribuirà alle imprese locali e aumenterà l'occupazione nella città." Ed afferma l'imprenditore britannico  "Essendo l'unico teatro d'opera barocca pienamente attivo al mondo, avrà il monopolio garantito globale del suo mercato attraverso tutti i formati multimediali. Il suo status emblematico, la sua posizione e il suo modello operativo forniranno le condizioni ideali per investire nell'opera, per investire a Venezia. In tal modo, non solo contribuirà all'eredità culturale di Venezia, ma contribuirà alla sua conservazione offrendo un modello turistico migliore garantendo rendimenti più elevati per persona a un tasso di impatto inferiore.

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Il Dr Atkin è un fondatore di società, imprenditore e musicologo con oltre trent’anni di esperienza in ambito aziendale e con un dottorato di ricerca in musicologia sulla produzione operistica a Modena nel tardo Seicento. Ha avuto l’idea di questo progetto per la prima volta nel 1999, assistendo a una produzione del Giulio Cesare presso lo Shakespeare’s Globe. La limpidezza della rappresentazione era talmente arricchita dall’ambientazione rinascimentale storicamente consapevole di Mark Rylance—in contrapposizione all’ambientazione romana antica—che comprese subito che cosa si sarebbe potuto ottenere se Venezia costruisse un Globe tutto suo nel quale approfondire davvero l’esecuzione “HIP” dell’opera barocca. Nel 2014 ha venduto la sua società per potersi dedicare alla ricostruzione del Teatro San Cassiano. (04/06/2019-ITL/ITNET)

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