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CULTURA ITALIANA NEL MONDO - LE MIGRAZIONI ANCESTRALI DELL'ITALIANO PIETRO RUFFO ALLA GALLERIA NM DEL PRINCIPATO DI MONACO...E NON SOLO

(2020-09-21)

Alla Galleria d'arte contemporanea Nanometer del Principato di Monaco appena  inaugurata “LA POLITICA DELLE STELLE”, un progetto dell'italiano Pietro Ruffo, aperta al pubblico fino al 10 novembre 2020

Il progetto presenta una selezione della serie  " Gold Migrations" insieme ad una rosa di lavori mai esposti in Europa delle serie "Skywalkers”.

La grande Migrazione a forma di stella dell’invito riassume il tema del percorso espositivo conducendo lo spettatore attraverso un viaggio al di sopra del mondo. L’artista introduce infatti alla già nota prospettiva cartografica quella astronomica. Popoli di etnie differenti, animali di ogni paese si muovono sul globo terraqueo osservati dall’alto delle figure mitologiche delle costellazioni.

Accanto alla nota carta blu millimetrata e ai ritagli in carta fissati con i chiodi, Ruffo introduce nuovi supporti quali l’arazzo e la coperte termiche oro, rispettivamente negli “Skywalkers” e nelle “Gold Migrations” in cui le superfici risultano ancora più tridimensionali e persino “sonore”.

Gli Skywalkers, esposti nel 2018 al Museo Nazionale di Calcutta e nel 2019 all’IA&A at Hyller di  Washington, sono tappeti raffiguranti uomini in viaggio visti dall’alto della volta celeste ed incorniciati dalle Costellazioni di Acquario, Gemelli e Sagittario.

Le loro sagome sono intagliate su tessuto fotoluminescente. I cambiamenti di luce danno loro un forte dinamismo definendoli appunto degli Skywalkers ed evocando il viaggio ancestrale orientato sulla posizione delle stelle nel corso dei tempi.

Ruffo trae ispirazione da geografi, cartografi e astronomi dell'antichità per riflettere sulla storia, i conflitti e le relazioni umane. Partendo dal presupposto che le migrazioni e i reinsediamenti sono sempre stati intrinseci alla vita di tutte le specie, umane e animali, l’artista realizza grandi lavori sul rapporto di forze insito nel fenomeno migratorio.

Da sempre l’uomo ha migrato per ragioni di clima, tensioni politiche o per la ricerca di migliori condizioni economiche e religiose. Al giorno d’oggi, a causa dei molteplici e repentini cambiamenti delle politiche nazionali in materia di quote migranti, accessibilità dei confini, gli spostamenti non avvengono più sulla base di carte geografiche terrestri ma si torna ad un viaggio ancestrale che guarda la volta celeste, il sole, le stelle e il campo magnetico.

Nei cinque arazzi, dal titolo SKY WALKERS, sagome intagliate di persone si muovono delineando un'umanità sempre più interconnessa, che supera i confini geografici e culturali.

Nel gruppo dei grandi dipinti, dal titolo MIGRATIONS (inchiostro su carta) e GOLD MIGRATIONS (inchiostro su coperta termica), la forma dei confini nazionali si sovrappone ad antiche scene di popoli nativi e immagini storiche di migranti, ricomposte in narrazioni fantastiche e originali. Diversi gruppi etnici, diversi livelli di pensieri e di idee convergono per evocare la visione dell'artista sulla questione più controversa dei nostri tempi.

I tappeti carichi di colore e bellezza sono incorniciati da cuciture preziose e si srotolano cielo/terra accanto alle Migrazioni blu nella prima sala.

Nella seconda sala, una serie di Gold Migrations illumina d’oro l’ambiente.
Italia, Africa, India e Sud America “d’oro” confondono lo spettatore. L’artista raffigura le sagome dei continenti su coperte termiche. Stratificazioni di popoli si agglomerano armoniosamente a formare la geografia dei loro paesi.
I disegni sono eseguiti a penna sulla superficie scivolosa e dorata ma i tratti sono netti e precisi, come la visione dell’artista.
Le coperte sono montate a muro con un sistema di calamite e la superficie quasi specchiante produce quello stesso movimento luminoso degli arazzi mentre lo spettatore intuisce la propria sagoma riflessa all’interno della scena.

