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MIGRAZIONI - EUROPA/NIGERIA - PRES. EUROPARL. TAJANI :MODELLO NIGERIA ESEMPIO CONTENIMENTO FLUSSI MIGRATORI. SOLUZIONI: INVESTIMENTI E PARTENARIATI ECONOMICI. MISSIONE ECONOMICA EUROPEA PRIMO PASSO

(2018-07-18)

  “Fino al 2016 attraverso il Niger transitava il 90 % dei migranti irregolari diretti in Libia e in Europa. Il Paese africano in soli 2 anni ha ridotto questi flussi del 95% passando da oltre 300 mila a circa 10 mila nel 2018. Dobbiamo sostenere questo modello ed estenderlo ad altri Paesi del Sahel al pari di quanto è stato fatto in precedenza con la Turchia che ha ricevuto 6 miliardi di euro per chiudere la cosiddetta ‘rotta Balcanica’”, ha dichiarato il Presidente Tajani, a conclusione della sua visita ufficiale a Niamey, in Niger dove si è recato alla guida di una missione di imprenditori, ricercatori, e rappresentanti di organizzazioni internazionali. 

“Accanto a un efficace controllo delle frontiere esterne, le crisi migratorie vanno affrontate e risolte alla radice, con investimenti e partenariati economici che producano sviluppo economico e opportunità per i giovani africani. Sono convinto che la missione di diplomazia economica e tecnologica che mi ha accompagnato in Niger sia un primo passo per attirare investimenti europei e trasferimenti di tecnologie verso il Niger”, ha aggiunto Tajani.

Il Niger è uno dei principali Paesi di transito dei migranti diretti verso l'UE. Si stima che circa il 90% dei migranti dall'Africa occidentale in viaggio verso la Libia e l'Europa passi attraverso il Niger.

Tra il 2016 e il 2017, i numeri sono stati significativamente ridotti. Nel 2016 l'Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (OIM) ha osservato 333.891 individui in uscita attraverso i confini del Niger (principalmente verso la Libia). Nel 2017 il numero è sceso a 17.634. La tendenza alla diminuzione dei flussi migratori sembra confermata dalle stime del 2018, che indicano un totale di circa 10.000 persone.

Il Niger ospita attualmente oltre 300.000 rifugiati e sfollati in fuga dalle crisi nei paesi limitrofi. I campi profughi sono concentrati nella regione sud-orientale di Diffa e nelle regioni settentrionali e nord-occidentali di Tahoua e Tillabery, dove si sta verificando una grave crisi umanitaria. Secondo i dati dell'UNHCR, nel gennaio 2018 c’erano 310.626 persone bisognose di assistenza in Niger. Di questi, 129.520 sono sfollati interni (IDP). I restanti sono cittadini non nigeriani e provengono principalmente da Mali e Nigeria.

Il Presidente Tajani ha anche sottolineato la necessità di un approccio europeo comune e strategico ai rapporti con i paesi africani ed in particolare con quelli del Sahel (oltre al Niger, Burkina Faso, Mali, Mauritania e Ciad): “l’immigrazione irregolare e la crescita dell’Africa necessitano una strategia di livello europeo. Qualsiasi soluzione intrapresa a livello nazionale finisce per essere temporanea, isolata ed inefficace. Serve una visione di medio-lungo termine, con un vero ‘Piano Marshall’ capace di mobilizzare investimenti pubblici e privati di ampia portata nel continente africano. In tal senso, la collaborazione con il Niger è stata straordinaria e rappresenta un modello per molti altri Paesi africani”.

Il Presidente del Parlamento europeo Antonio Tajani, ha anche fatto visita ad un centro di accoglienza per rifugiati gestito dall´ Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) evacuati in Niger dalla Libia, nel corso del quale ha espresso il suo impegno per rafforzare la lotta contro i trafficanti che infliggono violenze e torture indicibili a uomini, donne e bambini: “queste giovani rifugiate somale ed eritree mi hanno raccontato le orribili violenze che hanno subito nei campi libici. Sono state salvate grazie all’azione dell´UNHCR e dell´UE. Il loro strazio ci spinge a lottare contro i trafficanti”.

