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CULTURA ITALIANA NEL MONDO...e non solo - GERMANIA - GEORG BASELIZ DONA "SENZA TITOLO- STUDIO DA FRANCESCO PIANTA ALLA GALLERIE DELL'ACCADEMIA DI VENEZIA

(2020-06-30)

  Le Gallerie dell'Accademia di Venezia si arricchiscono di una nuova importante opera grafica, il disegno Senza titolo - studio da Francesco Pianta di Georg Baselitz, celebre pittore e scultore tedesco che ha deciso di donare il proprio lavoro al museo veneziano.

Il disegno era stato esposto per la prima volta in occasione della grande retrospettiva del 2019 dedicata all'artista, Baselitz – Academy, concepita per le Gallerie dell’Accademia e curata da Kosme de Barañano. La donazione testimonia il forte legame di Baselitz con l'antica Istituzione e la città lagunare.

L'acquisizione del disegno rappresenta, inoltre, la volontà di dare vita a un “fondo di opere d'arte contemporanea”, che, oltre ad implementare la collezione di disegni novecenteschi del Museo, vuole mettere in relazione il lavoro di importanti artisti contemporanei con la collezione permanente. L’opera di Baselitz entrerà a far parte del Gabinetto di Disegni e Stampe delle Gallerie dell’Accademia, una delle più prestigiose raccolte di grafica conservata in una collezione pubblica italiana, ricca di 2697 disegni antichi e 1040 stampe e comprendente il ben noto nucleo di lavori di Leonardo da Vinci oltre che capolavori di Raffaello, Michelangelo, Dürer, Tintoretto, Piazzetta, Canaletto e molti altri importanti artisti.

“La scelta di aprire le porte delle Gallerie al contemporaneo e lasciarne traccia attraverso uno specifico fondo – osserva Giulio Manieri Elia, Direttore del Museo – dedicato in particolare agli artisti che sono stati e che verranno ospitati dalla nostra Istituzione, si ricollega alle origini del Museo: quando furono fondate circa due secoli fa le Gallerie, animate dallo straordinario dinamismo culturale di Leopoldo Cicognara e Antonio Canova, già miravano a valorizzare la produzione artistica coeva accanto ai capolavori antichi”.

Il disegno di Baselitz è stato eseguito nel 1965 a Firenze, nel corso del primo soggiorno in Italia dell'artista, per sei mesi presso Villa Romana a Firenze. In questi mesi di cruciale importanza sarebbero nati i primi studi per la fondamentale serie degli Helden (Gli Eroi) ma, prima di conferire una significativa svolta al suo stile, Baselitz aveva realizzato disegni che ancora riflettevano i modi delle opere dei primi anni Sessanta, create sotto l’influsso di Antonin Artaud e nel periodo dei Manifesti Pandemonici (Pandämonische Manifeste).

Il foglio fa parte della serie realizzata d’après gli intagli lignei eseguiti da Francesco Pianta per la Sala Capitolare della Scuola Grande di San Rocco a Venezia tra il 1657 e il 1676. Baselitz non visitò la città lagunare e non vide gli originali di Pianta, ma creò i suoi disegni sulla scorta del volume di Enrico Lacchin (Di Francesco Pianta junior. Bizzarro e capriccioso scultore in legno del barocco veneziano e dei suoi “geroglifici" nella Scuola di San Rocco, Venezia, Libreria Emiliana Editrice, 1930), scovato a Firenze da un antiquario e ancora oggi presente nella sua biblioteca.

Non si tratta di semplici copie ma di libere reinterpretazioni, a proposito delle quali Kosme de Barañano ha scritto: “I disegni che Baselitz realizzò a partire da Pianta nel 1965 sono molto più opere creative e intellettuali che semplici copie. […] Baselitz visualizzava le immagini di Pianta e le trasformava in ritmo. Andò oltre la semplice copia o parafrasi, trasfigurandole in melodiche e spesso astratte curve di inchiostro che evocano quelle mute figure intagliate, nonostante non conservino più alcuna somiglianza con esse”.

