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PATRONATI ITALIANI NEL MONDO - APPUNTAMENTO CON L'ITAL UIL A GINEVRA PROMOSSA DA SAIG : AL CENTRO AGGIORNAMENTO OBBLIGHI FISCALI ITALIA R SVIZZERA , SUCCESSIONIE E CASSA PENSIONE

(2018-05-27)

  Il 4 maggio si è tenuta presso la sede della SAIG la prima conferenza dell’anno alla presenza del Presidente della Ital-Uil Svizzera, Mariano Franzin, della Dott.ssa Grazia Tredanari, Presidente dei CoM.It.Es dei cantoni Vaud, Friburgo e Vallese nonché responsabile ITAL a Ginevra, e l’Avv. Alessandra Testaguzza, legale della SAIG e relatrice, per la serata, sul tema delle successioni.

Dopo le presentazioni ed i saluti di rito da parte del coordinatore della SAIG, Carmelo Vaccaro, la parola è passata a Mariano Franzin, che ha fatto un breve riassunto sull’amnistia fiscale in vigore dal 2010 che permette ai residenti in Svizzera (cittadini di qualsiasi nazionalità) di dichiarare i beni mobili e immobili che possiedono all’estero e non ancora annunciati al fisco svizzero di poter autodenunciare questi beni mettendosi così in regola con il fisco elvetico pagando la differenza dell’imposta dovuta per gli ultimi dieci anni e gli interessi.

Con questa autodenuncia evitano la multa e un’eventuale denuncia penale qualora venissero scoperti successivamente dal fisco svizzero. Franzin ha ricordato altresì che entro settembre di quest’anno è previsto lo scambio di informazioni fiscali tra i Paesi firmatari dell’accordo internazionale. Ciò significa che l’Agenzia delle Entrate italiana trasmetterà d’ufficio all’Amministrazione fiscale federale i dati dei titolari di conti bancari, postali e di polizze vita che il cittadino italiano residente in Svizzera possiede in Italia e viceversa la Svizzera comunicherà all’Agenzia delle Entrate i titolari dei conti svizzeri di coloro che risiedono in Italia. Chi si è messo in regola dichiarando questi beni posseduti in Italia non ha nulla da temere. Per gli altri sarà l’Amministrazione fiscale svizzera che provvederà ad effettuare i singoli controlli e intervenire in applicazione dell’Accordo fiscale in vigore.

Dalle autodenunce presentate nei mesi scorsi si è potuto fare un primo bilancio di casi delicati e per qualche verso oneroso soprattutto per quei pensionati beneficiari di prestazioni complementari all’AVS o all’AI e che non avevano denunciato prima i beni posseduti. Abbiamo così costatato che alcune di queste persone si sono viste recapitare, oltre ai conteggi fiscali aggiornati per gli ultimi dieci anni, anche la revisione del diritto alle prestazioni complementari alla luce di questa nuova situazione finanziaria e patrimoniale. I casi limite a nostra conoscenza, sottolineava Franzin, sono richieste di rimborsi da parte del Service des prestations complémentaires, per prestazioni ricevute indebitamente negli anni per oltre fr. 50.000 un caso, oltre fr. 100.000 il secondo e perfino uno che superava i fr. 240.000.

A questo punto non resta che suggerire a tutti i futuri pensionati che dovranno ricorrere alle prestazioni complementari perché le loro rendite AVS e di cassa pensione non sono sufficienti al fabbisogno mensile, di riflettere e consigliarsi bene cosa va dichiarato e sulle procedure da seguire prima di presentare una richiesta di prestazioni complementari. Questo eviterà loro inaspettate e brutte sorprese come quelle sopra riportate.

Quanto all’IRPEF, la dichiarazione dei redditi in Italia, posto che la dichiarazione dei redditi deve SEMPRE essere fatta nel paese nel quale si risiede stabilmente, l’IRPEF non deve essere presentata da coloro che hanno immobili che hanno rendita catastale uguale od inferiore a 500 euro.

