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FORMAZIONE ITALIANA NEL MONDO - LAVORO - I GIOVANI TEMONO L'INTELLIGENZA ARTIFICIALE - CONFRONTO DEI MIN.POLETTI(LAVORO) E FEDELI (MIUR) A BOLOGNA BUSINESS SCHOOL

(2017-09-06)

  Tre milioni di posti di lavoro a rischio in Italia nei prossimi 15 anni. Per 'colpa' dei robot. E' lo scenario che delinea la ricerca 'Tecnologia e lavoro: governare il cambiamento', elaborata dall'Ambrosetti Club sulla base dell'articolo scientifico 'The Future of Employment: How susceptible are jobs to computerisation?' di C.B. Frey e M.A. Osborne, professori di Oxford, presentata nei giorni scorsi oggi al Forum Ambrosetti in corso a Cernobbio.

"Con automazione - affermano - si intendono tutte quelle tecnologie capaci di gestire sistemi meccanici e processi fisici o logici a complessità variabile, riducendo la necessità dell’intervento umano. Il continuo sviluppo della tecnologia genera un crescente timore verso l’effetto sostituzione uomo-macchina e le ricadute che questo fenomeno potrebbe avere su Paesi, imprese e persone", si legge.

La ricerca, utilizzando dati forniti dall'Istat, ha consentito di effettuare analisi su 129 categorie professionali e di calcolare il numero di posti di lavoro che potrebbero essere persi nei prossimi 15 anni: "I risultati delle elaborazioni effettuate indicano che il 14,9% del totale degli occupati, pari a 3,2 milioni, potrebbe perdere il posto di lavoro nell’orizzonte temporale di riferimento". Quali categorie sono più al sicuro? "La non ripetitività del lavoro svolto, le capacità creative e innovative richieste per lo svolgimento delle mansioni, la complessità intellettuale e operativa delle attività svolte e le capacità relazionali e sociali sembrerebbero ridurre il rischio di automazione degli occupati.

Di qui la domanda posta al  Bologna Business School “I robot sostituiranno le persone nel mondo del lavoro?”.  “possiamo stare tranquilli, almeno per adesso” ha scherzato il ministro Giuliano Poletti, ospite d’eccezione oggi pomeriggio di Teen Parade, la due giorni sul lavoro spiegato dagli adolescenti organizzata da Radioimmaginaria, la radio creata e gestita da ragazzi fra 11 e 17 anni che conta ormai 40 redazioni in Italia e in Europa. A sorpresa sul palco è comparso anche il popolare cantautore Gianni Morandi, che ha duettato con lo youtuber Simone Paciello sulle note della hit del momento “Mi fai volare”.

Nell’Alternanza Square di Teen Parade, ospitata quest’anno da Confindustria Emilia all’interno di Farete, il ministro Poletti, seduto dietro un banco da lavoro, e il ministro dell’Istruzione Valeria Fedeli, dietro a una cattedra con una LIM alle spalle, hanno risposto alle domande dei ragazzi di Radioimmaginaria sul loro futuro lavorativo spalleggiati dalla giovane indie-band de Lo Stato Sociale, che basano le loro canzoni su questi temi. A “dirigere il traffico” il conduttore radiofonico e volto televisivo Rudy Zerbi.
 
“L’obiettivo prioritario della Teen Parade – spiegano i teenager di Radioimmaginaria - è quello di stimolare il confronto tra giovani, mondo delle imprese e istituzioni per capire come agevolare concretamente, oltre che con i progetti di alternanza scuola-lavoro già in essere, l’ingresso degli
adolescenti nella complessa realtà dell’occupazione. Per questo motivo sono al nostro fianco il ministero del lavoro e delle politiche sociali, il dicastero dell’Istruzione, l’INPS, e Confindustria Emilia”.

In questo contesto il dibattito sull’intelligenza artificiale è molto sentito dai ragazzi tra gli 11 e 17 anni tanto che gli hanno dedicato un sondaggio. Il 53% dei teenager intervistati da Radioimmaginaria pensa che la robotica e la cosiddetta industria 4.0 faranno perdere molti posti di lavoro tuttavia il 64% non farebbe a meno dell’intelligenza artificiale. Il 38,5% degli adolescenti chiamati in causa pensa che l’intelligenza artificiale escluderà le persone più anziane dal mondo del lavoro per contro il 41,3% ritiene che favorirà l’ingresso di più giovani nella realtà occupazionale.

Per sviluppare l’intelligenza artificiale la maggioranza (38,5% degli intervistati) ritiene che servano più informatici, il 22,8% più laureati in materie scientifiche e il 21,5% più informatici. Ma quanto si sentono preparati i teenager in materia di intelligenza artificiale? Quasi il 60% è convinto di conoscere l’impatto che i ‘cervelli artificiali’ avranno sul mondo del lavoro.

"Saper programmare – afferma l’Ing. Marco Roccetti della Bologna Business School – sarà importante come leggere e scrivere, se la scuola non saprà accettare questa sfida ci troveremo come quando chi sapeva leggere e scrivere spadroneggiava su tutti gli altri". (06/09/2017-ITL/ITNET)

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