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SICUREZZA SOCIALE - DI PENSIONI SUPERSTITI RESIDENTI ALL'ESTERO E NUOVE REGOLE IN VIGORE NE PARLA OGGI UNA NOTA DEGLI ON. FEDI E PORTA (PD-ESTERO)

(2017-09-12)

  Gli on. Fedi e Porta (PD/ESTERO)  si occupano quest'oggi di pensioni ai superstiti residenti all'estero e delle nuove regole attualmente in vigore in materia.

  "In caso di morte di assicurato o pensionato anche se residente all’estero e iscritto presso una delle gestioni dell’Inps, per i familiari superstiti sorge il diritto a pensione se ricorre una delle seguenti condizioni:

  1. che il pensionato deceduto sia titolare di pensione diretta (vecchiaia, anticipata, anzianità, inabilità e pensione di invalidità) ovvero avendone diritto, ne abbia in corso la liquidazione. In tali casi la pensione ai superstiti assume la denominazione giuridica di pensione di reversibilità;
2. che il lavoratore deceduto abbia maturato i seguenti requisiti: 15 anni di assicurazione e di contribuzione (n. 780 contributi settimanali) anche se totalizzati con i contributi versati all’estero in un Paese convenzionato con l’Italia; ovvero 5 anni di assicurazione e contribuzione (n. 260 contributi settimanali), di cui almeno 3 anni (n. 156 contributi settimanali) nel quinquennio precedente la data del decesso (requisiti perfezionabili con il cumulo della contribuzione estera accreditata in un Paese convenzionato con l’Italia). In tali casi la pensione ai superstiti assume la denominazione di pensione indiretta. Ovviamente per attivare il meccanismo della totalizzazione ai fini del diritto alla pensione ai superstiti si devono soddisfare i requisiti richiesti dalle singole convenzioni.

Vale la penda ricordare che i superstiti del titolare di assegno ordinario di invalidità sono comunque considerati quali superstiti di assicurato, non essendo l’assegno reversibile. In favore dei familiari superstiti di un lavoratore assicurato nel regime retributivo o misto, nel caso in cui non sussista, alla data della morte del lavoratore, il diritto alla pensione indiretta, può essere riconosciuta una indennità per morte rapportata all’ammontare dei contributi versati.

Ma quali sono gli aventi diritto? Iniziamo con il coniuge superstite: il conseguimento del diritto al trattamento pensionistico ai superstiti da parte del coniuge dell’assicurato o del pensionato deceduto non è subordinato a nessuna condizione soggettiva. Il coniuge cessa dal diritto alla prestazione pensionistica se si risposa. In tale caso, egli (ella) avrà diritto ad un assegno pari a due annualità della pensione nella misura spettante alla data del nuovo matrimonio. Anche il coniuge separato può aver diritto al trattamento pensionistico ai superstiti. Inoltre nel caso in cui l’assicurato, a seguito di divorzio, non si sia risposato, il coniuge divorziato superstite può aver diritto al trattamento pensionistico in presenza di determinate condizioni. Giova ricordare che in caso di concorso di coniuge divorziato e coniuge superstite la ripartizione della pensione sarà operata dal Tribunale italiano a cui il coniuge divorziato dovrà rivolgersi per ottenere il riconoscimento del proprio diritto.

Con l'entrata in vigore della legge del 20 maggio 2016, n. 76, a decorrere dal 5 giugno 2016, il diritto alla pensione ai superstiti è riconosciuta anche in favore del componente superstite dell'unione civile. Hanno inoltre diritto i figli ed equiparati che alla data di decesso dell'assicurato o del pensionato non abbiano superato il 18° anno di età o, indipendentemente dall'età, siano riconosciuti inabili al lavoro e a carico del genitore al momento del decesso di quest'ultimo. In assenza del coniuge e dei figli o se, pur esistendo essi non abbiano diritto alla pensione ai superstiti, il diritto al trattamento pensionistico è riconosciuto ai genitori dell'assicurato o pensionato che al momento della morte di quest'ultimo abbiano compiuto il 65° anno di età, non siano titolari di pensione e risultino a carico del lavoratore deceduto.
Infine in assenza del coniuge, dei figli o del genitore o se, pur esistendo essi non abbiano diritto alla pensione ai superstiti, il diritto al trattamento pensionistico è riconosciuto ai fratelli celibi e sorelle nubili dell'assicurato o pensionato che al momento della morte di quest'ultimo siano inabili al lavoro, non siano titolari di pensione, siano a carico del lavoratore deceduto.

Ma quanto spetta? La pensione ai superstiti decorre dal primo giorno del mese successivo a quello del decesso del pensionato o dell'assicurato e spetta in una quota percentuale della pensione già liquidata o che sarebbe spettata all'assicurato. Le aliquote di reversibilità sono stabilite nelle seguenti misure: 60% per il coniuge senza figli; 80% per il coniuge con un figlio; 100% per il coniuge con due o più figli; 15% per ogni altro familiare avente diritto, diverso dal coniuge e figli. Qualora abbiano diritto a pensione i figli, ovvero i genitori o i fratelli o sorelle, le aliquote di reversibilità sono differenziate e prestabilite nella loro percentuale.

Gli importi dei trattamenti pensionistici ai superstiti sono cumulabili con i redditi del beneficiario (coniuge, genitori fratelli e sorelle), quasi sempre tuttavia con dei limiti stabiliti per legge.

