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PATRONATI ITALIANI NEL MONDO - NUOVA EMIGRAZIONE - MALPASSI (PRES.ITACA /INCA UK): L'IMPEGNO DI ITACA E PATRONATO INCA A SOSTEGNO DEI DIRITTI. L'ESIGENZA DI UN'EUROPA SOCIALE FORTE"

(2019-07-15)

  Al dibattito sui grandi temi dell'emigrazione italiana, dal voto all'estero alla rappresentanza parlamentare, al CGIE ed ai COMITES con l'esigenza di ricambio generazionale, ai benefici per il rientro delle risorse umane italiane all'estero, per parlare solo di alcuni degli argomenti presenti nel dibattito politico parlamentare, si affianca l'esigenza e l'urgenza di servizi da parte delle comunità italiane all'estero, siano esse iscritte all'Aire, o non iscritti all'Anagrafe degli Italiani residenti all'Estero, come spesso avviene nel contesto dei nuovi flussi migratori. 
  Esigenza a più riprese sottolineata come prioritaria da esponenti degli stessi Comites,

Servizi vecchi e nuovi che interessano anche le  giovani generazioni di expats, da non pochi definite ormai come una "vera e propria emergenza nazionale"  spesso impreparate a gestire un percorso migratorio, a cominciare dalla conoscenza della lingua della nazione in cui ritengono di poter trovare migliori occasioni di lavoro o quantomeno l'inglese, divenuta veicolo linguistico internazionale.  A rilevarlo lo stesso Andrea Malpassi, presidente dell'Associazione transnazionale ITACA e  Presidente dell'INCA Regno Unito, uno dei fronti "caldi" per l'emigrazione italiana nel mondo, sebbene si collochi ancora - sebbene non per molto - nell'Unione Europea.

Malpassi descrive questa mancata conoscenza  come "un vero e proprio "gap linguistico" che non permette di accedere non solo a posti qualificati ma anche ad un qualsiasi lavoro". Spesso si tratta di persone che non hanno mai studiato prima o studiato solo a livello scolastico una lingua straniera, laddove, in genere "purtroppo" il sistema scolastico italiano, soprattutto quello secondario, non offre grande attenzione alle lingue straniere."

" Il problema è molto diffuso e non riguarda solo il Regno Unito - sottolinea Malpassi  che è Presidente di INCA UK - perchè anche nei paesi come la Germania, l'Olanda o lo stesso  Belgio l'inglese  è richiesto come lingua di lavoro, spesso arricchita di vocaboli  tecnici. Di qui la richiesta di sostegno da parte di ragazze e i ragazzi per studiare e migliorare la propria conoscenza della lingua. Per cui, non a caso, abbiamo avviato, con alcune realtà importanti nel Regno Unito,
soprattutto a Londra e a Manchester, dei tavoli di conversazione in inglese, dove si può andare una o due volte a settimana, assistiti da un insegnante, il proprio livello di inglese.
Al contempo, accanto a quest' iniziativa, c'è stata la richiesta di aprire dei tavoli in lingua italiana non soltanto dai figli dei nostri emigrati, ma anche da pensionati britannici che amano il nostro Paese e vogliono andare in vacanza in Italia. Accanto a loro manager e professionisti che per lavoro hanno bisogno di approfondire e migliorare la propria conoscenza dell'italiano. Sicchè abbiamo cercato di riproporre queste esperienze dei tavoli di lingua, di lingua locale, in tutti i paesi dove siamo presenti.  Ci stiamo ragionando anche per il Belgio e  la Francia, e ci rifletteremo con l'INCA Germania, dove sappiamo che per gli italiani la lingua tedesca risulta  particolarmente ostica.

Anche l'INCA UK partecipa al progetto europeo TIDE power , anche punto è ?

“TIDE-POWER" -  Trade unions In Defense of POsted WorkERs - è un progetto che ha come capofila la Cgil. Ha coinvolto i sindacati di molti paesi in cui è forte il fenomeno del "distacco"  all'estero dei  lavoratori. In questo progetto sono coinvolte le  strutture dell'Inca  Romania, del Regno Unito e anche dell'Inca Slovenia, per preparare i nostri operatori sulle tematiche che riguardano i lavoratori distaccati. Si tratta di una realtà spesso sottovalutata, immaginando che il lavoratore sia protetto da chissà quale rete di tutela da parte dell'Azienda o dell'Ente, ma una volta all'estero, il lavoratore si ritrova, invece, in una situazione particolarmente complessa soprattutto dal punto di vista burocratico. Addirittura spesso più complessa di qualsiasi altra tipologia di migrante, perchè avendo un contratto di lavoro di un Paese straniero  ha difficoltà infinite, a partire dalla possibilità di stipulare un contratto di affitto, allacciare le utenze, ecc..  Per non parlare di quel che riguarda il fisco, il riconoscimento dei diritti di lavoro. Anche in questo caso si aprono partite burocratiche che richiedono di andare a scavare nelle pieghe del diritto locale.

