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SICUREZZA SOCIALE - EUROPA/LOTTA POVERTA' : DE SCHUTTER (ONU): "MINACCIA CHE INCOMBE SU 92 MILIONI DI PERSONE" COMMISSIONE UE AMBISCE RIDURLA DEL 50% ENTRO 2030

(2021-02-03)

  Olivier De Schutter, inviato speciale dell'ONU per la lotta alla povertà, è intervenuto alla sessione plenaria di gennaio del Comitato economico e sociale europeo (CESE) per presentare le conclusioni della missione da lui svolta presso le istituzioni dell'UE. Malgrado la crescita e la stabilità, la povertà rimane una questione tuttora irrisolta e una minaccia che incombe su circa 92 milioni di persone.

È possibile ridurre di metà la povertà entro il 2030, e questo obiettivo deve rappresentare una delle principali priorità del prossimo piano d'azione della Commissione europea per l'attuazione del pilastro europeo dei diritti sociali. Nel dibattito che si è tenuto alla sessione plenaria del CESE del 28 gennaio 2021, il relatore speciale delle Nazioni Unite sulla povertà estrema e i diritti umani Olivier De Schutter ha sottolineato che nell'UE una persona su cinque è a rischio di povertà e che il fenomeno è sempre più squilibrato sotto il profilo del genere, dato che colpisce soprattutto le donne e le famiglie monoparentali.

Citando le conclusioni della missione da lui condotta presso le istituzioni dell'UE, l'inviato speciale dell'ONU non ha poi taciuto alcune sue critiche al Green Deal, facendo presente che, pur includendo forti dimensioni sociali, questa nuova strategia per la crescita della Commissione europea non può sostituire una strategia di lotta alla povertà: "La riduzione della povertà non rappresenta un obiettivo a sé stante del Green Deal".

La Presidente del CESE Christa Schweng ha dichiarato che, anche prima della pandemia di COVID-19, nell'Unione europea una persona su cinque era a rischio di povertà ed esclusione sociale, un dato che indica una vera e propria sconfitta delle nostre società europee sviluppate. "Uno dei modi migliori per far uscire le persone dalla povertà e per scongiurarla è costruire la resilienza della società e quella individuale".

Le discussioni con i contatti presenti in numerosi paesi dell'UE e con i rappresentanti della presidenza portoghese hanno consentito di individuare tre difficoltà strutturali della lotta alla povertà:

1.  il dumping fiscale (concorrenza fiscale sleale) tra paesi dell'UE. Negli ultimi vent'anni la pressione fiscale si è gradualmente trasferita dalle grandi società, dalle imprese e dai contribuenti più facoltosi ai lavoratori, ai consumatori e alle famiglie a basso reddito.

2.  Le condizioni sociali e i costi del lavoro. Alcuni Stati membri dell'UE ritengono tuttora che sia possibile migliorare la competitività esterna in termini di costi riducendo i salari e i contributi sociali versati dai datori di lavoro.

3.  Il quadro macroeconomico che si è sviluppato all'interno dell'Unione economica e monetaria, e in particolare il patto di stabilità e crescita, che dovrebbe essere riveduto quanto prima. Inoltre, gli investimenti sociali nella sanità e nell'istruzione dovrebbero essere esentati dall'applicazione delle discipline di bilancio imposte ai paesi UE.

Il piano d'azione della Commissione europea per l'attuazione del pilastro europeo dei diritti sociali  pone tre obiettivi imprescindibili:

-  una strategia di riduzione della povertà entro il 2030 che si prefigga l'ambizioso traguardo di dimezzare il numero di persone a rischio di povertà.

-  La garanzia europea per l'infanzia, che deve assicurare a ciascun bambino dell'UE cinque elementi essenziali: accesso all'istruzione, educazione e cura della prima infanzia, cibo, alloggio e assistenza sanitaria. Perché la garanzia per l'infanzia diventi realtà, è fondamentale dare un sostegno alle famiglie garantendo loro un reddito dignitoso, un lavoro e l'accesso alle prestazioni.

-  Un nuovo strumento giuridicamente vincolante riguardante regimi di reddito minimo, che garantisca l'introduzione di regimi di reddito minimo adeguati in tutta l'UE e l'adesione degli Stati membri a una metodologia comune in materia.

Nel corso del dibattito i membri del CESE hanno sollevato alcuni punti essenziali sulla strategia di lotta alla povertà e sul lavoro svolto e le azioni realizzate dalle organizzazioni della società civile, e questi temi troveranno spazio nella relazione finale che De Schutter presenterà al Consiglio delle Nazioni Unite nel giugno 2021.

Il presidente del gruppo Diversità Europa Séamus Boland ha messo l'accento sul ruolo centrale svolto durante la pandemia dalle organizzazioni della società civile: "Rafforzare la sostenibilità della società civile europea, coinvolgerla nell'elaborazione e nell'attuazione del piano per la ripresa dell'Europa e aiutarla a ripensare le proprie strutture – sarà questo il nostro contributo alla riduzione della povertà nell'UE".

Aurel Lauren?iu Plosceanu, rappresentante del gruppo Datori di lavoro e presidente della sezione SOC del CESE, ha sostenuto con forza l'obiettivo di una garanzia per l'infanzia: "Prima della pandemia, il 25 % dei minori nell'UE era a rischio di povertà. I bambini sono i meno capaci di difendersi. La garanzia per l'infanzia è un'iniziativa al tempo stesso urgente e simbolica".

A nome del gruppo Lavoratori, Ferre Wyckmans ha aggiunto: "L'estrema povertà è un cancro sociale e un fenomeno persistente, ma è possibile combatterla con azioni e misure attive, come quelle di tipo strutturale su cui abbiamo voluto puntare i riflettori".

Infine, la Presidente Schweng ha sottolineato che, oltre ai finanziamenti, è necessario adottare un approccio alla povertà basato sui diritti, riconoscendo cioè che chi è vittima della povertà non è solo titolare di diritti, ma anche agente del cambiamento. L'impegno a non lasciare indietro nessuno implica la responsabilizzazione delle persone, di nuovo o per la prima volta, affinché svolgano un ruolo positivo nella società.

L'incarico di relatore speciale dell'ONU sulla povertà è stato creato per dare maggiore rilievo e importanza alla situazione critica di coloro che versano in condizioni di estrema povertà e mettere in evidenza le conseguenze sui diritti umani della sistematica negligenza di cui sono vittime.(03/02/2021-ITL/ITNET)
                   

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