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SINDACATI ITALIANI NEL MONDO - FISCO IMPIEGATI CONSOLARI -CONFSAL UNSA COORD. ESTERI: STANGATA FISCALE IN DANIMARCA

(2020-08-06)

  Stangata fiscale per gli impiegati consolari e dell’Istituto italiano di cultura in Danimarca, anche se sembrava che la “dignità dei lavoratori”, per il nostro Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione internazionale, non fosse solo uno slogan." Afferma  una nota  del Sindacato Confsal Unsa Coordinamento Esteri relativa al trattamento fiscale dei lavoratori locali del MAECI in servizio presso le  rappresentanze italiane in Danimarca per i quali sottolinea che  " la difesa dei loro interessi sia rimasta  ai livelli di semplici slogan senza sostanza".

Il Sindacato CONFSAL UNSA ESTERI, che alla Farnesina detiene il maggior livello di rappresentatività, fa presente la nota - ha invocato ripetutamente il MAECI per evitare che questa fascia di impiegati venisse sottoposta al sistema fiscale danese, più oneroso e tra i più pesanti d’Europa. Impiegati che ora sono lasciati soli di fronte allo Stato danese, il cui fisco, dopo anni, si accorge che il MAECI, quale sostituto d’imposta, non applica l’accordo bilaterale come in esso previsto e richiede loro tutte le tasse pregresse.

In buona sostanza, spiega il sindacato " i danesi, nonostante gli interventi politici svolti nei loro confronti addirittura da parte del Presidente della Repubblica Mattarella, nonché da autorevoli rappresentanti del Governo, perseverano nell’avanzare le loro pretese fiscali, adducendo un argomento più che semplice: il
Memorandum sottoscritto vent’anni fa tra i due Paesi non è un accordo bilaterale, non è mai stata stipulata una modifica ufficiale a quest’ultimo e fino ad ora abbiamo semplicemente chiuso un occhio in attesa di una regolarizzazione da parte italiana. Per cui ora pagateci tutte le tasse pregresse!"

"Sulla testa dei lavoratori, spiega  Confsal Unsa Esteri, " considerati ora “evasori fiscali” vigeva un accordo basato di fatto su un semplice “Pro memoria” in calce alla convenzione italo-danese, che ora la Danimarca dichiara non vincolante. La parte italiana si è infatti semplicemente scordata di perfezionare l’accordo, al fine di evitare che un lavoratore venisse tassato dallo Stato in cui presta servizio, anziché dallo Stato per il
quale presta servizio e che lo assoggetta già al fisco.
Da mesi gli impiegati, tramite il loro sindacato  CONFSAL UNSA ESTERI, invocano: Signor Ministro,
non ci abbandoni!

I colleghi coinvolti chiedono da mesi a Luigi Di Maio d’intervenire sul Suo omologo danese con azioni
simili a quelle già portate a termine con successo da uno dei suoi predecessori, come già avvenuto
negli Stati Uniti. Le richieste di bonifica di un accordo formalmente imperfetto sono approdate solo ad
una limitata deroga che solleva gli impiegati dal pagamento di arretrati fino al 2016. La nostra diplomazia s’accontenta evidentemente, ma gli impiegati non possono accontentarsi! I costi che questi lavoratori dovranno sopportare sulla propria pelle e su quella dei propri familiari per gli anni dal 2018 al 2020 sono ingenti e si aggirano sui seguenti importi, tenuto conto, comunque, del fatto che la Direzione per il
Personale ha promesso un aumento retributivo:

CONCETTO : EURO 55.416,00; ESECUTIVI : EURO 46.367,00; AUSILIARIO: EURO 35.339,00

Per cui - prosegue Confsal - Il Sindacato dei lavoratori in servizio in Danimarca si aspetta dal Capo della Diplomazia italiana ogni azione volta alla effettiva tutela degli interessi e dei diritti dei nostri connazionali all’estero, di cui gli impiegati consolari sono parte integrante....." (06/08/2020-ITL/ITNET)

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