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DIRITTI DEI CITTADINI - SALUTE - 12 MILIONI DI ITALIANI RINUNCIANO ALLE CURE MEDICHE PER RAGIONI ECONOMICHE. DAL CENSIS: "LA SANITA' NON E' PER TUTTI". 1,2 MILIONI IN PIU' DEL 2015

(2017-06-07)

  Oltre 12 mln di italiani rinunciano alle cure per ragioni economiche. Un quadro tanto impietoso quanto reale  rilanciato dal Report Censi - RBm Assicurazione salute presentato oggi al welfare Day 2017, che racconta come non ci siano soldi  sufficienti a pagare visite, esami e farmaci. E il dato è in aumento.

“In Italia ormai la sanità non è più per tutti”, dice il Censis, e questo non sembra più neanche un dato nuovo, considerata la contrazione dei diritti in sanità e la diffusione della povertà sanitaria che da tempo viene denunciata.
A ciò si aggiunga che esistono disparità crescenti fra le diverse sanità regionali.

Al contempo, però, c'è il boom del ricorso alla sanità privata, prima di tutto per fronteggiare le lunghe liste d’attesa.
Ma  grava sulle spalle degli italiani per 35,2 miliardi di euro nel 2016, con un aumento del 4,2% in termini reali nel periodo 2013-2016 (un aumento maggiore della spesa totale delle famiglie per i consumi, pari a +3,4% nello stesso periodo).

Sono 13 milioni gli italiani che nell’ultimo anno hanno sperimentato difficoltà economiche e una riduzione del tenore di vita per far fronte a spese sanitarie di tasca propria, 7,8 milioni hanno dovuto utilizzare tutti i propri risparmi o indebitarsi con parenti, amici o con le banche, e 1,8 milioni sono entrati nell’area della povertà”.
Fra i cittadini che hanno dovuto affrontare spese di tasca propria, infatti, hanno incontrato difficoltà economiche il 74,5% delle persone a basso reddito (ma anche il 15,6% delle persone benestanti), il 21,8% al Nord, il 35,2% al Centro, fino al 53,8% al Sud. E hanno avuto difficoltà il 51,4% delle famiglie con al proprio interno una persona non autosufficiente.

Una delle ragioni principali del ricorso al privato è l’esistenza di liste di attesa sempre più lunghe nel Servizio sanitario nazionale. Si aspetta troppo, si deve pagare il ticket, così molti cittadini rinunciano in partenza e pagano a tariffa intera nel settore privato. Basti pensare che per una mammografia si attendono in media 122 giorni (60 in più rispetto al 2014) e nel Mezzogiorno l’attesa arriva a 142 giorni; per una risonanza magnetica si attendono in media 80 giorni (+6 giorni rispetto al 2014), ma al Sud sono necessari 111 giorni....

Rispetto agli altri paesi, l’Italia conta meno risorse pubbliche per la sanità. La spesa sanitaria pubblica italiana vede infatti una riduzione del valore pro-capite dell’1,1% all’anno in termini reali dal 2009 al 2015: è questo il record segnalato dalla Corte dei Conti, mentre nello stesso periodo in Francia è aumentata dello 0,8% all’anno e in Germania del 2% annuo.
L’incidenza rispetto al Pil della spesa sanitaria pubblica italiana è pari al 6,8%, in Francia si sale all’8,6% e in Germania si arriva al 9,4%.

Il fronte degli italiani che rinunciano alle cure è sempre più ampio. Nell’ultimo anno è salito a 12,2 milioni il numero di persone che hanno rinunciato o rinviato almeno una prestazione sanitaria per ragioni economiche. E sono 1,2 milioni in più rispetto all’anno precedente, il 10,9% in più. (07/06/2017-ITL/ITNET)

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