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CULTURA ITALIANA NEL MONDO - AL GIFFONI "AQUILE RANDAGIE" DI GIANNI AURELI EVENTO SPECIALE SUL MONDO SCOUT ED IL SUO IMPEGNO NELLA RESISTENZA

(2019-07-08)

Per la prima volta un film italiano racconta il mondo Scout, il suo rapporto con la Resistenza e l’avventura di ragazzi che salvarono centinaia di vite dalla persecuzione nazifascista

Sarà presentato in prima mondiale come Evento speciale al Festival di Giffoni 2019 – l’appuntamento internazionale dedicato al cinema e alle arti per i ragazzi – Aquile Randagie, esordio al lungometraggio di Gianni Aureli. Il film che per la prima volta nella nostra cinematografia racconta in profondità il mondo degli Scout italiani, e lo fa da una prospettiva inattesa, intrecciando una storia dello scoutismo alla Storia della Resistenza italiana. Due mondi che hanno coinvolto e coinvolgono tanti giovani, per un racconto dedicato ai ragazzi e
centrato su un valore sentito oggi come in forte crisi, e fortemente necessario: la partecipazione, sociale e politica.

Prodotto da Finzioni Cinematografiche con il contributo di Mibact, BPER, Lombardia Film Commission, AGESCI, MASCI, Istituto Luce Cinecittà e grazie anche ai due crowdfunding di Produzioni dal Basso e CentoProduttori, il film è distribuito da Luce-Cinecittà che lo porterà sugli schermi dal 30 settembre 2019 con un’uscita evento che coinvolgerà direttamente l’associazionismo scout italiano.

Scritto dal regista Gianni Aureli insieme a Massimo Bertocci, Francesco Losavio, Gaia Moretti,
Aquile Randagie intende restituire lo spirito del racconto per ragazzi, con l’avventura,
l’attrazione del racconto storico e di azione, e i valori di quel mondo scout che in Italia conta
oggi almeno 200.000 iscritti, e che tanti giovani in passato hanno frequentato. Un mondo
associazionistico e un’esperienza che ha toccato centinaia di migliaia di persone nel nostro
paese, una realtà importante della formazione e della nostra cultura. E tanto più forte il
messaggio per i ragazzi in quanto il perno della storia è un gruppo di giovani e giovanissimi
‘fedeli e insieme ribelli’, che decise di dire no a imposizioni e violenze del regime e
dell’invasione nazifascista, alla fine contribuendo – affiancandosi a pericolose azioni dei
partigiani - alla salvezza di centinaia di vite, di cittadini ebrei e perseguitati politici.
E contribuendo a quella saldatura di valori sociali, di solidarietà, di amore per la patria e di
pensiero critico, comuni al mondo cattolico e a quello progressista, che daranno alla
Repubblica i suoi slanci più alti.

Il cast di interpreti di Aquile Randagie è composto prevalentemente da giovani e giovanissimi
attori professionisti, tra cui i protagonisti Teo Guarini, Alessandro Intini, Romeo Tofani,
Marco Pratesi, Anna Malvaso, in una scelta aderente al coraggio e intraprendenza dei ragazzi
del racconto. A interpreti di intensa esperienza come Ralph Palka, Pietro De Silva, Marc Fiorini,
sono affidati ruoli di figure storiche o rappresentative, che innervano il tempo storico del film:
il nazista, la vittima delle violenze, il Cardinale Schuster, Monsignor Montini (che sarà Paolo VI)
e naturalmente Sir Robert Baden Powell, il fondatore dello scoutismo internazionale.
Aquile Randagie sarà presentato a Giffoni Experience, ai jurors della 49ma edizione, Lunedì
22 luglio, alla presenza del regista Gianni Aureli, della sceneggiatrice e produttrice esecutiva
Gaia Moretti, e degli interpreti Alessandro Intini, Teo Guarini, Romeo Tofani e Anna
Malvaso.

