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CULTURA ITALIANA NEL MONDO - ARCHEOLOGIA - EUROPEAN ARCHAEOLOGICAL COUNCIL SI INTERROGA SUL COME CONCILIARE SALVAGUARDIA SCOPERTE ARCHEOLOGICHE E LE NECESSITA' DELLA SOCIETA'

(2017-03-16)

  Si è svolto nei giorni scorsi ad Atene, presso il nuovo Museo dell’Acropoli, il 18° simposio dell’European Archaeological Council (EAC) dedicato alla gestione del patrimonio culturale, al quale ha preso parte anche Franco Nicolis, direttore dell’Ufficio beni archeologici della Soprintendenza per i beni culturali della Provincia autonoma di Trento.

  Tema dell’incontro, al quale hanno partecipato rappresentanti di vari Paesi europei, “Il coraggio di scegliere. Fare la scelta giusta nella gestione del patrimonio archeologico”. Come conciliare la salvaguardia e il valore scientifico delle scoperte archeologiche con le necessità della società? Come assicurare la trasparenza delle decisioni e fare in modo che la cittadinanza venga adeguatamente informata? Come rendere accessibile la conoscenza e i dati acquisiti ad un pubblico più ampio? Questi sono solo alcuni degli interrogativi affrontati nel corso del convegno che ha posto le basi per un più ampio confronto e per una maggiore cooperazione a livello europeo.

Franco Nicolis ha portato l’esperienza della Soprintendenza trentina, ponendo l’attenzione sulla collaborazione tra pubblico e privato, pur nella garanzia della tutela del bene archeologico, e sottolineando l’importanza del coinvolgimento di tutti gli stakeholder, soprattutto nella fase gestionale una volta conservati e musealizzati i resti archeologici. Si tratta di un rapporto in divenire che nel prossimo futuro costituirà una sfida necessaria per una adeguata valorizzazione del patrimonio archeologico.

Nell’occasione Nicolis ha incontrato il prof. Emanuele Papi, nuovo direttore della Scuola Archeologica Italiana di Atene. Esiste un legame particolare tra il Trentino e la Grecia che ha le sue radici nella scoperta che l’archeologo ed epigrafista roveretano Federico Halbherr fece a Creta nel 1884 quando, con molta fortuna ma con ancora maggiore caparbietà e determinazione, riuscì a mettere in luce, tra grandi pericoli e crescenti difficoltà, la più grande iscrizione greca mai scoperta, quella che contiene parte del codice delle leggi della città di Gortyna. La scoperta ha portato Halbherr ad essere una figura di primo piano dell’archeologia moderna e ha dato un contributo essenziale a svelare la storia e l’archeologia dell’isola di Creta. Dal 2012 una copia della Grande Iscrizione di Gortyna, realizzata dalla Provincia autonoma di Trento con l’apporto tecnico della Fondazione Bruno Kessler, è esposta all’interno della Voulì, il Parlamento greco.(16/03/2017-ITL/ITNET)

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