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SINDACATI PENSIONATI ITALIANI NEL MONDO - CONGRESSO UILP - BELLISSIMA (SEGR.GEN.)"IN UN MONDO GLOBALIZZATO NECESSARIO GLOBALIZZARE SINDACATI PER GARANTIRE DIRITTI. DA SINDACATI PENSIONATI POSSIBILE ESEMPIO NUOVO MODELLO CONFEDERALE.

(2018-05-22)

  Se la UILP preconizza la necessità di un ritorno "agli ideali del sindacalismo confederale, dello stare insieme per realizzare una società  a misura di essere umano, dove il lavoro, la solidarietà, la giustizia social, l’equità, il diritto alla salute, il diritto alla pensione  siano i tutti e per tutti e non solo per alcuni" (vedi:http://www.italiannetwork.it/news.aspx?ln=it&id=53204 )il sindacato  deve anche fare i conti con un " mondo che è totalmente cambiato ed in cui l’unica eccezione è proprio il sindacato.” Un sindacato che, in buona sostanza,  deve guardare lontano" sia concettualmente che geograficamente.

“ La globalizzazione dell’economia - puntualizza il Segretario Generale della UILP Bellissima - ha spostato quasi tutti i centri decisionali sottraendoli ai singoli Paesi e spiazzando i sindacati che non trovano più le loro controparti.
Sono prevalentemente i grandi gruppi multinazionali a decidere lo sviluppo di intere aree geografiche, mettendo in concorrenza i lavoratori: meno salario, meno diritti, più lavoro.
Vediamo ogni giorno la delocalizzazione di aziende che dall’Italia si spostano in altri luoghi, in Asia, ma anche in Europa, in Romania, in Polonia, per risparmiare sul costo del lavoro.  I lavoratori degli stabilimenti di ogni singolo Paese e i loro sindacati, compresi quelli nazionali, non hanno potere negoziale nei confronti dell’azienda, perché la produzione è ripartita tra i diversi Paesi per quote di prodotto, in modo che in caso venga meno la quota di produzione di un Paese, per scioperi o altro, questa può essere facilmente sostituita alzando la produzione negli altri stabilimenti”.

La “finanziarizzazione dell’economia ha , inoltre, prodotto un sistema organizzato in modo tale da privilegiare i rendimenti degli azionisti, a scapito dei salari, delle pensioni e dell’equità fiscale, con una rete globale di paradisi fiscali che consentono alle imprese di evadere o aggirare il fisco. C’è, poi, una grandissima mobilità dei capitali che possono essere trasferiti agevolmente dentro e fuori le nazioni e le imprese.
Ci sono i poteri delle grandi nazioni: Stati Uniti, Cina, Russia. I poteri dell’Unione europea. I poteri degli organismi sovranazionali, quali il Fondo monetario internazionale, la Bce, ecc. Il sindacato non ha più le controparti e non ha strumenti per contrapporsi efficacemente.
È evidente - commenta Bellissima -  che il suo modello organizzativo, in Italia come nel resto del mondo, è inadeguato a fronteggiare questa nuova realtà."  Per il Segretario Generale della UILP - che per tempo aveva lanciato l’allarme quando ancora non era chiara la portata delle dinamiche in atto - l’unica risposta possibile è “ farsi promotori della globalizzazione del sindacato"

"Serve dunque un nuovo modello di sindacato europeo e internazionale, con poteri propri, trasferendo quote di sovranità  al sindacato europeo (alla Ces) e al sindacato mondiale (al Csi), affinché diventino veri soggetti contrattuali capaci di contrastare lo strapotere della finanza e delle multinazionali e ripristinare la giustizia sociale e lo sviluppo equo e sostenibile". Un'idea che troverà assolutamente concordi i sindacalisti del Brasile e della Spagna, presenti al Congresso, ma meno entusiasmo in altre realtà, anche, europee".