Franzin ha anche informato che, per quanto riguarda il pagamento del canone TV, chi non è in possesso di un apparecchio televisivo in Italia, è obbligato ad inviare OGNI ANNO, entro e non oltre il 31 gennaio, una raccomandata con ricevuta di ritorno, alla sede RAI a Torino, facendo presente la situazione. Questo per evitare il pagamento del canone annuale che ora si paga, ha ricordato Franzin, con la bolletta della corrente elettrica. Se ci si dimentica di rispettare il suddetto termine, bisognerà pagare il canone in bolletta.

L’Avv. Alessandra Testaguzza ha precisato che il servizio delle prestazioni complementari ha iniziato proprio nel mese di aprile di quest’anno, ad inviare le prime denunce penali al procuratore di Ginevra, a carico di coloro che non hanno voluto aderire all’iniziativa di Mauro Poggia di autodenunciarsi entro la fine del 2016. E, difatti, stanno arrivando le prime convocazioni formali.

D’altra parte, i cittadini sono stati ampiamente informati circa le procedure che gli uffici avrebbero intrapreso per contrastare un fenomeno che deve ormai essere arginato, con buona pace di tutti coloro che, non credendo a tutti gli avvertimenti inviati, non hanno voluto in alcun modo adeguarsi.

L’Avv. Testaguzza ha anche precisato che i debiti accumulati con l’SPC se non saldati dai diretti interessati, saranno a carico dei futuri eredi.

Grazia Tredanari, responsabile dell’ufficio della ITAL-UIL a Ginevra, ha precisato ancor meglio quello che la ITAL-UIL GE può fare per aiutare i pensionati a non pagare più le tasse immobiliari su uno degli immobili in Italia. Si possono anche occupare di preparare le dichiarazioni dei redditi in Italia per quelli che sono tenuti a farle e di richiedere all’INPS il rimborso delle imposte sulle pensioni di vecchiaia che sono soggette a pagamento delle imposte in Svizzera. L’IMU, infatti, dal 2015, non dovrà più essere pagato sull’immobile dichiarato come prima casa. La normativa è stata estesa anche ai pensionati italiani iscritti all’AIRE, i quali potranno scegliere su quale immobile non pagare l’IMU (solitamente quello che ha l’IMU più alta), a nulla valendo le eccezioni di alcuni Comuni che negano tale scelta con scuse pretestuose.

I presenti hanno posto qualche domanda circa l’opportunità di donare gli immobili ai propri figli per evitare problemi e spese di successione un domani. L’Avv. Testaguzza, ha fatto presente che, quanto alle spese, in caso di donazione si dovranno calcolare sia l’imposta di registro che gli onorari del notaio, mentre in caso di successione si dovrà pagare il 2% e l’1% del valore fiscale degli immobili lasciati in successione (oltre a € 35,00 per ogni conservatoria, € 64,00 e circa € 20,00 di Tributi speciali). Quindi non c’è un vero risparmio in denaro, ma la scelta deve dipendere solo da ragioni di opportunità nel caso di evitare ai propri discendenti le pratiche di successione.

Quanto alle restituzioni alle complementari, si ritiene opportuno verificare caso per caso, avvertendo che gli uffici hanno la possibilità di bloccare i conti correnti in Svizzera con una semplice comunicazione alla banca ove si è correntisti, senza bisogno di procurarsi un titolo in Tribunale.

In questi casi, dai conti non si potrà più prelevare nulla e, dunque, tutti i relatori hanno consigliato di farsi subito parte diligente presso gli uffici, non appena ricevute le decisioni di rimborso, cioè presentarsi, pagare immediatamente quello che si può e cercare di rateizzare il resto, in modo da evitare di trovarsi senza la possibilità di operare sui propri conti bancari e/o postali (ove magari confluiscono le pensioni e con i quali si procede ogni mese al pagamento dell’affitto di casa, utenze, etc.).

Tutte le procedure messe in campo oggi non possono tener conto delle difficoltà soggettive a restituire grosse somme di denaro, ma devono trattare tutti allo stesso modo: se di restituzione si tratta, non si terrà conto delle particolarità di ognuno, fatte salve, naturalmente, alcune situazioni oggettive e particolari che dovranno essere, però, adeguatamente motivate. (27/05/2018-SAIG-ITAL-UIL – ITL/ITNET)

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