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ITALIANI ALL'ESTERO - GLI ITALIANI DI FRONTIERA A VINCI PER INCONTRARSI E GUARDARE AL FUTURO IN UNA DIMENSIONE POLIDRIETICA

(2019-06-04)

Vinci, il borgo natale di Leonardo, è divenuto sinonimo di genialità italiana grazie al Maestro e come tale è stato scelto quale sede di un evento che vedrà riunirsi l'8 giugno prossimo  donne ed uomini del nostro secolo per celebrare la genialità del nostro Paese, e di coloro che vivono anche oltrefrontiera.
L'iniziativa è promossa dal giornalista Roberto Bonzio, che ha lanciato il progetto "italiani di frontiera", dopo aver conosciuto personalmente i numerosi italiani che lavorano nella Silicon Valley, come ricercatori ma anche imprenditori, coloro che ha definito  “Pionieri, esploratori. Non guardiani”, da cui il titolo dell'incontro.

L'iniziativa sarà dedicata, in particolare, a Federico Faggin, che alla Valley ha dato un importante contributo negli anni '70, essendo stato  uno dei  padri del microchip e ideatore della tecnologia touch screen: invenzioni che hanno profondamente rivoluzionato il mondo del lavoro e, più in generale, la nostra vita quotidiana dalla fine degli anni ottanta ad oggi.

Assieme a Faggin altri italiani "eccellenti inventori" in Italia ed all'estero, dando vita ad un incontro particolarmente accattivante non solo per l'apporto di personalità di alto valore sociale ma anche per la poliedricità dell'incontro, che permetterà di incrociare "saperi" ed esperienze nei più diversi campi all'insegna di una identità italiana che si distingue per la peculiarità dell'approccio sistemico ad ogni questione per quanto complessa essa sia, come illustra lo stesso Faggin (https://youtu.be/IJE-9ls8Nig) in un interessante video, girato dallo stesso Roberto Bonzio.

Un incontro, quello che si terrà a Vinci, a Villa Vignozzi, che vuol "cercare di proiettare verso il futuro e verso nuove frontiere un’italianità che non ha nulla a che vedere con banali rivendicazioni nazionalistiche, ma che invece affonda le sue radici in una capacità di affrontare in modo sempre innovativo e creativo le sfide della complessità attuale.
È anche questo il senso del non volersi rassegnare a essere meri “guardiani” o conservatori di una genialità italiana troppo spesso declinata al passato" spiega Bonzio.
" La linea guida di questa iniziativa – e del resto anche del lavoro dello stesso Faggin – conclude il giornalista, è quindi lo sforzo di tenere insieme arte e tecnologia, scienza e spiritualità, all’interno di una prospettiva dove funzionalità ed etica possono e devono tornare a convivere, proprio come emerge ancora oggi dai progetti del genio vinciano."

Bonzio, giornalista all’agenzia internazionale Reuters a Milano, dopo aver collaborato con diverse riviste (fra cui -D di Repubblica, Gente Viaggi, Tuttoturismo, e prima ancora al Gazzettino di Venezia, ha lasciato il suo lavoro alla Reuters nel 2011 per dedicarsi al progetto "Italiani di frontiera", per il quale è stato premiato dall’Associazione Ca’ Foscari Alumni dell'Università di Venezia. (04/06/2019-ITL/ITNET)

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