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Milano, Italia, ventennio fascista. Tutte le associazioni giovanili vengono chiuse per decreto del
Duce, compresa l’associazione scout italiana. Un gruppo di ragazzi decide di dire di no, e fonda
le Aquile Randagie: giovani e ragazzi, guidati da Andrea Ghetti e Giulio Cesare Uccellini, detto
Kelly, che continuano le attività scout in clandestinità, per mantenere la Promessa: aiutare gli
altri in ogni circostanza.

Il gruppo scopre la Val Codera, una piana tra gli alberi segreta e impervia a poche ore da
Milano, e ne fa la sua base per campi e uscite clandestine. Il fascismo non li ignora, li segue, li
spia, arrivando a pestare a sangue Kelly, che perde l’uso di un orecchio. Ostacoli e violenze
non fermano però le Aquile. Dopo il 1943, i ragazzi danno vita al movimento scout clandestino
che supporterà la resistenza fino alla fine della guerra. Insieme ad alcuni docenti del collegio
San Carlo di Milano, le Aquile Randagie entrano a far parte di OSCAR - Organizzazione Scout
Cattolica Assistenza Ricercati. Insieme combatteranno il regime prima con beffe plateali, poi
con azioni mirate che permetteranno di far superare il confine italiano e raggiungere la
Svizzera a più di 2000 persone ricercate dai nazifascisti: ebrei, perseguitati politici e chiunque
avesse bisogno di fuggire le persecuzioni, e una probabile morte.

Alla fine della guerra, clamorosamente e con coerenza, le Aquile Randagie tuteleranno
tedeschi e italiani autori di violenze, ricercati dai partigiani, chiedendo per loro una giusta
pena con un processo giusto.
 
"Raccontare la storia delle Aquile Randagie in un film è un’idea stimolante, una sfida creativa,
ma soprattutto un atto dovuto." afferma il regista
L’associazione concettuale dello scautismo alla Resistenza è un pensiero sicuramente
innovativo che lascia quantomeno incuriosite tutte le persone che ne vengono a conoscenza.
Perché di questo si parla: le Aquile Randagie erano un gruppo di scout di Milano e Monza che
decisero di ribellarsi alla decisione del fascismo di chiudere tutte le associazioni giovanili che
fossero differenti dall’Opera Nazionale Balilla, inclusa quindi l’ASCI, l’Associazione Scout
Cattolici Italiani. Avevano fatto una Promessa, di servire la Patria e di aiutare il prossimo, e

quindi con l’uniforme sotto gli abiti borghesi, e sempre alla ricerca di qualche luogo dove
indisturbati poter
proseguire le loro attività all’aria aperta questi giovani, fedeli (alla promessa) e ribelli (al
regime), sfidarono il fascismo per anni, portando avanti gli ideali di solidarietà e speranza
propri dell’Associazione Scout. Con l’inizio della guerra poi e dopo l’8 settembre, il
coinvolgimento con la Resistenza è stato via via maggiore, fino alla fondazione dell’OSCAR.
La particolarità di tutto questo è che i protagonisti di queste avventure sono dei ragazzi, tra i
14 e i 20 anni, che hanno dimostrato coraggio, adesione, spirito di sacrificio e lealtà al Paese.
Valori che, soprattutto oggi, devono essere memoria storica e viva.
I motivi per raccontare un film sulle Aquile Randagie sono quindi molteplici: raccontare una
parte di storia d’Italia che in ben pochi conoscono, rendere omaggio a una storia di coraggio
realizzata da giovani, essere d’ispirazione per i giovani di oggi.
Si tratta di un film diretto ai giovani, che vuole parlare loro con le parole dei giovani di un’altra
epoca, quando un altro mondo sembrava impossibile, ed invece il cambiamento si realizza
proprio grazie a loro: forse eroi, certo giovani fedeli e ribelli.. (08/07/2019-ITL/ITNET)

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