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IMMIGRAZIONE - EUROSTAT: IN ITALIA TASSO PARTECIPAZIONE MIGRANTI MERCATO DEL LAVORO PIU' ALTO ITALIANI . ASILO: GERMANIA IN PRIMA FILA (35% DELL'UE) ITALIA (7%)

(2017-07-20)

  L’agenzia statistica europea fornisce sia dati sui migranti che economici. In Germania, nei primi nove mesi dell'anno scorso, sono state registrate più richieste di asilo che nel resto dei Paesi dell'Ue considerati nel loro insieme. Sempre secondo i dati Eurostat è la Germania il Paese con il maggior numero di domande (441.800, il 35 per cento del totale dell'Unione Europea), seguita da Ungheria (174.435), Svezia (156.110) e Austria (85.505). In Italia sono state presentate 83.245 richieste (il 7 per cento del totale europeo).
In Italia i nuovi permessi rilasciati ogni anno per asilo e protezione umanitaria è aumentato, passando dal 3,7 per cento nel 2007 al 28,2 per cento nel 2015.

Si è anche ridotto il peso dei permessi rilasciati per motivi di lavoro, passati nello stesso periodo dal 56,1 al 9,1 per cento.
Negli ultimi due anni i flussi per asilo e motivi umanitari in Italia hanno superato quello che è successo negli ultimi nove anni, passando da 9.971 nel 2007 a 67.271.

Tra il primo gennaio e il 31 ottobre 2016, secondo dati Istat aggiornati a dicembre 2016, sono stati rilasciati a migranti maggiorenni 64.162 nuovi permessi per asilo e altre forme di protezione (dati provvisori), un numero già ad ottobre prossimo a quello registrato per l'intero 2015 (64.515).

All'inizio del 2016 erano presenti in Italia 155.177 persone con un permesso per asilo politico o alla protezione umanitaria. Se si considerano i soli permessi con scadenza quelli concessi per asilo e protezione umanitaria sfiorano il 10 per cento. In molti casi, secondo l'Eurostat, la presenza di persone in cerca di protezione in Italia è solo temporanea.
Nel contempo in Italia i migranti hanno un tasso di partecipazione al mercato del lavoro più alto rispetto agli italiani: ”nell'Ue, il tasso di attività della popolazione varia significativamente a seconda della nazionalità", spiega Eurostat.

“Nel 2016, la proporzione delle persone che erano economicamente attive, cioe' quelli occupati e disoccupati, era al 68,7% per i cittadini non-Ue di eta' compresa tra i 20 e i 64 anni, cioe' il 9,1% piu' alta dei cittadini nazionali (77,8%)".

L’Inps inoltre rende noto che dai contributi dei migranti arriva quasi un punto di Pil. Si tratta dei contributi sociali versati dagli immigrati. Ogni anno i contributi ''a fondo perduto'' degli stranieri valgono 300 milioni di euro. Il presidente dell’Inps, Stefano Boeri, spiega che “sin qui gli immigrati ci hanno regalato circa un punto di Pil, a fronte del quale non sono state erogate pensioni”. “Si tratta di entrate aggiuntive per le casse dell'Inps”. Gli immigrati regolari versano infatti ogni anno 8 miliardi di contributi e ne ricevono 3 in termini di pensioni e altre prestazioni, con un saldo netto di circa 5 miliardi per l'Inps. Sempre secondo i dati Inps è clandestino un lavoratore in nero su tre. Abbiamo sempre più bisogno – spiega l’Inps - di migranti regolari che contribuiscano al finanziamento del nostro sistema di protezione sociale.

Infine l'organizzazione Oim fornisce dati relativi alle morti di immigrati nel Mediterraneo: dall'inizio dell'anno 1.089 migranti e rifugiati sono morti per raggiungere l'Europa via mare. Nello stesso periodo (1 gennaio-23 aprile 2017), 43.204 sono entrati via mare in Europa, l'80 per cento dei quali in Italia (36.851) e il resto in Spagna e in Grecia. (20/07/2017-ITL/ITNET)

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