Ogni espediente tecnico è anche metaforico. La luce gioca un ruolo primario nel viaggio dei migranti e nella scansione del tempo del mondo. Le coperte cosi libere producono un leggero fruscìo evocatore.

Ruffo completa il suo racconto con una serie di piccoli personaggi in movimento ognuno su una carta geografica differente.: Albania, Scozia, Irlanda, Grecia, Anatolia, Nuova Zelanda, Argentina. Carte geografiche di diverse epoche, stesse figure in movimento da sempre.

Pietro Ruffo partecipa anche alla mostra collettiva “Real Utopias” nell’ambito di Manifesta 13, Les Parallèles du Sud a Marsiglia, curata da Bianca Cerrina Feroni e Melania Rossi.

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Pietro Ruffo artista romano, classe 1978  è uno dei giovani artisti italiani più apprezzati.
Laureato in architettura all’Università degli Studi Roma Tre, ha vinto nel 2010 il Premio New York con una borsa di ricerca presso l’Italian Academy for Advanced Studies alla Columbia University.

L’arte di Ruffo è essenzialmente legata agli elementi base della sua formazione di architetto: il progetto, la carta e il disegno. Lungo un intenso percorso di ricerca, l’opera di Ru?o si libera senza forzature della dimensione teoretica e trova sintesi in composizioni figurative straordinarie, realizzate con ritagli di carta e spilli, ceramica, porcellana o pittura, articolate in sovrapposizioni di paesaggi naturali e forme umane, mappe geografiche e costellazioni, geometrie e tracce di scrittura. Ne risulta un lavoro stratificato, dalle molteplici letture visive e semantiche che indagano i grandi temi della storia universale, in particolare la libertà e la dignità del singolo individuo costantemente minacciate dalla massificazione in atto nella società contemporanea

Negli ultimi anni ha ricevuto diverse importanti commissioni pubbliche e private, che lo hanno portato ad espandere il suo lavoro in una dimensione urbana.

Tra le principali mostre personali: Constellations migration, IA&A AT HILLYER, Washington DC, USA; Centro cultural Correios, Rio de Janeiro, Brasile; Indian Museum, Calcutta, India; Maremoto, Lorcan O’Neill Gallery, Roma; Traversées, Galerie Italienne, Parigi; Terra Incognita, Delhi; Breve storia del resto del mondo, Fondazione Puglisi Cosentino, Catania; SPAD SVII, Galleria Nazionale d'Arte Moderna, Roma; The Political Gymnasium, Blain Southern London; A Complex Instant, Mosca, progetto speciale per la quarta Biennale di Mosca.

I suoi lavori fanno parte di diverse collezioni museali e fondazioni private, come Deutsche Bank Foundation; MAMBO Museo d’Arte Moderna di Bologna; MACRO, Roma; Fondazione MAXXI, Roma; Museo d’Arte Contemporanea, Ravenna; Depart Foundation, Roma e Los Angeles; Fondazione Guastalla, Roma.

Ha curato diversi workshop, tra cui quello con i bambini reduci dall’attentato del 2004 nella scuola numero 1 a Beslan; con i bambini di Sarajevo; un progetto per i pazienti dell’ospedale psichiatrico di Colmar in Francia; con gli studenti del III anno dell’Istituto Comprensivo largo Castelseprio, LABARO BLU, nell’ambito de Il Museo tra i banchi di scuola, III edizione, MAXXI, Roma; e l’ultimo quello con gli studenti del quinto anno della Facoltà di Architettura dell’Università degli Studi Roma Tre, nell’ambito delle celebrazioni dedicate al centenario dello storico quartiere Garbatella di Roma (21/09/2020-ITL/ITNET)

http://www.pietroruffo.com/works/sky-walkers/

1919  https://youtu.be/YAEyt4fPlMI    DIOR
2020 https://youtu.be/S0nPWUz8r7U  GARBATELLA

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