Con TIDE-POWER saremo in condizione di avere, a partire dalla realtà del Regno unito, della Romania, della Slovenia, nostro personale particolarmente qualificato così da aprire sportelli dedicati. Devo comunque, precisare che  da anni abbiamo già investito in una realtà come quella italiana in Belgio che conosce le peculiarità del "distacco". Basta immaginare a Bruxelles quante sono le persone "distaccate presso che lavorano le istituzioni europee. Per cui abbiamo puntato sul personale di Bruxelles dando loro in Italia una formazione specifica, divenendo punto di riferimento  per questa tipologia di lavoratori che genericamente  non viene considerata come avente bisogno di aiuto".

ITACA partecipa ad un progetto di cooperazione transnazionale presentato dal Comites di Bruxelles e supportato dal Ministero degli Affari Esteri: il progetto ANTENOR. Quali gli sviluppi ?

  Il progetto punta ad un'Analisi delle Nuove Tendenze nell’Emigrazione Nazionale e mira a seguire, studiare ed analizzare la Nuova Emigrazione italiana in Europa, per individuarne i bisogni, facilitare l'integrazione socio-economica dei cittadini in mobilità nei Paesi di accoglienza e creare nuovi strumenti adeguati a rispondere ai nuovi bisogni.
Stiamo lavorando con il comitato scientifico sul tipo di interviste qualitative che verranno utilizzate per indagare sui bisogni della nostra nuova emigrazione, quella  andata via dall'Italia dopo il primo gennaio del 2015. In linea di massima si tratta di persone spesso non  iscritte all'Aire, che raramente hanno la residenza nel comune straniero in cui vivono.
Noi vogliamo far  emergere alcuni aspetti principali legati al genere, alla condizione della donna, al diritto alla maternità, alla genitorialità, alla possibilità di iscrivere i figli a scuola o registrarli negli altri paesi, i temi inerenti all'esportabilità dei diritti connessi alla disoccupazione quando si perde il lavoro all'estero se ci si è trasferiti da poco, e sull'esportabilità di alcuni diritti civili che in alcuni paesi sono riconosciuti ma in altri no. Penso ai matrimoni o alle adozioni tra persone dello stesso sesso.

Abbiamo riscontrato un interesse straordinario su quest'iniziativa, soprattutto da parte dei  Comites locali.  E, come avevamo detto fin dall'inizio, l'iniziativa  incontra esperienze che già esistono a livello locale. Comites ed  associazioni cercano, infatti, di portare avanti progetti del genere. ANTENOR farà, quindi, la sua parte, mettendosi a disposizione per costruire un lavoro sinergico che permetta anche alle esperienze locali di collegarsi  ad una rete più ampia."
Per il Presidente di ITACA si tratta di un fenomeno moltiplicatore molto interessante, "che - afferma - ritengo colga  appieno lo spirito del CGIE nel promuovere lavori sinergici. Anche l'esperienza, bellissima, del seminario dei giovani di Palermo questo ci racconta: che esistono energie e  intelligenze che devono essere colte e per questo motivo  dobbiamo metterci in condizione di lavorare insieme e  creare le occasioni per farlo"

Con il progetto Antenor partiremo subito dopo l'estate con la somministrazione delle interviste qualitative nei sei paesi coinvolti. Inoltre è già partito il focus sui Romeni che dall'Italia sono transitati, che vi hanno lavorato e sono andati in altri Paesi.
Come INCA e ITACA stiamo lavorando con il Ministero per i Romeni all'estero (vedi: ) e da settembre partirà questa fase di ricerca, studio e analisi, che ci permetterà, per la fine dell'anno e per l'inizio del 2020, di dar vita a tutta una serie di appuntamenti locali, in tutti i Paesi coinvolti, per presentare i risultati e ragionarvi con chi conosce la realtà localmente e far emergere  quelle che saranno le indicazioni per i soggetti che operano sul tema dell'emigrazione italiana all'estero."

Quanto ai rumeni...?

"Alla fine di gennaio abbiamo siglato un memorandum con il Ministero per i Rumeni all'estero, firmato dal Ministero rumeno, da Itaca e dalla Presidenza nazionale dell'Inca, con il quale abbiamo messo la nostra esperienza  sull'assistenza ai lavoratori a disposizione del Ministero dell'emigrazione rumena. In quest'ambito l' invito in Romania all'inizio del mese di Maggio, quale unica forza sociale fra i rappresentanti dei Ministeri degli Esteri di Paesi come l'Irlanda, la Germania, la Grecia, i Paesi dell'Est, l'Estonia, Cipro, per discutere,  nell'ambito della Presidenza rumena del semestre europeo, sul vantaggio che portano i migranti ai paesi in cui si insediano, sia  dal punto di vista economico che sociale e culturale. Peculiare, naturalmente, la nostra posizione di ente di natura sociale che dialoga direttamente con i migranti attraverso gli sportelli sui territori"

A questo proposito avete rilevato differenze significative nella presenza dei rumeni in Italia e negli altri paesi UE ?

