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SINDACATI ITALIANI NEL MONDO - SERVIZI CONSOLARI - CONFSAL UNSA ESTERI : "COMPITI ISTITUZIONALI DEL MAECI. NO ACCORDO COLLABORAZIONE CON PATRONATI"

(2017-10-06)

"Et voilà! Ecco la geniale soluzione individuata dai nostri eletti all'estero: i servizi consolari sono carenti? Non vi preoccupate! Invece di pretenderli dalla Farnesina, li facciamo fare ai Patronati!" Così in una nota del Coordinamento Esteri della CONFSAL UNSA che è decisamente critico sull'iniziativa appena avviata fra MAECI e Patronati, e monitorata dal SOttosegretario agli Esteri con delega per gli Italiani all'estero e dai  parlamentari eletti all'estero del partito di maggioranza.

Afferma Iris Lauriola Segretario Generale del SIndacato Confsal UNSA : "È fresco di stampa il comunicato del Coordinamento Esteri della CONFSAL UNSA – il maggiore Sindacato del MAECI - con il quale è acceso un faro sulla necessità di rafforzare il personale dei consolati per venire incontro alle esigenze dei connazionali all’estero, sempre più abbandonati a se' stessi e spazientiti al massimo dopo le scriteriate chiusure di svariati Uffici consolari".  "Con questo comunicato - spiega la nota - abbiamo cercato di fare aprire gli occhi del MAECI, delle utenze dei consolati all'estero, dell'opinione pubblica, ma soprattutto dei nostri eletti all'estero, sulle conseguenze della palese negligenza del MAECI nel sostenere i compiti istituzionali ad esso demandati.

A questo punto, l’unica sensata richiesta ai responsabili del MAECI che gli italiani “elettori” all’estero si aspetterebbero anche dai politici che hanno mandato in Parlamento, è una sola: inviate più dipendenti all’estero al nostro servizio, assumete più personale, riaprite i consolati chiusi senza alcun criterio, sistemate e facilitate i servizi a nostro favore che lo Stato – e ripetiamo solo lo Stato- può e deve renderci!"
"Richiesta facile, no? No! A quanto pare non è tanto facile chiedere alla Farnesina una correzione di rotta a favore del proprio bacino d’utenza. Non è facile giacché, in politica, sembra opportuno dare conto a chi la politica te la fa fare" afferma Lauriola.

Quindi riportando un intervento dei parlamentari sull'incontro dei Patronati con la Farnesina "Allo stesso tempo, è stata sottolineata l’opportunità che alla ricerca di un costante miglioramento dei servizi resi  dalla nostra rete consolare si accompagni, in parallelo, anche uno sforzo di miglioramento e di sempre maggiore qualificazione dei servizi resi dagli stessi Patronati. I campi di possibile collaborazione certo non mancano: dall’AIRE al rilascio dei passaporti, dalle pratiche di cittadinanza a quelle per i visti, fino ad arrivare alle informazioni sulla fiscalità concorrente”.

Prosegue  "Ma tutti questi compiti - afferma la rappresentante della Confsal UNSA Esteri - non dovrebbero essere assolti dallo Stato, invece che da organizzazioni private a scopo di vantaggio economico che ai propri assistiti non forniscono adeguate tutele per assenza di una riforma della legge 152 del 2001? "
Per cui sostiene "C’è veramente da chiedersi: calcolo o ingenuità politica? Un accordo di collaborazione con i Patronati per il rilascio dei passaporti e le pratiche di cittadinanza? In parole povere, che significa? Fatevi da parte che ci pensiamo noi, mentre potrete mandare a casa gli impiegati dei consolati, poiché il nostro conto sarà meno salato? Il “braccio politico” degli italiani all’estero lascia quindi perdere la lotta, alleandosi con la controparte ministeriale per ricavarne un risultato tangibile a favore di “organizzazioni” amiche? Do ut des! Valeva duemila anni fa e, a quanto pare, sembra valere ancora. "

"Dal punto di vista sindacale – che è l’unico punto di vista che il Coordinamento Estero della CONFSAL UNSA si concede- afferma la segretaria della Confsal UNSA coordinamento Esteri -  è inevitabile l’impressione che questi deputati avranno i loro buoni motivi per dimenticarsi delle richieste incalzanti ai loro interlocutori presso il MAECI (anche a tutela dei lavoratori della Farnesina sulla rete estera), preferendo la lotta per il consolidamento, l’espansione, l’affermazione dell’influenza sul territorio –e il conseguente aumento del peso politico all’estero- dei Patronati. Una chiara scelta. Un’opportunità politica che impone di occupare gli spazi che lo Stato ha lasciato vuoti nell’oblio verso i milioni e milioni d’italiani che all’estero si sono recati per pura necessità." a

Infine, sostiene  "L’aspetto piacevole della notizia “sull’avvio del percorso di definizione di una convenzione MAECI-Patronati per il rafforzamento dei servizi alle nostre collettività ? Finalmente sono cadute le maschere! Meglio un dichiarato avversario politico che un falso alleato! - commenta, aggiungendo "E questo non vale solo per noi -impegnati nella lotta sindacale a favore degli interessi dei lavoratori all’estero e dei lavoratori sparsi sulla rete consolare-, vale anche per gli elettori, quelli cioè che metteranno la crocetta (o non la metteranno) sui nomi di chi ha preferito, al posto della protesta, dell’indignazione, della lotta all'inefficienza delle istituzioni pubbliche, favorire la fuga dalle proprie responsabilità di una quota di Amministrazione statale!" accusa senza mezzi termini l'esponente del Sindacato Confsal Unsa Esteri " (06/10/2017-ITL/ITNET)

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