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SICUREZZA SOCIALE - PREVIDENZA - TAVOLO TECNICO: DA CGIL CISL E UIL RICHIESTA PUNTI PRINCIPALI FASE 2 PENSIONE GIOVANI E DONNE: CONSIGLIERE GOVERNO: NO AMPLIAMENTO TRATTATIVA" - INTERVENTI CAMUSSO, BARBAGALLO

(2017-11-08)

Prosegue il confronto a Palazzo Chigi tra Governo e sindacati confederali sulla previdenza. Dopo l’incontro dello scorso 2 novembre tra i segretari generali di Cgil, Cisl, Uil, il Presidente del Consiglio Gentiloni e i ministri Poletti, Madia e Padoan, si è riunito nelle giornate di lunedì e martedì un tavolo tecnico con all’ordine del giorno il nodo dell’aspettativa di vita e alcuni temi legati alla previdenza complementare e il Fis.

I segretari confederali di Cgil, Cisl e Uil hanno chiesto di inserire nella discussione i punti principali della Fase due, in particolare quelli riguardanti la pensione dei giovani e delle donne, ma il consigliere economico di Palazzo Chigi, Marco Leonardi, ha dichiarato di non avere il mandato per un ampliamento della trattativa.

Ieri il Governo ha presentato la propria proposta ai sindacati, di cui si tornerà a discutere domani, giovedì 9 novembre. Il calendario prevede poi un eventuale approfondimento nella mattinata di lunedì prossimo, 13 novembre, data in cui si terrà il vertice conclusivo di natura politica a cui parteciperanno Camusso, Furlan, Barbagallo e i membri dell’Esecutivo.

In quella occasione, come ha spiegato il segretario generale della Cgil, “si conosceranno le cifre concrete e le intenzioni reali. Verificheremo cioè se ci sarà una vera disponibilità a cambiare i meccanismi sull’aspettativa di vita oppure no, e se ci sarà bisogno di scegliere altre strade per ottenere risposte anche su altri temi”.

Per il  Segretario generale della Uil, Carmelo Barbagallo, intervenuto questa mattina a Chianciano al Consiglio nazionale della Uil pensionati “Abbiamo sempre detto che il meccanismo automatico legato all’aspettativa di vita riferito alla generalità della popolazione e poi applicato indifferentemente a tutti i lavori, che non sono tra loro uguali, crea problemi. Ecco perché - ha ribadito Barbagallo - abbiamo proposto di insediare una Commissione tecnico-scientifica, con la presenza di rappresentanti del Governo e delle parti sociali per verificare, settore per settore, quali sono i lavori gravosi. Abbiamo un anno di tempo, prima del 2019, per arrivare a una conclusione su questo punto. Ora, bisogna dare risposte in merito all’adeguamento delle pensioni in essere, alle garanzie per le future pensioni dei giovani che svolgono lavori discontinui, alle diseguaglianze che gravano sulle donne dedite anche ai lavori di cura.

In Germania - ha precisato il leader della Uil - andranno in pensione a 67 anni nel 2030, mentre noi siamo costretti a fare i conti con questa inaccettabile, insostenibile e ingiusta sovrapposizione tra la legge Fornero e il meccanismo dell’aspettativa di vita. Oggi - ha concluso il leader della Uil - al Paese non servirebbe un Sindacato che scende in piazza, non vogliamo creare problemi alla già lenta ripresa economica: se ne rendano conto e non ci costringano a questo passo”.

"Ci stiamo impegnando e lo stiamo facendo ovviamente con grande serietà. I tempi sono stretti ma se c'e' una volontà forte di fare un lavoro serio ci si può assolutamente riuscire". Così la Segretaria Generale della Cisl, Annamaria Furlan a margine del Consiglio Generale della Cisl di Treviso e di Belluno. " Va fatto tutto quello che e' possibile fare, perché abbiamo davanti questioni importanti che riguardano uomini e donne in questo Paese, non solo dati statistici. Credo pertanto che dobbiamo andare avanti convinti che si può e che ci sono le condizioni, se si vuole tra tutte le parti interessate, per poter realizzare tutto questo".

Si è espressa anche in merito alle osservazioni rilasciate da Banca d'Italia e Corte dei Conti sulla necessità di correggere alcuni aspetti della riforma: "E' importante che Banca d'Italia e Corte dei Conti riconoscano che bisogna correggere alcuni aspetti della riforma del sistema pensionistico, nel segno dell'equità" ha commentato. "Noi non abbiamo mai detto che vada cancellata per tutti l'aspettativa di vita e nell'accordo con il Governo dello corso anno abbiamo detto che va rivisitato il meccanismo perché non tutti i lavori sono uguali, non è uguale la gravosità, né lo sono i pericoli e quindi evidentemente bisogna fare un lavoro importante che identifichi la reale aspettativa di vita, in base al lavoro che uno svolge. Se si lavora in un laminatoio o si lavoro sulle impalcature vien difficile arrivare a quell'aspettativa di vita che è la media dell'Istat. Quindi il lavoro che va fatto è quello di identificare quei mestieri per cui deve essere bloccato il meccanismo di un continuo innalzamento dell'età pensionabile. C'è un tema di compatibilità economica ma c'è anche un tema di compatibilità sociale e di compatibilità umana di cui assolutamente bisogna tenere conto"ha concluso la leader della Cisl.

E nell'Audizione Cisl svoltasi ieri presso le Commissioni riunite Bilancio di Camera e Senato sulla manovra economica 2018-2020, circa il capitolo previdenza la Cisl  ha evidenziato la limitata risposta nella legge di bilancio alle richieste sindacali sul fronte pensioni. "Restano fuori materie che comunque non avrebbero portato nell'immediato a oneri per il bilancio pubblico come il legame tra aspettativa di vita ed eta' del pensionamento, o il ritorno alla perequazione delle pensioni a scaglioni secondo quanto previsto dalla legge 388/2000. Questi interventi peserebbero sulla finanza pubblica solo dal 2019; pertanto, pur criticando il fatto che il governo non ha dato risposte concrete in merito, riteniamo che il confronto possa e debba continuare, cosi' come deve continuare sulla pensione di garanzia per i giovani".(08/11/2017-ITL/ITNET)


(08/11/2017-ITL/ITNET)

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