Complesso, comunque, il discorso sul fronte confederale italiano, dove " non tutti sono disponibili a cedere proprie quote di sovranità nazionale e non sono portatori di un'unica proposta di riforma del sindacato europeo e mondiale…" mentre per fare tutto questo, "serve un parallelo rafforzamento del percorso unitario tra Cgil, Cisl, Uil.” costruendo "un
A tal proposito, Bellissima segnala  “Se non vogliamo soccombere di fronte alla globalizzazione dell’economia, un nuovo modello organizzativo" . Quello attuale è ripetitivo, troppo dispendioso ed eccessivamente relegato dentro i confini nazionali. Non funziona più" stigmatizza il Segretario Generale delle UILP, che però fa presente  “Noi pensionati – anche nei momenti più difficili abbiamo saputo conservare e coltivare relazioni e collaborazioni tra i nostri sindacati" E dunque " siamo probabilmente i soli che possono tentare un concreto avanzamento dell’unità sindacale e offrire alle Confederazioni uno spunto e un esempio costruttivo."  "Non bastano tuttavia le nostre volontà.... dobbiamo realizzare il consenso delle nostre organizzazioni e per questo dobbiamo ricercare la migliore sintesi unitaria possibile. L’impegno della Uilp per il futuro è quello di costruire in Italia un grande sindacato dei pensionati forte e rappresentativo, preferibilmente unitario, diffuso e presente in ogni parte del Paese. "  Questo il punto centrale dell'impegno nazionale ed internazionale perseguito dal Segretario Generale della UILP, che poco dopo riceverà il plauso dei Segretari di SPI CGIL e FNP CISL.

Quanto agli organismi sindacali confederali europei ed internazionali  "alla luce della maggiore autorevolezza che la Ferpa - Federazione europea dei pensionati e delle persone anziane - va acquistando negli anni, dalla UILP emerge la richiesta di rafforzare ulteriormente il sindacato europeo nella Ces e nelle istituzioni europee, grazie anche all’impegno delle organizzazioni italiane e in particolare  della  Uilp.

" Nell’ultima Conferenza di metà mandato della Ces, che si è svolta a Roma, ricorda Bellissima,  abbiamo quasi raggiunto – grazie anche al grande lavoro di Agostino Siciliano che nei mesi precedenti aveva temporaneamente sostituito Carla Cantone nelle funzioni di Segretario generale ad interim della Ferpa – l’obiettivo del pieno diritto di voto. Ci riproveremo al Congresso Ces. Credo che potremo farcela, se saremo uniti e determinati. È un obiettivo minimo ed è scandaloso che tanti sindacati europei dei lavoratori, soprattutto nel nord Europa, ancora non si rendano conto della sua importanza.

Come Ferpa, come Ces e come sindacati nazionali dei lavoratori e dei pensionati dobbiamo, poi, lavorare tutti insieme per cambiare l’Unione europea e l’Europa ... "Abbiamo bisogno di più Europa, non di meno Europa. E il movimento sindacale si deve fare carico di rilanciare in tutto il continente una grande e crescente mobilitazione di massa per sostenere l’Europa sociale, l’Europa dei popoli e riprendere il cammino verso gli Stati Uniti d’Europa."

Tirando dunque le fila "Spetta alle organizzazioni sindacali dei pensionati dare impulso al suo rilancio, costituendo il sindacato mondiale dei pensionati. Ci stiamo lavorando!  afferma Bellissima ricordando  "Il 14 e il 15 maggio avevamo previsto un grande convegno a Roma con i sindacati e le associazioni dei pensionati del Brasile, per lanciare l’invito a tutti i pensionati del mondo a dar vita all’Internazionale dei pensionati..Per inconvenienti tecnici, l’iniziativa è stata rinviata, ma il nostro impegno continuerà e la rilanceremo quanto prima, insieme ai sindacati brasiliani.
Dobbiamo dar vita a un grande sindacato mondiale dei pensionati, capace di rappresentare la grande rivoluzione demografica in atto in tutto il mondo.
Le persone anziane sono una grande risorsa umana, culturale, sociale, professionale ed economica, e come tali vanno valorizzate, evitando che l’incapacità della politica di affrontare e risolvere i problemi che l’allungamento dell’aspettativa di vita pone, si trasformi in discriminazioni, ingiustizie, ghettizzazioni delle persone anziane. O addirittura in sofferenze e umiliazioni. Come purtroppo accade spesso, anche nel nostro apparentemente civile Paese.
Io credo che i tempi siano maturi".. Al massimo, dice Bellissima "si potrà ritardare ancora per un po’ di tempo, così come purtroppo hanno fatto e continuano a fare i sindacati di categoria dei lavoratori di alcuni Stati del Nord Europa, ma alla fine la determinazione dei pensionati vincerà e sarà un vero trionfo per la democrazia e per il sindacato." ha concluso  il Segretario Generale della UILP con una lettura internazionale della dimensione sindacale in un mondo nel quale è impossibile non fare i conti con gli effetti della globalizzazione". (22/05/2018-ITL/ITNET)

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