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IMPRESE ITALIANE NEL MONDO - EXPORT - DECIO (SACE): "A FRONTE CRESCITA PIATTA COMMERCIO ESTERO EXPORT ITALIANO GUADAGNA QUOTE DI MERCATO - PUNTI DI FORZA SU CUI LAVORARE"

(2019-10-19)

  Intervenendo al convegno dei Giovani Imprenditori di Convegno dei Giovani Imprenditori a Capri  Alessandro Decio, Amministratore Delegato di SACE ha sottolineato il valore e la crescita delle imprese italiane che esportano, nonostante un contesto estremamente complesso, in cui ogni giorno assistiamo a un aggravarsi dell’incertezza e a un intensificarsi dell’escalation protezionista (es. ultima tornata di sanzioni che vede come contendenti Europa e USA; tensioni con la Turchia etc.).  "Questo - ha sottolineato l'amministratore delegato di sace -  ha inevitabili impatti sul commercio internazionale che nel primo semestre ha fatto segnare crescita zero
o Eppure, mentre il commercio internazionale è in frenata, l’export italiano continua a crescere: anche quest’anno ha fatto registrare un +2,7% nel primo semestre e si prepara a chiudere l’anno con un +3,4% secondo le previsioni SACE SIMEST.

A fronte di una crescita piatta del commercio internazionale, l’export italiano sta dunque guadagnando quote di mercato, con una perfomance che è superiore anche a quella dei nostri competitor più “temibili”, come la Germania, grazie a una molteplicità di fattori, che includono: i) doti imprenditoriali italiane; ii) diversità, flessibilità e versatilità della manifattura nazionale; iii) collaborazione e grande sforzo di lavoro comune: negli ultimi anni, si è davvero fatto un grande lavoro di Sistema, con Ministeri/Confindustria/SACE SIMEST che hanno lavorato insieme e hanno fatto la differenza.

Nel 2015 il nostro export rappresentava il 28% del PIL, oggi questa quota è salita al 33% circa. Ma dobbiamo puntare a una crescita ulteriore, dotandoci di obiettivi di medio-termine: Far crescere la quota di mercato dell’export italiano a livello mondiale dall’attuale 2,8% al 3%; - Far crescere il peso dell’export italiano sul PIL dall’attuale 33% al 37% - Far crescere la quota extra Ue del nostro export nel mondo fino al 49%;  Far crescere il valore medio dell’export dagli attuali 3,3 mln di euro ai 4,5 mln di euro.

Verso quest’obiettivi, i punti di forza/gap su cui lavorare sono molteplici. Serve innanzitutto mantenere un elevato sforzo promozionale, come è avvenuto nelle legislature 2016 e 2017. Serve inoltre riportare una forte enfasi non solo sull’export, ma soprattutto sull’internazionalizzazione attiva, nella consapevolezza che le delocalizzazioni nella
concezione più limitativa del termine sono ormai superate, in un contesto in cui si combatte per il Made in Italy ed i Paesi combattono per creare posti di lavoro. Serve puntare su rafforzamento manageriale: abbiamo ottimi imprenditori che il mondo ci invidia, ma le aziende che crescono all’estero e sfruttano le opportunità hanno bisogno di team manageriali che affianchino a spirito d’impresa e intuito anche una forte specializzazione tecnica (es. CFOs, Direttori marketing).  Laddove le ridotte dimensioni delle aziende italiane (che implicano un numero limitato di addetti su cui contare) non consentano lo sviluppo di team strutturati, vanno promosse e incoraggiate soluzioni nuove quali l’inserimento di Temporary Export Manager, o le aggregazioni di impresa, che consentono di fare “economie di scala” e mettere a fattor comune competenze specialistiche.  Va ricordato infine che per un Paese come l’Italia rendere le medie e piccole aziende più forti ed innovative dovrebbe essere una priorità: eppure le nostre imprese possono contare su strumenti di sostegno all’innovazione ed equity inferiori rispetto ad altri peers in Europa.

L’Italia è il paese con più alto numero di aziende ed il più basso numero di interventi in equity di finanza e la minore efficacia nel supporto all’innovazione. A titolo di esempio, mentre sul supporto all’export Italia batte Francia 3 a 0 nel supporto istituzionale ad equity e innovazione Francia batte Italia 3 a 0 questa deve essere la sfida.

Come Polo dell’export e dell’internazionalizzazione - SACE SIMEST -  possiamo dire di essere soddisfatti di come
negli ultimi tre anni abbiamo aumentato il nostro supporto alle imprese italiane, nonostante le avversità Congiunturali - ha proseguito Decio -.
Nel 2016-2018 abbiamo mobilitato risorse per 72 miliardi di euro e siamo oggi il secondo principale assuntore di rischi a livello nazionale, offrendo un contributo al PIL pari all’1% circa. La nostra principale sfida oggi - una sfida che crediamo di vincere - è quella di aumentare il numero di PMI che serviamo, portandole a esportare di più e meglio, su un numero di mercati ampio e diversificato. Abbiamo dimostrato di essere leader in grandi operazioni e già oggi lavoriamo con 21mila aziende italiane, prevalentemente medie e piccole, rispetto alle poche decine dei nostri omologhi francesi e centinaia dei nostri omologhi tedeschi

Ma noi vogliamo fare molto di più e lo stiamo facendo con un set di nuove iniziative con cui intendiamo accreditarci come partner anche per le PMI, così come lo siamo già per le medie e grandi aziende:

Come Sacesimest.it: abbiamo digitalizzato 6 prodotti chiave per le PMI (valutazione controparti, assicurazione dei crediti, finanziamenti, cauzioni, factoring, recupero crediti) e rendendoli accessibili all’interno di sacesimest.it, ecosistema digitale molto innovativo nel mondo dell’export credit.

Come  Education to Export: abbiamo lanciato un programma formativo ad alto contenuto digitale con cui abbiamo affiancato 700 PMI nei loro piani di crescita sui mercati esteri (si può lanciare invito a esplorare il programma all’interno di sacesimest.it)

Come  Push Strategy/Business Matching: abbiamo identificato primari Buyers esteri per rafforzare relazioni commerciali e facilitare forniture italiane, facendo da apripista soprattutto per le PMI che difficilmente da sole potrebbero entrare in contatto con grandi controparti esteri (in due anni, garantiti 1,7 miliardi di euro finanziamenti e coinvolte 650 imprese in business matching)

Come Export Coach: abbiamo introdotto in affiancamento alla nostra rete commerciale diffusa su tutto il territorio un team pilota di 12 esperti di export e con ottima propensione agli strumenti digitali, pronti a prestare assistenza door-to-door agli imprenditori
È proprio nella proposta ben integrata/ragionata di soluzioni assicurative e finanziarie, di strumenti formativi e iniziative complementari (on e off line) che stiamo trovando la nostra formula vincente per avvicinare, affiancare e “ingaggiare” quante più imprese all’interno del mondo SACE SIMEST

Proseguendo la metafora molto azzeccata suggerita dal titolo del panel (“Allenatori di Export”), ha concluso l'Amministratore delegato di Sace - vogliamo essere per le aziende una vera e propria palestra: per aiutarle a correre, corriamo al loro fianco e ci alleniamo con loro." (19/10/2019-ITL/ITNET)

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