Il Presidente Tajani è stato ricevuto a Niamey dal Presidente del Niger, Mahamadou Issoufou, dal Presidente dell’Assemblea nazionale nigerina, Ousseini Tini, e dal Primo Ministro, Brigi Rafini. Ha avuto incontri e colloqui con i Presidenti delle Assemblee nazionali dei Paesi del G5 Sahel e con il Segretario generale della Comunità dei 29 Stati del Sahel e del Sahara (CEN-SAD), Ibrahim Sani Abani.

Tajani ha anche sottolineato l´importanza di avviare un processo di democratizzazione della Libia con l´obiettivo di stabilizzare l´intera regione. “Oltre al Niger, anche Ciad, Burkina Faso, Mali e Mauritania sono nostri partner chiave per giungere ad una soluzione della crisi libica. Di conseguenza, ho invitato i rappresentanti di questi Paesi a partecipare alla conferenza di sostegno all´organizzazione di elezioni democratiche in Libia che il Parlamento europeo organizzerà, il prossimo 10 ottobre, a Bruxelles”, ha annunciato Tajani.

Nel corso della sua visita, il Presidente del Parlamento europeo, Antonio Tajani, si è inoltre impegnato a rafforzare in favore di studenti nigerini il programma Erasmus+ e a condurre ulteriori iniziative congiunte nei settori strategici delle energie rinnovabili, dell’agricoltura, della gestione delle risorse idriche e del digitale.

Il Fondo fiduciario di emergenza Ue per l’Africa

Il Fondo fiduciario di emergenza dell’Unione europea mira a promuovere la stabilità in Africa, affrontando alla radice le cause della destabilizzazione e dei fenomeni migratori. Ad oggi, questo Fondo ha messo a disposizione 3,3 miliardi di euro in tre regioni chiave: Sahel e Lago Ciad, Corno d’Africa e Nord Africa, con l’obiettivo di aiutare oltre 160.000 migranti in transito e creare oltre 250.000 posti di lavoro.

Con 230 milioni di euro stanziati a favore di 11 progetti, il Niger è il principale beneficiario dell’Emergency Trust Fund for Africa. Uno di questi 11 progetti, investe circa 6,9 milioni di euro per la formazione professionale e l’accesso al mercato del lavoro dei giovani, nella regione di Zinder e Agadez. Si stima, inoltre, che oltre 9.000 giovani imprenditori sono riusciti ad avviare una propria attività, in Niger, grazie ai progetti sostenuti dal Fondo fiduciario.

Dal gennaio 2017, grazie al sostegno Ue attraverso il Fondo fiduciario di emergenza per l'Africa, l'Organizzazione internazionale per le migrazioni (IOM) ha trasferito dalla Libia al Niger circa 23.000 migranti che desideravano tornare, volontariamente, nel loro Paese d’origine. A partire da novembre 2017, oltre 1.700 rifugiati vulnerabili e richiedenti asilo sono stati sfollati dalla Libia e trasferiti in Niger.

A seguito del Consiglio europeo del 28-29 giugno, sono stati stanziati ulteriori 500 milioni di euro provenienti dal bilancio Ue a favore del Fondo fiduciario di emergenza per l’Africa.

Aiuto umanitario dell'UE in Africa e altri progetti

Gli aiuti Ue sono principalmente erogati attraverso il Fondo europeo di sviluppo, giunto ora alla sua 11esima edizione, che prevede un totale di 596 milioni di euro per il Niger, nel periodo 2014-2020. Nel 2017, l’aiuto umanitario totale per il Niger è stato pari a 42,6 milioni di euro, per progetti di assistenza alimentare, azioni in risposta alla violenza di Boko Haram a Diffa, e il sostegno ai rifugiati del Mali in Niger.

Il Piano investimenti Ue per l’Africa

Il Piano di investimenti esterni (EIP) è stato lanciato nel 2017, allo scopo di attrarre investimenti privati In Africa. L’obiettivo è mobilitare 44 miliardi di euro di investimenti complessivi, attraverso un input iniziale UE di 4,1 miliardi di euro, facendo leva sui fondi pubblici per mobilitare investimenti privati a basso rischio in settori chiave per lo sviluppo delle economie africane quali l'energia sostenibile o il credito alle piccole imprese.

Attraverso Il Piano di investimenti è stato possibile investire 64 milioni di euro in una centrale elettrica ibrida a Agadez, in Niger, che consente la fornitura di energia elettrica in aree rurali, e costruire una centrale solare a Gorou Banda, per fornire energia alla periferia di Niamey.(18/07/2018-ITL/ITNET)

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