Giova ricordare infine che la sentenza 174/2016 della Corte Costituzionale ha  ritenuto illegittimo il taglio alle pensioni stabilito da un decreto legge che prevedeva un taglio del 10% per ogni anno di matrimonio inferiore ai dieci nel caso di nozze fra persone con differenza di età superiore ai 20 anni e con uno dei due coniugi almeno 70enne. Tali pensioni sono state ricalcolate dall’INPS eliminando la precedente decurtazione.

La domanda per la pensione ai superstiti può essere presentata dagli enti di patronato operanti all’estero attraverso i servizi telematici offerti dagli stessi." conclude la nota diffusa dai deputati del PD, eletti dalla Circoscrizione Estero, Marco Fedi e Fabio Porta.(12/09/2017-ITL/ITNET)



Gentil* Signor*, car* amich*,

con la presente desidero mettervi a conoscenza dello svolgimento di una serata informativa per i nuovi cittadini italiani che si sono trasferiti da poco in Germania e in particolare a Stoccarda.

La serata informativa sul tema del "Riconoscimento dei diplomi stranier" si terrà mercoledi 04.10.2017 dalle ore 18,00 nei locali del Weltcafè (accanto al Welcome Center) - Charlottenplatz 17, 70173 Stuttgart.

Relatrici della serata sarnno le signore Anja Janus e Inka Edelmann, dell’AWO di Stoccarda che fa consulenza per il riconoscimento di titoli di studio e percorsi di qualifica .

La relazione sarà in lingua italiana e l'ingresso è libero !

Questa serata informativa rientra nel progetto "Vivere e lavorare in Germania" che prevede ulteriori serate informative nel corso dell'anno.
In allegato anche il Flyer con tutte le manifestazioni previste nel corso dell'anno.

Oltre ad un invito a partecipare per coloro che sono direttamente interessati, invito le colleghe e i colleghi/amiche-amici in indirizzo di divulgare e pubblicizzare questo evento presso quei concittadini che non vengono raggiunti da questa e-mail.

Ringrazio in anticipo per la collaborazione e con l'augurio di poter incontrare personalmente molti di voi, invio a tutt*

in Ohio e Vice Presidente del Comites della circoscrizione consolare di Detroit, artefice dell’iniziativa assieme alle altre organizzazioni che fanno parte del Consiglio delle Associazioni Italo Americane della contea di Summit ad Akron, a quei Consiglieri – prosegue Arcobelli – che hanno votato contro ed a tutta la comunità che è rimasta unita e forte. Il nostro amico e delegato Catalano dice ‘Questo deve servire da esempio a tutti, l’unione fa la forza’”.

Secondo Arcobelli si tratta di “un breve respiro di sollievo, bisognerà continuare a tenere la guardia alta, la dimostrazione che quando si è uniti come da tempo chiede il CTIM in questo tipo di iniziativa e si interviene con una presenza numerosa, il risultato finale – conclude il consigliere CGIE – sarà quello da noi auspicato. Prepariamoci per la prossima! Viva il Columbus Day!”.

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La lessicografia dinamica dell’italiano post-unitario

11-12 settembre 2017
Firenze, Accademia della Crusca
La Crusca ha avviato, come progetto strategico di lunga durata, la realizzazione di un vocabolario
on line dell’italiano post-unitario, integralmente basato su corpus. Il corpus su cui si fonderà la
nuova impresa lessicografica sarà in gran parte quello costituito con la collaborazione di otto
università unite nel progetto del «Corpus di riferimento per un Nuovo Vocabolario dell’Italiano
moderno e contemporaneo». Il nuovo vocabolario si prospetta come “Vocabolario dinamico
dell’italiano moderno” (VoDIM). Le novità che lo caratterizzeranno saranno molte, a cominciare
dal taglio cronologico (post 1861: l’italiano moderno, dunque) e dalla “dinamicità”, che si tradurrà
nella forma di interrogazione telematica su corpus variabile nel suo bilanciamento (come
spiegheremo qui di seguito). La scelta della fase storica, che comincia con l’Unità politica della
nazione, si giustifica per ragioni extralinguistiche: infatti lo Stato unitario ha cambiato radicalmente
le condizioni d’uso della lingua italiana rispetto ai secoli precedenti. Il nuovo vocabolario è
progettato per essere collocato in Rete, in libera consultazione, e utilizzerà strumenti informatici tali
da superare il problema del bilanciamento, così come è inteso tradizionalmente. Infatti, oltre alla
consultazione con bilanciamento standard, ad esempio simile a quello del tedesco “Digitales
Wörterbuch der deutschen Sprache” (che è stato il modello iniziale), sarà possibile la consultazione
“a corpus variabile”, cioè composta e selezionata a discrezione dell’utente. Il “vocabolario
dinamico” potrà dunque variare a ogni consultazione il lemmario e gli esempi selezionati dalla
ricerca dell’utente, lasciando all’utente medesimo la scelta in base alle sue curiosità e alle esigenze
del momento. Le “combinazioni lessicali” (o collocazioni), che oggi interessano molto i
lessicografi, saranno ovviamente selezionate con l’aiuto delle co-occorrenze statistiche, cioè con il
contributo dell’analisi computazionale. Si prevede di introdurre la datazione delle singole accezioni
che, a parte la presenza in qualche dizionario etimologico (a lemmario ridotto come il DELI, o
ampio, ma ancora in corso di lavorazione, come il LEI), rappresenta una novità per i dizionari
storici e dell’uso. Il convegno di cui qui si fornisce il programma è dunque l’importante avvio
pubblico della nuova iniziativa dell’Accademia della Crusca, la quale, in questo modo, ribadisce la
propria antica vocazione lessicografica.

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