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SINDACATI PENSIONATI ITALIANI NEL MONDO - VIII CONFERENZA NAZIONALE UILP - RICERCA EUMETRA: "FINO A QUANDO GLI ANZIANI POTRANNO REGGERE IL RUOLO DI AMMORTIZZATORE SOCIALE ?"

(2017-03-20)

  Presentata a Montesilvano il 17 marzo,  dopo la conclusione dei lavori della VIII Conferenza nazionale di organizzazione della Uilp, la seconda edizione della ricerca promossa dalla Uil Pensionati e dalla fondazione Società Matura su “Il ruolo degli anziani e dei pensionati in Italia” condotta dalla società Eumetra. Uno studio pensato per analizzare eventuali cambiamenti rispetto all’edizione del 2015 e più in generale indagare la percezione che il nostro Paese ha della condizione della popolazione anziana.

Significativo il dato che evidenzia come sia aumentato il peso dell’aiuto economico degli anziani nei confronti delle famiglie. “In una società impoverita – si legge nello studio – il reddito certo dei pensionati rappresenta un ammortizzatore sociale. L’Istat stesso conferma che la presenza in famiglia di pensionati comporta un minor rischio povertà.”

“Questa ricerca – ha dichiarato Romano Bellissima, Segretario generale Uil Pensionati  -diventa per noi un ulteriore elemento cui far riferimento per svolgere al meglio il nostro compito nel territorio essendo noi titolari di un importante strumento: la contrattazione sociale”

Gli anziani hanno un ruolo sociale rilevante. L’anziano in Italia, soprattutto di prima fascia, è una sorta di Atlante che sorregge il mondo: dal sostegno economico, all’aiuto concreto nell’accudimento di bambini e familiari e nelle faccende domestiche, all’educazione dei bambini e ragazzi e, non meno importante, nella società dell’incertezza - nella quale includiamo relazioni complicate ed instabili- gli anziani rappresentano una certezza, un punto di riferimento psicologico e umano.

L’aspetto economico è un filo conduttore sottostante tutte le risposte date. Inutile nascondere che in una società impoverita, il reddito certo dei pensionati rappresenta un ammortizzatore sociale. L’Istat stesso conferma che la presenza in famiglia di pensionati comporta un minor rischio povertà.

Gli intervistati non si nascondono, che una società con un indice di vecchiaia elevato (rapporto fra gli individui di 65 anni ed oltre da un lato, e gli individui fino ai 14 anni dall’altro, che in Italia è 156, dato anno 2015) comporta uno squilibrio economico (chi alimenterà i contributi con cui si devono pagare le pensioni?).

Ma poiché gli anziani aiutano le nuove famiglie con le attività di cui al primo punto, in un certo senso fungono loro stessi da welfare per le nuove generazioni.  Infatti alla richiesta di scegliere, nell’ipotesi di esserne costretti, se investire sugli anziani o sui giovani, la metà del campione risponde che non c’è contrapposizione fra i due segmenti di età. Un’altra quota consistente suggerisce di investire sugli anziani, anche perché la numerosità di quest’ultimo segmento sta diventando sempre più elevata.

Secondo la ricerca la soluzione probabilmente sta nello sviluppare investimenti in direzione del lavoro di cura (medico - sanitario o più in generale di benessere psico-fisico, fitness, fisioterapia, alimentazione equilibrata ... ) e nelle città intelligenti : più vivibili, accessibili, sostenibili anche economicamente (co-housing, sharing...)  Anche se nell’immediato gli intervistati chiedono soprattutto di rivalutare le pensioni, comprensibilmente..  Infatti, la rappresentazione degli anziani è una medaglia dalla doppia faccia:
• in metà del campione circa prevale un’immagine positiva, fatta di individui attivi, dinamici, figure indispensabili e preziose nonché fortunate e benestanti
• presso l’altra metà (o quasi) invece, essi sono visti come figure squattrinate e soprattutto sole e abbandonate,
emarginate dalla società “giovanilistica”. Gli anziani stessi in alcuni casi si definiscono marginali socialmente.

E’ evidente che si debba distinguere fra anziani /senior (65-75 anni) che sono attivi e colonne portanti e le fasce molto anziane (over 85 o 90 anni) che invece hanno bisogno di essere assistite.
Inoltre una parte dei molto anziani versa in condizioni di povertà e di solitudine; quest’ultimo un tema che attraversa la società contemporanea, sempre più disgregata, e tocca drammaticamente gli anziani

Più in generale- la ricerca si chiede fino a quando gli anziani, soprattutto quelli di prima fascia potranno reggere il ruolo di “ammortizzatori sociali” (fonte di denaro, di energia ecc.) .(20/03/2017-ITL/ITNET)

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