"Le differenze principali che notiamo riguardano, in primis, la difficoltà nell'apprendimento delle lingue locali nei vari Paesi, mentre questo non accade per la lingua italiana che apprendono immediatamente e spesso arrivano in Italia parlando già perfettamente l'italiano. Di conseguenza negli altri Paesi presentano maggiori problematiche.
non conoscendo bene la lingua locale.
La seconda differenza rispetto alla nostra emigrazione storica è  più strutturale forse,  e riguarda la preponderante volontà del rientro in Romania, sulla quale impostano la loro vita lavorativa ed il rapporto con il Paese d'origine."

Come rappresentante di ITACA era presente al recente  Congresso della Confederazione Europea dei Sindacati che ha visto, tra l'altro, la riconferma del Segretario Generale l'italiano Luca Visentini, quali aspetti del dibattito condivide maggiormente ?

"Ciò che mi ha colpito di più, al Congresso di  Vienna, perchè penso che possa concretizzarsi, è la grandissima consapevolezza nel fatto che occorre dare una vera svolta sociale all'Unione Europea, ponendo da subito maggiore attenzione alle condizioni dei lavoratori, delle persone disoccupate, ai pensionati piuttosto che al "patto di stabilità" ed alla rigidità delle direttive per il mantenimento della soglia del 3% che ha finito con il riflettersi negativamente sulle spalle dei lavoratori.  In questo senso il sindacato europeo ha ben chiaro che occorre una forte svolta dell'Europa in questo senso perchè  l''Europa sia forte e non si sfaldi sotto le ondate di movimenti di natura sovranista e marcatamente xenofoba, che spesso prefigurano lo smantellamento dell'Europa in una serie di piccoli staterelli. Noi siandacalisti vogliamo che l'Europa sia unita, sia forte, che sia la voce di tutto il continente, perchè ci rendiamo conto che è l'unico modo per rafforzarlo e  far ritornare l'Europa al suo sogno originario, quello di un'Europa sociale. La difesa dei diritti dei lavoratori  è nata in Europa, è nel suo DNA, ed è quello che abbiamo esportato nel mondo. Ecco, per i prossimi 5 anni con il nuovo Parlamento siamo convinti che debba essere posto  al centro dell'agenda."

E' recente l'iniziativa di ITACA e INCA UK di vicinanza agli homeless...nel Regno Unito...

"Ci sono moltissimi giovani che arrivano in Gran Bretagna alla ricerca di un lavoro, sognando di trovare velocemente un lavoro che non è più così garantito, come succedeva in passato. Mentre si ritrovano in una realtà come quella del Regno Unito, economicamente dispendiosa ed in cui l'assistenza - come la sanità richiede un investimento del privato, per cui finiscono nella drammatica condizione dell'homeless."

Qual'è la situazione per quanto riguarda il Settled Status, il sistema di registrazione per i cittadini europei residenti nel Regno Unito dopo la Brexit per fornire il quale l'INCA è legalmente certificata  dall’Office for the Immigration Services Commissione. Il prolungamento dei tempi di uscita ha permesso un afflusso meno caotico ?

?Il servizio è disponibile negli uffici di Londra Islington, Londra Hammersmith, Manchester, Brighton e in Scozia.

"La domanda è assolutamente continua ed altissima. I nostri uffici, i nostri operatori nel Regno unito hanno avuto tutti l'abilitazione, e l'abbiamo avuta come struttura di Inca nel Regno unito, per seguire tutto l'iter ed ottenerlo dai nostri sportelli, qualora ne abbia diritto.
E', tuttavia, evidente che non c'è in questo momento nessun elemento di certezza su come andrà a finire questa
storia della Brexit.. C'è un clima politico di totale incertezza nonostante le dichiarazioni. Di conseguenza lo stato d'animo rimane  lo stesso da parte dei cittadini italiani: c'è una corsa per riuscire intanto ad ottenere quei documenti che in questo momento sembrano essere quelli necessari. I nostri uffici e i nostri sportelli sono pieni, tanto che a Londra ne abbiamo aperto un secondo  in una zona diametralmente opposta a quella dove eravamo tradizionalmente. In una città come Londra si tratta di distanze di decine di km. Sono molte anche le richieste on line , però tante volte per affrontare la pratica c'è' bisogno di avere una persona di fronte e quindi cerchiamo di essere presenti fisicamente in modo capillare con egli uffici di Londra Islington, Londra Hammersmith, Manchester, Brighton e in Scozia. " conclude Andrea Malpassi (15/07/2019-ITL/ITNET)

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