Oltre alla sua importanza storica e alla notevole qualità estetica, il disegno s’inserisce quindi in una più ampia prospettiva che concepisce il Museo come luogo di incontro e di scambio e intende le mostre non solo in termini di grandi eventi ma quali occasioni di arricchimento per il Museo stesso e per la città.
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Georg Baselitz, pseudonimo di Hans-Georg Rem (Kamenz, 23 gennaio 1938), è un pittore e scultore tedesco.
Negli anni 60 è divenuto noto per i suoi dipinti figurativi fortemente espressivi. Disegnando a partire da una miriade di influenze (inclusi il periodo manierista e la scultura africana) svilupperà il suo personale linguaggio artistico.

Dal momento che Baselitz ha vissuto attraverso la sofferenza e la demolizione della Seconda Guerra Mondiale, il concetto di decostruzione giocherà un ruolo significativo nella sua vita e nel suo lavoro. In tale contesto, l'artista affermò in un'intervista: ''Sono nato in un ordine distrutto, in un paesaggio distrutto, tra persone distrutte, in una società distrutta. Non ho voluto ristabilire un ordine. Ho visto abbastanza del cosiddetto ordine. Sono stato forzato a mettere tutto in discussione, ad essere 'naive', a ricominciare di nuovo.''
Disgregando ogni ordine prestabilito e rompendo la convenzionale idea di percezione, Baselitz ha trasformato le sue premesse personali nelle linee guida della sua arte.
Ancora oggi inverte tutti i suoi dipinti (che è solito capovolgere), elemento divenuto portante all'interno del suo lavoro.


Nato (23 Gennaio 1938) nel borgo di Deutschbaselitz (da cui ha tratto lo pseudonimo) durante l'ultimo periodo della Germania Est. Suo padre fu un maestro di scuola elementare e la famiglia viveva nell'edificio della scuola locale. Baselitz ha studiato all'interno della scuola di Kamenz. All'età di 14 e 15 anni aveva già realizzato ritratti, soggetti religiosi, nature morte e paesaggi, alcuni in stile futuristico.
Nel 1955 proverà ad accedere all'accademia di Belle Arti a Dresda, venendo rigettato, per accedere l'anno successivo alla Hochschule für Bildende und Angewandte Kunst a Berlino. Lì sarebbe stato allievo dei professori Walter Womacka ed Herbert Behrens-Hangler, e sarebbe divenuto amico di Peter Graf e Ralf Winkler (meglio conosciuto successivamente come A. R. Penck). Ad ogni modo dopo due semestri venne espulso per ''immaturità sociopolitica'' dal momento che non aderiva all'idea socialista di DDR. La natura controversa di Baselitz diveniva evidente già agli inizi della sua carriera.

Nel 1957 riprende i suoi studi presso la Hochschule der Künste a Berlino, dove inizierà a sistemarsi ed inconterà la futura moglie Johanna Elke Kretzschmar. Nel 1961, frequenta la classe avanzata di Hann Trier, completando i suoi studi l'anno successivo. Il corso di Hann Trier venne descritto come un ambiente creativo, largamente dominato dall'astrazione gestuale del Tachisme e dell'Arte Informale. Presso la Hochschule der Künste, Baselitz si immergerà nelle teorie di Ernst Wilhelm Nay, Wassily Kandinsky e Kasimir Malevic.

Lo storico Andres Franzke definirà Baselitz come l'artista più influente del suo tempo insieme a Jackson Pollock e Pilip Guston.
Dal 2013, Baselitz e la moglie vivono a Salisburgo in Austria.

Nel 1957, Baselitz comincia a produrre i primi lavori originali tramite uno stile ben distinto e personale, tra i quali potremo trovare ritratti immaginari come Uncle Bernhard (Onkel Bernhard). Lo stesso anno, cominciò a lavorare sulla serie Rayski-Head (Rayski-Kopf).

