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DIRITTI DEI CITTADINI - LIBERTA' DI STAMPA - EURODEPUTATI VOTANO RISOLUZIONE NON LEGISLATIVA REDATTA DA ITALIANA SPINELLI A SALVAGUARDIA PLURALISMO E LIBERTA' DI STAMPA

(2018-05-03)

  La libertà di stampa è un elemento fondamentale per la democrazia, ma perfino in Europa, baluardo della libertà di stampa, le cose stanno peggiorando.  Secondo quanto riportato dall'indice mondiale della libertà di stampa stilata da Reporter senza frontiere, l'astio nei confronti dei giornalisti sta crescendo e in alcuni casi viene apertamente incoraggiato da esponenti politici. Il rapporto indica che sempre più leader politici eletti democraticamente tendono a minimizzare il ruolo dei media nella società democratica e considerano i giornalisti come avversari, ricorrendo in alcuni casi alla violenza verbale.

L'Europa è considerata la regione in cui il diritto alla libertà di stampa viene maggiormente garantito, tuttavia le quattro più eclatanti regressioni nella classifica di quest'anno rispetto al 2017 riguardano proprio dei paesi dell'UE: Malta (da 45° a 65°), Repubblica Ceca (da 23° a 34°), Serbia (da 66° a 76°) e Slovacchia (da 17° a 27°).  Tre paesi dell'UE, d'altro canto, figurano in testa alla classifica tra le prime quattro posizioni, ossia Svezia, Paesi Bassi e Finlandia. L’Italia si trova al 46esimo posto, sei posizioni in più rispetto all’anno precedente, ma comunque agli ultimi posti fra i paesi dell’UE.
 
L'indice mostra l'influenza di figure politiche forti come Putin in Russia (148° posto) e Xi Jinping in Cina (176° posto), che reprimono le voci indipendenti e controllano notizie e informazioni. Anche la guerra influisce sulla libertà di stampa. Quest'anno l'Iraq, avendo perso due posizioni rispetto all'anno precedente, si trova al 160° posto ed entra così nella parte considerata "pessima" della classifica. Questa categoria conta quest'anno 22 paesi, il numero più alto mai registrato fino ad oggi.

Nell'arco di cinque mesi l'Europa ha affrontato la perdita di due giornalisti d'inchiesta. Si tratta di Daphne Caruana Galizia, giornalista maltese uccisa con un'autobomba a ottobre 2017 e del giornalista slovacco Ján Kuciak e della sua compagna Martina Kušnírová, assassinati a febbraio di quest'anno. Questi episodi dimostrano come l'UE non possa dare per scontata la libertà di stampa.
 
Il 3 maggio 2018 il parlamento ha votato una risoluzione non legislativa  con 488 voti favorevoli, 43 contrari e 114 astenuti. A redigerla la deputata italiana Barbara Spinelli della Sinistra unitaria europea a salvaguardia del pluralismo e della libertà dei media

Gli eurodeputati hanno ricordato anche l’importanza fondamentale dei media all’interno di una società democratica. Mezzi di comunicazione liberi, pluralistici e indipendenti sono essenziali per garantire il rispetto del diritto alla libertà d’espressione. È quindi necessario che gli stati membri mettano a disposizione adeguati fondi pubblici per assicurarne la tutela.

Nella risoluzione si riafferma che i giornalisti debbano poter lavorare in un contesto idoneo allo svolgimento dei loro compiti: ciò significa assicurare l’assenza di elementi fortemente condizionanti come pressioni esterne, dipendenza, vulnerabilità e instabilità.
 
Tra le proposte figura la creazione di un organismo di regolamentazione indipendente che collabori con le associazioni dei giornalisti per vigilare e segnalare atti violenti e minacce nei loro confronti.

Per gli eurodeputati le notizie false (dall’inglese fake news, o più comunemente “bufale”) costituiscono una minaccia e contribuiscono alla disinformazione. È importante quindi offrire ai cittadini un’informazione che sia sempre di alta qualità. Per prevenire la diffusione della disinformazione, i deputati propongono alle piattaforme di social media di sviluppare degli strumenti per consentire agli utenti di contrassegnare e segnalare le notizie presumibilmente false. Delle organizzazioni terze, imparziali e indipendenti, si occuperebbero poi della rettifica delle informazioni segnalate.
(03/05/2018-ITL/ITNET)

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