Nel 1963, la prima mostra personale si terrà nella Berlino ovest, alla Galerie Werner & Katz, causando pubblico scandalo. Due delle immagini,The Big Night Down (Die grosse Nacht im Eimer) e Naked Man (Nackte Mann) vennero poste sotto sequestro a causa del loro contenuto osceno. La causa legale che seguì lo scandalo non terminò che nel 1965. Durante lo stesso anno, Baselitz vinse una borsa di studio che lo portò a studiare per sei mesi alla Villa Romana di Firenze. In Italia studiò il Manierismo e la sua grafica. In generale le grandi ispirazioni dell'artista provenivano da Pablo Picasso, Alberto Giacometti, Joseph Beuys, così come dal gruppo espressionista Die Brucke.

Dopo aver fatto ritorno nella Berlino est, vent'anni dopo la guerra, tra il 1965 ed il 1966, Baselitz crea la serie di Eroi (Heiden), che includeva la composizione di largo formato I grandi amici (Die großen Freunde). Tali immagini rappresentavano metaforicamente l'uomo che, non avendo né nazionalità né un legame ad un luogo, abbandona l'idea megalomane ed illusoria del Terzo Reich con la sua apparenza desolata, danneggiata. L'eroe di Baselitz appare solitamente da solo in un paesaggio sterile, con gambe e braccia nude, un personaggio con riferimenti autobiografici che partono dal ricordo dell'infanzia dell'artista. Nel primo 1969 avrebbe prodotto altrettante immagini di largo formato, come Forestali (Waldarbeiter) come parte di un gruppo di immagini conosciute come Fratture (Frakturbilder).

Sulla base delle sue Fratture, Baselitz usava i dipinti di Louis-Ferdinand von Rayskiat, dall'infanzia alla scuola elementare, come modello, in modo da potere arrivare alla sua prima immagine contenente un soggetto invertito: Il legno sulla sua testa (Der Wald auf dem Kopf).
Invertendo (capovolgendo) i suoi quadri, l'artista riesce ad enfatizzare l'arrangiamento dei colori e della forma, ed a porre a confronto l'osservatore alla superficie dell'immagine, più che al contenuto.
In questo senso, i dipinti sono vuoti e non soggetti ad interpretazione.

A partire dal 1970, Baselitz comincerà a mettere in mostra in modo regolare il suo lavoro all'interno delle gallerie a Monaco, Colonia, ed altre città che ospiteranno le sue retrospettive, complete di lavori di disegno, grafica e pittura, continuando a sollevare una forte critica, ad esempio alla 5ª edizione di Documenta (Kassel).
Nel 1976, Baselitz mette in piedi uno studio addizionale a Firenze, che comincerà ad usare dal 1981. L'anno successivo comincia a lavorare sull'incisione di largo formato, e comincerà ad insegnare all'interno della Staatliche Akademie der Bildenden Künste a Karlsruhe, dove divenne professore nel 1978. Dal 1978 al 1980, lavorò sui dittici, usando la pittura a tempera e lavori individuali di largo formato.
Il suo lavoro diviene sempre più astratto, con elementi di scrittura predominanti nella composizione. Nel 1980 esporrà la sua prima scultura alla Biennale di Venezia.
Aggiungerà nel 1981 un ulteriore studio d'appoggio nei pressi di Arezzo, che userà fino al 1987. Il suo lavoro viene esposto per la prima volta a New York nel 1981. Dall'anno successivo sarà più assidua la lavorazione della scultura, in concomitanza a diverse esposizioni. Nel 1983 comincerà ad usare motivi a sfondo religioso all'interno della sua opera, e durante lo stesso anno avrebbe preso una nuova cattedra alla Hochschule der Künste a Berlino.
Al giorno d'oggi Baselitz è ancora un attivo e controverso artista. (30/06/2020-ITL/ITNET)

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